[17] ...Taekwondo: azione e spirito

Uno dei meriti delle Olimpiadi è quello di permettere a sport non molto noti al grande pubblico di salire alla ribalta, almeno per un’estate. Uno di questi sport è il
Taekwondo, disciplina in cui l’Italia ha guadagnato una medaglia d’argento, grazie all’impresa di Mauro Sarmiento, ventiseienne di Casoria, categoria >80 Kg.
Il nome. Il nome di questo sport, tradotto dal coreano, significa letteralmente: «l’arte del combattimento con il piede in volo e con il pugno» (
tae: calciare in volo;
kwon: pugni;
do: arte). Ancora oggi alla base di questa disciplina troviamo i principi di rispetto e lealtà del buddismo, infatti lo stesso maestro Choi Hong Hi si augurava che i seguaci di questo sport diventassero «guardiani della giustizia» perseguendo i suoi principi sul campo e nella vita.
La storia. Nel VI secolo d.C. un monaco buddista, Won Kwang Bopsa, istituì un gruppo di guerrieri chiamato
Hwarang («Fior della gioventù»), ai quali insegnò un tipo di combattimento in linea con la filosofia buddista chiamato
Taekkyeon («combattimento con le gambe»), l’antenato del Taekwondo. In seguito, dopo varie vicissitudini politiche e storiche (il Giappone, che aveva invaso la Corea nel 1910, aveva vietato qualsiasi arte marziale), nel 1955 il maestro Choi Hong Hi fonda ufficialmente il Taekwondo e nel 1971 diventa arte marziale nazionale. Nel 1973 a Seul nasce la World Taekwondo Federation, riconosciuta dal CIO nel 1980. Durante le Olimpiadi del 1988, fa il suo ingresso come disciplina dimostrativa, mentre a partire da Sydney 2000 diventa a tutti gli effetti disciplina olimpica. In Italia, la FITA (Federazione Italiana Taekwondo) dipende dal CONI.
Regolamento. Oggi il Teakwondo viene praticato giocando 3 round da 2 minuti ciascuno (in caso di pareggio si disputa un quarto round, dove il vincitore è colui che segna un punto per primo) su una pedana sopraelevata (0.50-0.60 m) posta su un area di gara di 10 metri quadrati. Il vincitore è il giocatore che mette a segno più attacchi validi, ma l’incontro può concludersi per k.o. dell’avversario, abbandono, squalifica o intervento arbitrale.
Ecco come sono assegnati i punti:
1 punto per colpi al tronco;
2 punti per colpi al viso (solo con i calci);
3 punti se si riesce ad atterrare l’avversario.
Gli atleti indossano una divisa bianca,
dobok, con una cintura che a seconda del colore indica il livello raggiunto, e sono muniti di casco, corpetto, conchiglia, parastinchi e paravambracci protettivi.
Categorie. Le categorie sono le seguenti:
Uomini:
<58 Kg;
58-68 Kg;
68-80 Kg;
>80 Kg.
Donne:
<49 Kg;

49-57 Kg;
>67 Kg.
Link. Ulteriori informazioni su questa affascinante disciplina sono facilmente raggiungibili cliccando sul sito della Federazione ufficiale,
www.taekwondowtf.it.
[16] ...dalla pista alla vascaIn piena estate, con l’aumento delle temperature, molti corridori alle prime armi si lasciano scoraggiare e alleggeriscono il carico di allenamento. Anche se questo non succede ai podisti più accaniti, il consiglio che possiamo dare a coloro che spesso non se la sentono di affrontare il cocente sole estivo in pantaloncini e scarpe da ginnastica è di mettere i benefici del nuoto al servizio della corsa...

