Medicina e salute


Terza età - Geromotricità - L’elisir di lunga vita

 

Terza età

Le attività motorie e sportive acquistano centralità all’interno delle attività degli anziani per due importanti ragioni: la prima risiede nei benefici apportati alla forma fisica, la seconda invece va rintracciata nella possibilità, offerta da questo genere di "passatempo", di intrecciare e consolidare positive relazioni sociali; quindi lo sport non solo come momento volto ad aumentare il benessere fisico, ma anche come momento per socializzare. Quando lo sport lascia cadere la veste di agonismo, acquista il ruolo di elemento di aggregazione. Tuttavia non bisogna sottovalutare l`importanza che le attività sportive assumono dal punto di vista strettamente fisico: nella cosiddetta "terza età" il corpo comincia a mostrare i segni di un deterioramento che può essere così rallentato efficacemente.

Accettare di fare sport, e quindi sottoporre il proprio corpo ad esercizi fisici che lo aiutano a mantenersi in forma, può indurre l`anziano ad avere un atteggiamento diverso nei confronti del proprio corpo, ad accettarlo e ad imparare i sistemi migliori affinché l`invecchiamento sia maggiormente equilibrato e più lento possibile.
Bisogna però fare attenzione, perché i movimenti devono essere "a misura" della persona anziana: questo significa che non si può chiedere all’anziano di frequentare le stesse palestre dei giovani o di sottoporsi agli stessi ritmi di movimento: ad ogni età il proprio ritmo, i propri esercizi, le proprie «fatiche».

Sport e terza età
È ormai noto e confermato che il movimento fisico è salutare anche per le persone di una certa età. Infatti, se praticato con moderazione, riduce il rischio di ipertensione, diabete e ipercolesterolemia e, inoltre, può essere considerato come uno dei più importanti tonificanti, non solo del corpo ma anche dello spirito.

Recenti studi hanno svelato che la regolarità nell’esercizio fisico migliora il flusso sanguigno del cuore anche nel caso di pazienti con coronarie ristrette, diminuendo notevolmente il rischio di infarto. Alcuni studiosi dell`Università tedesca di Leipzig hanno dimostrato che il movimento fisico accresce la funzionalità dell`endotelio, un tessuto dal quale deriva la capacità delle coronarie di dilatarsi, quindi di divenire più elastiche, a seconda del volume di sangue richiesto dai muscoli. Gli scienziati tedeschi hanno eseguito sperimentazioni su un gruppo di cardiopatici le cui coronarie erano tanto ristrette, da dover ricorrere alla dilatazione delle arterie con la tecnica del «palloncino». Questi pazienti sono stati sottoposti a due cicli di attività fisica, suddivisi in quattro settimane in ospedale e cinque mesi a casa. Durante il periodo della degenza ospedaliera, essi effettuavano 10 minuti di cyclette sei volte al giorno. La verifica compiuta dopo il primo periodo ha fatto registrare un notevole progresso della condizione delle arterie. A ciclo compiuto il miglioramento si è attestato al 50%. Ovviamente, i cicli vanno ripetuti, sempre sotto il diretto controllo medico.

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Geromotricità

Per geromotricità (gero = anziano, motricità = movimento) si intende un’attività motoria studiata per le persone anziane, ma adatta anche a tutti coloro che desiderino muoversi in modo corretto, disinvolto e senza troppa fatica, per rallentare il fisiologico processo di decadimento dovuto al passare degli anni.

Questo metodo è una risposta elaborata e strutturata in modo organico in anni d’esperienza e di studio, per soddisfare la semplice e pur complessa richiesta della molteplicità della popolazione anziana di «muoversi bene per stare meglio». Nasce a Torino e si sviluppa a partire dal 1978, ad opera di tre insegnanti di educazione fisica: Giuseppina Giorgi, Cesarina Minasso e Ada Piccolo.

In sintesi la geromotricità è una proposta motoria globale, preventiva rivolta al mantenimento e/o miglioramento di tutte le potenzialità della persona che invecchia al fine di favorire uno stile di vita qualitativamente ottimale.

Settori d’intervento
Ribadendo che il metodo è rivolto alla globalità della persona, si evidenziano i settori d’intervento, intendendo le funzioni e le facoltà da sollecitare con il movimento:
 

Geromotricita 
Cerchio bidirezionale con reciproca interazione dei vari settori: equilibrio, scioltezza articolare, respirazione, coordinazione, reazione, tonificazione, rilassamento, socialità.

La varietà delle proposte, mirate sempre al raggiungimento di un dato fine, mantiene pronta l’attenzione, desto linteresse e vivo l’entusiasmo, oltre a consentire la ripetizione di uno stesso movimento senza automatizzarne l’esecuzione e stimolando la creatività.
Ogni proposta motoria, nel suo iter di sviluppo, segue una successione graduale di movimenti avente lo scopo di:
- ottenere l’esecuzione corretta
- equilibrare l’intensità e il carico di lavoro
- graduare la difficoltà della proposta
Il metodo si avvale di attrezzi quali: sedie, palle di spugna di varie dimensioni, elastici, bacchette, palline da tennis, cinghie, palloncini gonfiabili, ecc.
La geromotricità può essere praticata in palestre e istituti specializzati a domicilio.

