I Giochi Olimpici Invernali hanno rappresentato un evento sportivo e mediatico senza precedenti per il nostro paese. 2500 atleti di 85 Paesi si sfidano in 15 discipline, all’interno di uno spazio cittadino moderno e attrezzato.
In questa guida, in costante aggiornamento, vi offriamo un pratico strumento per seguire i Giochi: news, curiosità, gli eventi in tv, il medagliere, i profili dei campioni e tanto altro ancora.
News e curiosità olimpiche ►
Paralimpiadi: emozione e felicità al termine dei Giochi - Con la cerimonia di chiusura delle Paralimpiadi Torino saluta definitivamente gli sportivi di tutto il mondo e chiude il sipario sui Giochi invernali. La festa che ha salutato gli atleti diversamente abili, ancora una volta protagonisti di momenti sportivi meravigliosi e commoventi, ha avuto come tema portante la primavera. Raccontata come una fiaba ricca di balli, colori, danze e musiche, la cerimonia ha ospitato il discorso di congedo del presidente del comitato paralimpico italiano, Luca Pancalli: «Nulla sarà più come prima, lo sport non fa differenze. Torino ci lascia un’eredità esaltante, che affronteremo con rinnovato entusiasmo. E nei momenti difficili basterà ricordare un qualsiasi momento di questa appassionante avventura per andare avanti». Dopo lo spegnimento del braciere, il saluto di Tiziana Nasi
, presidente di COM.PAR.TO e di Phil Craven, presidente dell’IPC, è stato il momento del concerto di Patti Smith, che ha scaldato i cuori dei presenti. Arrivederci a Vancouver, nel 2010.
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Paralimpiadi: Ciampi agli atleti «Voi siete la prova che la vita è bella» - I Giochi Paralimpici rappresentano la massima espressione del valore assoluto dello sport; coraggio, forza, passione, volontà sono le caratteristiche degli atleti paralimpici, da sempre. Il Presidente Ciampi, alla vigialia della commovente cerimonia d’inaugurazione aveva salutato i 39 atleti italiani ringraziandoli per lo splendido esempio che danno a tutto il Paese. «Voi ci date il senso della vita, il vostro impegno dimostra che amate la vita, ci dimostrate che la vita è bella e bisogna viverla con tutte le nostre forze e con entusiasmo». Ecco il senso dei Giochi Paralimpici.
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La cerimonia di chiusura - Finiscono i Giochi invernali; una manifestazione pienamente riuscita, appassionante, divertente, che ci ha fatto riscoprire (come sempre succede) tanti sport bellissimi che speriamo di non dimenticare. La cerimonia di chiusura non è riuscita a nascondere la malinconia per la fine di un evento che, ne siamo certi, ci mancherà.
Lo Stadio Olimpico è gremito, come al solito; non c’è Ciampi né la moglie di Bush. Al loro posto Silvio Berlusconi (fischiato dal pubblico) e Rudolph Giuliani. Il Carnevale, momento di gioia festosa e di malinconica ironia, domina la prima parte della cerimonia, ricolma di citazioni felliniane; Valeria Marini fa da madrina all’apertura delle danze e sulla scena subentrano maschere, principi, clown e personaggi circensi, giocolieri, esploratori delle nevi, un folto gruppo di carte-tarocchi e un venditore di rose, personaggio che funge da filo conduttore della rappresentazione. Si arriva presto al momento clou: la premiazione di Giorgio Di Centa. Il pubblico esplode il suo tripudio mentre la sorella Manuela gli mette al collo la medaglia. Viene riproposto l’inno italiano cantato dalla bambina Eleonora.
Tornano in campo gli uomini-scintilla e dopo l’ingresso dei Carabinieri inizia la sfilata degli atleti, accompagnati da una colonna sonora anni ’70 decisamente scanzonata; portabandiera azzurro è Armin Zoeggeler, vincitore dell’oro nello slittino. Si ricomincia con altri simboli della tradizione italiana: le Lambrette di
Vacanze romane, Vespeeuna vecchia Fiat Cinquecento si mescolano sulla scena anni ’60 con maschere della Commedia dell’Arte, angeli, acrobati, uomini volanti, uno skater che pare sospeso nel vuoto. S’infiamma la Cinquecento, sta arrivando il momento della fine.