Tralasciando le ovvie differenze tra le due attività, è possibile concentrarsi su ciò che hanno in comune. Entrambe potenziano il lavoro aerobico, specialmente a carico degli arti inferiori, e migliorano la funzione cardiovascolare, tenendo in allenamento il cuore. Il corridore ha così l’opportunità di continuare ad allenare gli apparati fondamentali della corsa, migliorare la propria coordinazione e tonificare il corpo. Naturalmente, non è consigliabile abbandonare del tutto il jogging: anzi, il nuoto può diventare un allenamento integrativo, che, se effettuato tramite un programma adeguato, può portare a migliorare il proprio rendimento nella corsa.
Nuotare porta con sé altri benefici: permette di rilassare i tendini e le articolazioni, messi a dura prova correndo, e inoltre il consumo energetico del nuoto è quattro volte superiore a quello della corsa.
Per potenziare gli arti inferiori si può ricorrere anche all’aiuto di alcuni attrezzi del fitness acquatico che, offrendo maggiore resistenza all’acqua, portano a potenziare i muscoli degli arti inferiori: cavigliere, pinne, cinture piombate e manubri. Uno di questi è l’
Acquaflap.
Cos’è l’acquaflap? Si tratta di una pratica del fitness acquatico, che si effettua con delle speciali calzature fornite di alettoni semoventi laterali, che offrono resistenza all’acqua e, rallentando la velocità dell’esercizio, permettono di lavorare efficacemente sul rafforzamento dei muscoli degli arti inferiori.
Qual è il meccanismo alla base del funzionamento dell’acquaflap? Gli alettoni si piegano leggermente solo quando si spinge verso l’alto, permettendo di sfruttare la forza di galleggiamento. Oltre ad evitare di sforzare la colonna vertebrale, grazie alla posizione lievemente i

nclinata è possibile attivare gli addominali e i muscoli dei glutei.
E per i nuotatori alle prime armi? I principianti, o coloro che hanno poca dimestichezza con l’acqua, possono utilizzare una cintura galleggiante (
hydrobelt) che solitamente copre la parte inferiore della schiena aiutando a mantenere la postura corretta.
[15] ...4 ruote ai piedi Con la bella stagione torna la voglia di essere protagonisti degli spazi aperti. Uno dei supporti preferiti in questo periodo dell’anno, oltre alla bicicletta e alle... proprie gambe, sono i pattini in linea, o rollerblade. È il momento di pattinare ancora!