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L’elisir di lunga vita


Esiste un segreto per vivere meglio e più a lungo? Mangiare poco, stare lontani dalle tensioni, mantenersi in esercizio: questi i principali fattori che accomunano le persone più longeve del mondo; ma se è vero che le condizioni ambientali e lo stile di vita rappresentano un potente elisir di lunga vita, in attesa che la scienza riesca a scoprire i geni che riescono a prevenire lo sviluppo di malattie e l’invecchiamento, ricordiamo alcune efficaci strategie anti-età.

Per mantenersi a lungo giovani, una delle vie più efficaci sembra quella di seguire una dieta ipocalorica: meno calorie consuma l’organismo, meno probabilità ha di sviluppare tumori e malattie degenerative. Numericamente, in età avanzata, occorrerebbe ridurre l’apporto calorico quotidiano del 40% e questo ovviamente rappresenta una difficoltà; alcuni scienziati stanno lavorando alla messa a punto di farmaci che agiscano sul metabolismo in modo da controllare il consumo calorico.
Nel frattempo, è possibile agire su diversi fattori, uno dei quali è rappresentato dall’ossidazione causata dall’azione dei radicali liberi:  molecole prodotte dal metabolismo che danneggiano i tessuti e le funzionalità degli organo interni, accelerando il processo d’invecchiamento. Contrastare questa catena di reazioni permette di ritardare il declino di tutte le funzioni dell’organismo: nell’alimentazione ci vengono in aiuto pomodori, spinaci, uva, fragole, cibi ricchi di vitamine e minerali, pesce azzurro, in grado di apportare dosi di acidi grassi polinsaturi, e vino rosso, che contiene fenoli.

Integrazione di ormoni
Alcuni ormoni ringiovaniscono il sistema nervoso centrale, frenano i segni fisici dell’invecchiamento, rendono più resistenti alla fatica; tuttavia, sul loro uso, gli esperti sono ancora cauti, relativamente agli effetti collaterali che potrebbero sopraggiungere nel caso di un  lungo periodo di assunzione di queste sostanze; non a caso fanno parte delle sostanze proibite nel mondo dello sport.

Al momento gli ormoni possono essere prescritti con successo solo in caso di una comprovata carenza specifica. Tra le sostanze che garantiscono i migliori effetti anti-età:
- Il Dhea, deidroepiandrosterone, è un ormone che ha il potere di ringiovanire il sistema nervoso centrale: 50 mg al giorno di questa sostanza possono migliorare la memoria e la capacità di apprendimento, le difese immunitarie e l’aspetto della pelle.
- La melatonina è un ormone che fa sentire più resistenza alla fatica, abbassa la pressione e potenzia le difese immunitarie.
- Il Gh, l’ormone della crescita, è una proteina prodotta dall’ipofisi, la cui somministrazione diretta può fare aumentare la massa e il tono di muscoli e massa, esercitando una funzione protettiva sul sistema nervoso centrale.
- Il testosterone, uno dei ritrovati più celebri; la produzione di questo ormone diminuisce fisiologicamente con il passare degli anni e questo determina - di pari passo - una diminuzione delle capacità sessuali (negli uomini), una perdita di massa muscolare e ossea, uno scadimento della memoria; come tutti gli altri ormoni può essere integrato solo in caso di reale carenza.

Un aiuto dalla natura
La dieta alimentare può essere supportata da alcuni preparati naturali, per ostacolare la formazione di radicali liberi e migliorare le funzioni di organi e tessuti. Prodotti a base di vitamine E e C, il betacarotene e alcuni minerali come il selenio, lo zinco e il rame aiutano a prevenire l’ossidazione; a tale scopo si possono assumere preparati naturali come estratti di olio di pesce, che contengono acidi grassi insaturi e polinsaturi. Per sopperire ad eventuali carenze proteiche si può ricorrere alle alghe, come la Spirulina, piccola alga messicana ricca di aminoacidi essenziali , vitamina B e proteine facilmente assimilabili.
Recentemente sono state riscoperte le proprietà dell’estratto di papaya, la cui polpa concentrata, secondo alcuni studi, è in grado di potenziare le difese immunitarie, di preservare le cellule dall’invecchiamento indotto dall’azione dei radicali liberi, di svolgere un’intensa attività disintossicante, digestiva, depurativa e antiossidante e contrastare la perdita di memoria, tipica dell’età.
Per difendersi dal colesterolo e dai trigliceridi è possibile integrare la dieta con estratti di semi di lino e rosmarino, mentre per combattere i disturbi della prostata, è possibile ricorrere agli estratti di uva ursina, ortica ed echinacea.

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