Prende la parola un soddisfatto ma esausto Valentino Castellani, che ringrazia la città, i volontari e gli organizzatori; un tifoso spagnolo cerca di raggiungere il microfono per gridare lo slogan «Passion lives here!» ma viene bloccato e la parola passa a Jacque Rogges: «Avete vinto la sfida, sono stati dei Giochi magnifici!». Tocca al sindaco di Vancouver, Sam Sullivan - disabile su carrozzina dopo un incidente di sci -, raccogliere il testimone. È infatti il momento del passaggio di consegne al Canada, che ospiterà i Giochi invernali del 2010. Si esibisce Avril Lavigne (che è nata in Ontario), viene presentato il logo dei prossimi giochi; sulle note del «Va’ Pensiero» di Verdi (cantata da un coro di 300 bambini) viene ammainata la bandiera olimpica e portata via da 8 campioni dello sport: Nino Benvenuti, Klaus Dibiasi, Gianluca Vialli, Sara Simeoni, Gustavo Thoeni, Novella Calligaris, Livio Berruti e Mario Cipollini. Un’arpa a forma di drago infiamma lo stadio, entrano i figuranti dell’esercito di Pietro Micca e il venditore di rose infila nei moschetti i suoi fiori; Andrea Bocelli canta «Ama, credi e vai» mentre appaiono 398 spose vestite di bianco con una lanterna, guidate da Isolde Kostner; dopo aver formato una colomba di luce e quindi il logo di Torino 2006, si spengono le luci e il braciere smette di bruciare. Un uomo e una donna si librano in cielo, una bambina meravigliata è tranquillizzata dal venditore di rose (in questo caso impersonato dal regista della cerimonia, Daniele Finzi Pasca). Tornano sulla scena i clown bianchi, i fuochi d’artificio illuminano ancora la città, Elisa canta «Luce» e Ricky Martin riaccende la festa che sembra non voler finire mai.
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Di Centa, l’oro della vita - Inaspettato, voluto, meritato, disperato trionfo di Giorgio Di Centa. Nei 50 km di fondo, l’ultima gara delle Olimpiadi di Torino 2006 (finale di hockey esclusa), l’azzurro è andato a vincere un oro inaspettato e, forse per questo, ancor più magnifico. Battaglia fino all’ultimo metro, quando Giorgio ha trovato la forza di uno sprint che ha lasciato incredulo lui per primo. Quando tutti si aspettavano lo scatto di Piller Cottrer (poi 5°). Un oro che crea un ponte immaginario ma bellissimo con l’oro vinto da Stefano Baldini alle Olimpiadi di Atene del 2004. Come a dire: l’ultimo sigillo dei Giochi dev’essere azzurro!
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Pressione olimpica - Succede spesso, negli eventi sportivi che hanno risonanza elevata come un Olimpiade, che una Nazione, rappresentata da media, tifosi, commentatori e sponsor, si aspetti grandi risultati da atleti che poi deludono le aspettative. In questi Giochi è capitato anche a molti azzurri in gara, più di una volta: Ghedina, Fusar Poli - Margaglio, Kostner, Rocca. Gli atleti sono caricati di una pressione eccessiva, di una responsabilità che finisce per condizionarli negativamente. Al termine dell’Olimpiade, il presidente del Coni Petrucci si è dichiarato soddisfatto dei risultati degli azzurri e ha detto che non farà processi (riferendosi soprattutto allo sci alpino, dove l’Italia, davvero, ha contato poco). Atleti dai quali non ci si aspettavano risultati sorprendenti ci hanno invece stupito. Il nostro grazie, ovviamente, è per tutti.
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Fabris uomo Olimpiade - Bronzo nei 5000 m, oro nella staffetta, oro anche nei 1500 m. Il pattinaggio è la nuova frontiera dello sport vincente italiano e Enrico Fabris è ufficialmente l’uomo di questa Olimpiade. 24 anni, nato a Roana in provincia di Vicenza, fisico straordinario, da adesso, con Tomba e Monti è l’unico italiano ad aver vinto due medaglie d’oro negli stessi giochi invernali; con il bronzo vinto nei 5000 è l’azzurro più medagliato di sempre. Nonostante questi numeri, Fabris resta un ragazzo umile: non vuole apparire come un eroe. Nel corso della conferenza stampa ha tradotto le domande (e le relative risposte) in inglese per i giornalisti stranieri!