Anche se ad un’occhiata sommaria può sembrare che l’atleta che si muove agile con i rollerblade ai piedi non faccia fatica, è bene sapere che con questa attività si bruciano facilmente 400/500 calorie all’ora. Questo perché, ancor più rispetto ai pattini tradizionali, è richiesto all’atleta un coinvolgimento del fisico maggiore: si riproducono infatti i gesti compiuti dallo sciatore, si muovono armonicamente gambe, braccia, si tonificano addominali e glutei.
I rollerblade sono nati per dar modo ai giocatori di hockey su ghiaccio di allenarsi anche senza... ghiaccio. Non temono gli ostacoli urbani ma, ovviamente, garantiscono le prestazioni migliori sulle superfici senza troppe asperità. La maggioranza assoluta ha quattro ruote, che arrivano fino a 80mm di diametro; il grado di durezza, il parametro indicato con una "A" (indicato in genere subito dopo il diametro delle ruote) oscilla di solito tra 78A e 82A: maggiore è il valore il valore e più è basso l’attrito dei cuscinetti.
Come si acquista velocità? Il trucco è il movimento, saper ondeggiare da un piede all’latro, Un movimento che si apprende in breve tempo a patto di capire, come spiega. L’importante è che le gambe "capiscano" che pattinare è come camminare: una gamba è "in tensione" (schiaccia il peso verso terra) e l’altra è "in dinamica" (staccata da terra).
Come si frena? Per i pattini dotati di freno (generalmente al piede destro), alzando la punta del piede destro (cosicché il freno che sta dietro il tallone tocca a terra e fa attrito); le prime volte è facile imprimere poca forza, avvertire un senso d’instabilità e perdere l’equilibrio. Per i pattini senza freno occorre inclinare leggermente le rotelle come nello sci a spazzaneve, in modo che il vettore non sia più dritto e la risultante si sposti a destra e a sinistra.
Ci si deve proteggere? Sull’asfalto è indispensabile indossare una serie di protezioni per salvaguardare la propria incolumità. Paragomiti e paraginocchia possono essere affiancati anche a parapolsi.
[14] Le origini della pallavolo
Esistono stampe napoletane del XVII secolo che mostrano atleti intenti a giocare ad uno sport molto simile alla nostra pallavolo. E non è difficile immaginare che questo sport possa vantare origini nel Medioevo. La nascita ufficiale della pallavolo, tuttavia, si colloca attorno al 1895: in un college del Massachussets, negli Stati Uniti, William G. Morgan - docente di ginnastica (foto a destra) - elabora una versione particolare del già esistente
faustball nato in Germania qualche anno prima.
Rispetto alla disciplina esistente quella del professore americano si basava sulla caratteristica fondamentale della pallavolo moderna, cioè - come dice anche il nome - sul divieto di far toccare terra alla sfera nella durata degli scambi. E il giocatore non poteva palleggiare più di una volta consecutiva.
Un aspetto che pose questo nuovo sport (il cui primo nome fu
Minonette) a molta distanza da tutti gli altri stava nel divieto del contatto fisico tra avversari. Per praticarlo occorrevano prontezza di riflessi, agilità, elevazione piuttosto che forza bruta, prestanza fisica e massa muscolare. Fu vera rivoluzione importata anche grazie ai soldati statunitensi della Prima guerra mondiale.

Precisione, importanza della tattica, coordinazione: aspetti che conquistano presto anche il Vecchio Continente. La pallavolo debutta nel 1913 in oriente (Cina e Filippine adottano il sistema con 16 giocatori per squadra) e un anno dopo in Inghilterra. Nel 1920 è redatto il regolamento ufficiale, poi modificato nel 1926 George J.Fisher (foto): si stabiliscono la misura del campo di gioco (10,50 x 18), l’altezza della rete (2,44m dal suolo) e sono introdotte regole per le squadre (composte da 6 giocatori con possibilità di sostituzioni e rotazione in campo) e per le partite (al meglio di 3 set da 15 punti ciascuno).
La pallavolo si diffonde a macchia d’olio ovunque; nel 1947 si costituisce la Federazione Internazionale che solo due anni dopo può organizzare i primi Campionati maschili a Praga (li vince l’Unione Sovietica). I Mondiali femminili esordiscono nel 1952. Nel 1964 la pallavolo è disciplina olimpica.
[13] ...i nuovi sport (4): Waterbasket
L’ultimo dei nuovi sport di cui ci occupiamo è il Waterbasket, disciplina di recente ideazione che coniuga la frenesia del basket con il piacere del gioco in acqua. Questo sport tutto italiano nasce a Catanzaro nel 1994 da un’idea del prof. Rizzuto ma inizia ad essere codificato solo a partire dal 2003 a Firenze; in quell’anno si svolge la prima partita ufficiale tra Italia e una rappresentativa ungherese della città di Pècs.
Da quel momento il Waterbasket è riconosciuto sia dalla Federazione Italiana Pallacanestro, sia dalla Federazione Italiana Sport nell’Acqua. Si tratta di uno sport di squadra divertente e facile da organizzare, nonostante il regolamento ben definito.
- Le
squadre sono composte da non più di 12 giocatori: 5 in acqua e 7 in panchina; nella piscina lo spazio di gioco è lungo 20 metri x 15.
- Alle estremità sono posti due
canestri altri 130 cm dal livello dell’acqua.

