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Edusport

Scienze motorie, attivitą fisica e benessere psicofisico

Jeet Kune Do

L’arte marziale di Bruce Lee insegnata ai ragazzi della Scuola secondaria

Eleonora Panini, esperta di Jeet Kune Do e allieva di Maurizio Guerrini, è responsabile del progetto didattico “Jeet Kune Do” presso quattro Scuole secondarie di primo e secondo grado di Modena, in collaborazione con i docenti di Scienze motorie e sportive; in seguito a questa esperienza, ha scritto il saggio che vi proponiamo, in cui presenta i caratteri generali di quest’arte marziale, le sue tecniche fondamentali, il progetto didattico adattato per le Scuole e gli esiti particolarmente soddisfacenti ottenuti nello sviluppo motorio e pisco-comportamentale degli studenti coinvolti.


  • Il Jeet Kune Do

    Il Jeet Kune Do è un approccio alle arti marziali sviluppato da Bruce Lee alla fine degli anni Sessanta; letteralmente significa “Via del pugno che intercetta” e presenta molte analogie con il Wing Tsun, il Kung Fu, ma anche il pugilato e la scherma. Gradualmente Bruce Lee passò dal sistema da lui chiamato non-classical Gung Fu al Jun Fan Gung Fu, ed eliminando ogni schema classico, concepì una nuova visione filosofica delle arti marziali, volta all’efficacia e in continua evoluzione.
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  • I fondamentali del Jeet Kune Do: guardia e footwork

    […] La posizione di guardia nasce dal concetto fondamentale di protezione della linea centrale del corpo, che passa idealmente dalla testa fino ai genitali e dove sono presenti tutte le parti vitali e più delicate (occhi, naso, bocca, gola, plesso solare, organi come fegato e stomaco, genitali). Da questo concetto deriva l’anteposizione di un lato del corpo. Il JKD considera gli arti destri dominanti più forti come parte del corpo avanzata, a differenza di altre arti marziali che tengono il lato destro arretrato.
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  • I fondamentali del Jeet Kune Do: tecniche di attacco

    Le tecniche con gli arti superiori sono: la stoccata con la mano avanzata (colpo di punta con le dita o finger jab), il pugno e stoccata diretti con la mano avanzata (jab), il gancio con la mano avanzata, il cross con la mano arretrata, il colpo col dorso della mano o manrovescio (backfist), la sventola con un quarto di giro (arco accorciato), il montante, la rovesciata con avvitamento, la mazzolata (pugno a colpo di martello), tecniche di gomito o gomitate.
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  • I fondamentali del Jeet Kune Do: tecniche di difesa

    L’elemento principale della difesa è la parata, un movimento rapido, sciolto e tempestivo della mano dall’interno verso l’esterno, per deviare il colpo dalla sua traiettoria all’ultimo momento, a brevissima distanza dal bersaglio. Altre tecniche sono le manipolazioni, come la botta o colpo sulla mano (Catch) e la legatura (Perry). Esistono anche delle manovre evasive chiamate schivate.
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  • I fondamentali del Jeet Kune Do: proiezioni, lotta, trapping, sparring

    Le proiezioni sono tecniche utilizzate per portare a terra l’avversario. Nel combattimento sportivo sono praticate nel  Sandà, la Kickboxing cinese).
    [...] Prima di insegnare le proiezioni è necessario spiegare la tecnica di caduta per non farsi male. Il combattente che cade non deve assolutamente appoggiare a terra le articolazioni (polsi, gomiti, ginocchia), ma deve abituarsi a rullare sulla schiena o su un fianco, estendendo le braccia a terra. Chi pratica Judo si allena a battere le mani a terra a ogni caduta, in modo da obbligarsi a estendere le braccia.
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  • Il progetto di ricerca e il valore educativo del JKD

    L’insegnamento delle arti marziali presenta un’importante valenza educativa e socializzante, in quanto l’esecuzione di tecniche di attacco e difesa necessitano di un determinato controllo motorio nei riguardi del proprio partner-avversario.
    I praticanti degli sport da combattimento devono instaurare un rapporto di collaborazione e affidamento reciproco nel rispetto delle regole, dosare la forza nel contatto fisico e realizzare un contesto allenante in sicurezza. Questa situazione si concretizza se ogni componente del gruppo di allenamento riesce a osservare e conoscere al meglio i compagni, valutando e proporzionando il proprio comportamento durante la pratica degli esercizi a coppie.
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  • Il progetto di ricerca e la valutazione

    La valutazione è un momento di fondamentale importanza per determinare il grado di acquisizione degli obiettivi fissati dal programma. La valutazione si avvale di dati rilevati tramite:
    - l’osservazione degli allenamenti, ovvero il tipo di adattamenti che la classe e i singoli attivano in risposta alle stimolazioni;
    - le rilevazioni periodiche tramite test motori;
    - le prove tecniche di vario tipo e il combattimento esordienti.
    Interpretazione dei dati e regolazione del processo sono passaggi necessari al fine di rendere efficace l’intervento educativo.
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  • Risorse didattiche aggiuntive

    Vi proponiamo una ricca selezione di materiali didattici da scaricare per l’insegnamento del Jeet Kune Do a scuola: il programma con il ciclo delle lezioni per la secondaria di primo grado e la secondaria di secondo grado; le griglie di valutazione dell’esperto sul miglioramento delle capacità e delle prestazioni degli studenti coinvolti; le griglie di valutazione compilate dai docenti sul progetto e l’autovalutazione degli studenti; le griglie vuote da usare per la valutazione; una bibliografia di approfondimento e i video didattici sui siti delle Scuole che hanno aderito al progetto. 
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