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I campioni dell’Olimpo - «Siamo noi! Siamo noi! I campioni dell’Olimpo siamo noi!» Dopo il trionfo nella staffetta 4x10 km i quattro vincitori della medaglia d’oro Valbusa, Di Centa, Piller Cottrer e Zorzi non hanno trattenuto la propria gioia. La gara, che è durata un’ora e 43 minuti, è stata un capolavoro tattico: Valbusa e Di Centa, nell’alternato, si sono piazzati al 5° posto con un ritardo di poco più di 1 secondo. Piller Cottrer, incitato dal pubblico ha iniziato quindi il suo attacco e ha ceduto il testimone a Zorzi con 5 preziosi secondi di vantaggio. Zorro, mentre il Pragelarto s’infiammava, ha concluso l’opera spingendo più che mai e trionfando in solitaria. La staffetta di fondo è la disciplina invernale che regala più soddisfazioni all’Italia: dai tempi di Albertville gli azzurri hanno vinto 2 ori e 3 argenti.
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I tre ragazzi d’oro del pattinaggio - Dopo una vittoria insperata in semifinale contro l’Olanda (uscita di scena dopo una caduta), l’Italia del pattinaggio di velocità inseguimento a squadre ha affrontato in finale il Canada. Spietati e veloci come non mai Enrico Fabris, Ippolito Sanfratello, Matteo Anesi hanno trionfato andando a vincere la medaglia d’oro, la seconda per la nostra rappresentativa. Il commento di Petrucci, presidente del Coni: «Un risultato straordinario, va dato merito alla Federazione, al tecnico e a tutta la squadra. Siamo stati i più bravi, sono stati sfortunati gli altri nelle semifinali, dobbiamo essere sportivi, ma abbiamo meritato, complimenti alle altre squadre che sono state altrettanto brave».
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Plankensteiner e Haselrieder italiani di bronzo - Anche se, a dire il vero, con due nomi così tutto sembrano tranne che italiani, il simpaticissimo duo che ha vinto la medaglia di bronzo nella gara di curling in doppio (la settima medaglia della storia del doppio, quindicesima totale) è orgoglioso del colore azzurro. Prima i due forestali correvano in singolo; nel 2002 capirono che in coppia funzionavano ancora di più e adesso, a 34 anni, dopo un anno intero di preparazione, si sono tolti una splendida soddisfazione.
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Cadute e infortuni: record di incidenti in gara - Dopo 3 giorni di gare si contano già 10 atleti vittime di incidenti durante le gare di Torino 2006. Dopo le cadute della discesa, capitate a Montillet (Francia) e Forsyth (Canada) e dopo il brutto incidente dell’azzurro Stefano Chiapolino, specialista nel salto dal trampolino cui è stata asportata la milza, nella terza giornata di gare i tifosi hanno trattenuto il fiato per gli incidenti di Samantha Retrosi e Lindsey Kildow, entrambe americane; la prima è caduta nel corso della seconda manche della gara di slittino, la seconda nella discesa libera. Nello snowboard brutta caduta per la giapponese Melo Imai, rimasta ferita dopo un salto sbagliato. Per questi atleti i Giochi sono finiti, ma i tempestivi soccorsi hanno sempre evitato le conseguenze peggiori.
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Incasso da record per la cerimonia d’apertura - Torino 2006 da record anche per quel che riguarda gli incassi. La cerimonia d’apertura, rende noto il Toroc, ha fatto registrare un incasso lordo di 13,38 milioni di euro; si tratta dell’incasso più alto mai ottenuto in una manifestazione sportiva italiana.
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Le prime medaglie - La prima medaglia d’oro vinta ai Giochi di Torino 2006 è tedesca. L’ha vinta Michael Greis nella 20 km di fondo. L’azzurro De Lorenzi è arrivato sesto. L’argento e’ andato al norvegese Ole Einar Bjorndalen, il bronzo all’altro norvegese Halvard Hanevold. L’Italia ha vinto la sua prima medaglia (bronzo) grazie alla splendida prestazione di Enrico Fabris nei 5000 m di pattinaggio velocità. Il primo oro è arrivato invece grazie alla superba prestazione allo slittino di Armin Zoeggeler.
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La cerimonia d’apertura - Tra arte, musica, danza, magia e coreografica, la cerimonia d’apertura dei Giochi ha infiammato i cuori del pubblico presente allo stadio Olimpico e di quello che ha assistito da casa. Dà il via allo spettacolo Jury Chechi, nei panni di un fabbro metropolitano che scandisce il tempo picchiando su di un incudine dorata (simbolo dell’industria torinese); si alternano quindi colori e persone, prima il rosso della passione, quindi il bianco e il blu. Dopo un ballo folkloristico, 413 figuranti (i volontari di Torino 2006) danno vita con i loro corpi ad un immenso sciatore che esegue un salto e atterra perfettamente. Carla Bruni consegna quindi il tricolore ad un Carabiniere; fa il suo ingresso il Presidente Carlo Azeglio Ciampi e una bambina (Eleonora Benetti) esegue una commovente versione dell’Inno di Mameli, accompagnata poi da un coro di 80 elementi. Si accendono i 5 cerchi, inizia la parata degli atleti, vero momento di gioia e pace; Carolina Kostner, portabandiera azzurra, appare sorridente a capo della nostra delegazione, l’ultima a fare il suo ingresso allo stadio.
La cerimonia prosegue con una storia della cultura e del costume italiani. Albertazzi legge i versetti di Dante dedicati a Ulisse, entrano sbandieratori, personaggi rinascimentali e principi settecenteschi. Mentre ballerini volteggiano sospesi in aria compare in scena una Venere botticelliana impersonificata da Eva Herzigova. Si arriva al futurismo con un intenso balletto interpretato da Roberto Bolle, primo ballerino della Scala di Milano, fino all’ingresso di una Ferrari, guidata da Luca Badoer. Castellani e Rogge fanno i loro discorsi, quindi Ciampi dà il via ufficiale alle Olimpiadi. La bandiera olimpica fa il suo ingresso nello stadio, accompagnata da Sofia Loren, Manuela Di Centa, Susan Sarandon; Baglioni esegue l’inno dei Giochi e Giorgio Rocca legge il giuramento olimpico. Gli acrobati creano una immensa colomba di pace, Yoko Ono legge qualche riga e Peter Gabriel canta una struggente versione di
Imagine.
Entra in scena, finalmente, la Torcia olimpica: la porta con sé Alberto Tomba. La Fiamma passa quindi in mano agli olimpionici di Lillehammer Albarello, De Zolt, Vanzeta e Fauner, quindi a Piero Gros e a Deborah Compagnoni. Questa la consegna infine ad un’emozionata Stefania Belmondo, che accende il braciere. Luciano Pavarotti intona
Nessun dorma e lo stadio esplode in un tripudio di fuochi artificiali.
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Ciampi, primo tifoso azzurro - Il Presidente della Repubblica Ciampi sarà il primo tifoso degli atleti azzurri in gara ai Giochi. La manifestazione, da Ciampi sempre sostenuta anche in fase di candidatura, rappresenta un momento di comprensione e affratellamento tra i popoli; la medaglia più importante per l’Italia sarà quella della buona e pacifica riuscita della manifestazione. Infine un monito agli atleti: «Cantate l’inno di Mameli».
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Medici e volontari - La macchina della sanità è pronta a garantire il proprio supporto per tutta la durata dei Giochi; tra medici e infermieri, saranno almeno 2000 gli addetti alla salute degli atleti e degli spettatori. Si tratta di volontari, reclutati con un bando: riceveranno solo un gettone valido per il vitto e per l’alloggio e lavoreranno a Torino, al Sestriere, a Bardonecchia e ai bordi delle piste.
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Gli eventi alla Medals Plaza - Piazza Castello, nel cuore di Torino, ospita per tutta la durata dei Giochi una ricchissima kermesse di sport e spettacolo. Nella Medals Plaza, situata all’interno della piazza, si svolgeranno
55 cerimonie di premiazioni; ogni giorno, al termine delle premiazioni, iniziano i
concerti delle star italiane e internazionali chiamate a partecipare (presentati da Alba Parietti, Alena Seredova, Simona Ventura, Luisa Corna): mai prima d’ora, in una sola città, si erano esibite così tante star nell’ambito di un’unica manifestazione. Ecco il programma dei concerti:
11 febbraio:
Andrea Bocelli12 febbraio:
Kelly Clarkson13 febbraio:
Ennio Morricone14 febbraio:
Gianni Morandi15 febbraio:
Duran Duran16 febbraio:
Jamiroquai17 febbraio:
Anastacia18 febbraio:
Paolo Conte19 febbraio:
Whitney Houston20 febbraio:
Nek21 febbraio:
Avril Lavigne22 febbraio:
Ricky Martin23 febbraio:
Lou Reed24 febbraio:
Max Pezzali25 febbraio:
Riccardo Cocciante►
Sport e non solo - Moltissimi eventi culturali interesseranno la città di Torino e la Provincia in questi giorni; dall’8 febbrario al 30 marzo il
Museo dell’Antichità proporrà una raccolta di oltre 40 opere dedicate all’ideale estetico del mito di Olimpia e alla figura dell’atleta. La
Biblioteca Reale ospiterà fino al 19 marzo capolavori di Leonardo da Vinci. La
Pinacoteca Giovanni e Marella Agnelli, dal 13 gennaio al 14 maggio, offre una raccolta di 60 dipinti di paesaggio di artisti italiani e stranieri che operarono a Roma e Venezia nel ’600 e nel ’700. Presso la
Galleria d’arte moderna, dal 4 febbraio al 4 giugno, sarà allestita una mostra dedicata alle avanguardie tra il 1910 e il 1920, con più di 100 opere che rappresentano il mutamento del contesto urbano.
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2 euro per Torino 2006 - Sarà prodotta in 40 milioni di esemplari la nuovissima moneta da 2 euro dedicata ai Giochi Olimpici; nella moneta sono rappresentati un atleta in gara e elementi stilizzati tra cui la Mole Antonelliana. Per i collezionisti la zecca produrrà una serie di 6 monete d’argento e 5 d’oro; nove in totale i francobolli che celebreranno l’evento.
Le discipline olimpiche e il programma delle gare
Ecco gli sport su cui si sono cimentati gli atleti nel corso della manifestazione olimpica:
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Biathlon: resistenza e precisione. Gli atleti devono compiere 20 km su sci da fondo intervallati da tiri al bersaglio con la carabina (5 bersagli nel minor tempo possibile).
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Bob: tecnica e velocità. Dopo una spinta lunga 50 metri, la squadra di atleti si lancia all’interno del bob fino a raggiungere 130 km all’ora: a questa velocità la tecnica di guida è fondamentale.
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Combinata nordica: agilità e resistenza. Una prova durissima che combina, nella stessa giornata, lo sci di fondo con il salto. Spettacolare.
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Curling: precisione e gioco di squadra. Si affrontano due squadre da 4 giocatori ciascuna; lo scopo è quello di centrare il bersaglio con lo
stone, un vero blocco di granito di 20 kg. Il capitano è lo Skip, il regista dell’azione.
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Freestyle: stile e coraggio. Gli atleti si esibiscono in acrobazie ed evoluzioni aeree mozzafiato, con ai piedi appositi sci molto corti.
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Hockey su ghiaccio: forza e gioco di squadra. Partite da 60 minuti, squadre composte da 6 uomini ciascuna, il Puck da mandare in rete. L’hockey è lo sport di squadra per eccellenza dei Giochi invernali.
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Pattinaggio di figura: eleganza e coordinazione. Questa disciplina prevede esibizioni in singolo e a coppie. Sul ghiaccio i ballerini danzano eseguendo difficili passi e figure, giudicato da un’apposita giuria.
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Pattinaggio di velocità: potenza e rapidità. In sfide uno contro uno o a tempo gli atleti slittano velocissimi fino a 60km all’ora alla ricerca della traiettoria ideale.
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Salto: coordinazione e coraggio. Il salto rappresenta una delle discipline più spettacolari e pericolose dei Giochi invernali. L’atleta necessita di una concentrazione e una precisione totale: il volo raggiunge i 140 metri. Il giudizio è espresso dai giudici.
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Sci alpino: forza e velocità. Discesa libera, Slalom gigante, Super-G, Combinata: le gare di sci più seguite e appassionanti.
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Sci di fondo: resistenza e velocità. Tra salite e discese, tratti lenti e folli corse, una gara durissima e lunga in cui conta la forza del singolo e l’organizzazione della squadra.
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Short Track: velocità e coordinazione. Gara ricca di emozioni in cui gli atleti si sfidano in corse con pattini dove il corpo umano è la vera arma vincente. Gli atleti inclinano i loro corpi fino a 40°, arrivando ad appoggiarsi con le mani in curva.
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Skeleton: velocità e coraggio. Lanciati nel tunnel ghiacciato fino a 130 km all’ora, gli atleti scivolano pancia in giù con il viso a valle, sfiorando il ghiaccio con il corpo: una folle corsa ricca di emozioni.
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Slittino: velocità e coraggio. La gara si estende in un tracciato lungo circa 1500 metri; la durata è inferiore al minuto. Gli atleti sono distesi pancia in su con i piedi a valle.
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Snowboard: coordinazione e spettacolo. Quest’anno le discipline con lo snowboard saranno tre: Half Pipe (acrobazie nella mezza luna), Slalom Gigante Parallelo (gara uno contro uno) e Snowboard Cross (al debutto olimpico: mix di acrobazie e evoluzione).