- Il
pallone utilizzato è sferico e impermeabile: il suo peso deve essere compreso tra i 400 e i 450 grammi (con circonferenza tra 68 e 71 cm).
- La
partita si compone di 4 tempi, ciascuno della durata di 8 minuti; solo la squadra che è in possesso del pallone ha diritto a effettuare una sostituzione.
- In acqua sono posizionate
due linee: quella rossa - 2 metri dal cesto - è la linea del fuorigioco, quella gialla - 4 metri dal cesto - è la linea da cui si tirano i liberi e oltre la quale i canestri valgono 3 punti.
- È vietato il
contatto fisico tra avversari; a seconda della gravità del fallo è prevista rimessa o tiri liberi.
[12] ...i nuovi sport (3): Floorball

Il Floorball, o Unihockey, è uno sport di squadra frenetico, divertente e adatto a tutte le età. Nato negli Stati Uniti come attività per allenare gli atleti di hookey, codificato in Scandinavia a metà degli anni ’70 e costituito ufficialmente nel 1981, si basa su poche essenziali regole.

In un campo di 24x14 metri (squadre da tre giocatori più portiere) o 40x20 (cinque giocatori più portiere) gli avversari, muniti di apposita stecca (di solito realizzata in fibra di vetro o policarbonato) si sfidano cercando di buttare la sfera sintetica nella porta avversaria.

Le porte sono alte 115 cm per 160 di larghezza, il portiere è l’unico giocatore a necessitare di protezioni (casco e maschera) e a giocare senza bastone.
Nel sito ufficiale della Federazione italia si legge che «il Floorball - Unihockey è uno sport praticato ufficialmente in 31 nazioni. L’IFF organizza dal 1996 i campionati mondiali con periodicità biennale (maschili in anni pari e femminili in anni dispari). La struttura conta oggi 3.450 club e più di 175.000 atleti tesserati».
Vediamo nel dettaglio altri elementi di questa disciplina:

- È
vietato il contatto fisico tra giocatori: per questo si tratta di uno sport praticabile anche a scuola tra ragazzi di sesso diverso.
- La pallina deve essere controllata con la paletta sotto l’altezza del ginocchio. È consentito fare un tocco di piede solo se successivamente si ritocca con il bastone; vietati i passaggi con i piedi.
- I
campionati ufficiali si dividono in
Campo grande e in Campo piccolo. Nelle categorie giovanili i tempi sono solo 2 e durano dai 15 ai 20 minuti; nella categorie superiori si giocano 3 tempi della durata di 20 minuti ciascuno.
- Campionato del Mondo, Coppa dei Campioni e Coppa Europea vengono giocati ogni anno. La
Nazionale italiana ha vinto nel 2004 il Mondiale "gruppo B", ottenendo la qualificazione al "gruppo A".
- Il sito ufficiale della federazione contiene tutte le statistiche sui campionati e i regolamenti della disciplina.
www.fiuf.it.
[11] ...i nuovi sport (2): Tchoukball

L’invenzione del tchoukball si deve al biologo svizzero Hermann Brandt che dedicò la sua vita e i suoi studi alla ricerca di uno sport accessibile a tutti, fondato su intenti educativi, non aggressivo o pericoloso. Dai suoi studi nacque nel 1970 il tchoukball il cui strano nome rimanda al suono che emette il pallone quando tocca la rete elastica protagonista di questo sport. In un campo da pallamano 40x20 m si affrontano due squadre composte da 9 giocatori (in uno da 28x15 ne bastano 7). Le porte sono costituite da una rete metallica posta in una cornice di ferro inclinata di 45° rispetto al suolo e sono posizionate all’interno di una zona semicircolare di 3 m di raggio.

All’interno di quest’area il giocatore non può entrare; la squadra segna un punto quando uno dei suoi giocatori lancia in rete la palla e questa rimbalza sulla rete e tocca terra (fuori dalla zona vietata).
Vediamo nel dettaglio altri elementi di questa disciplina:
-
Accessibilità; disponendo della rete si può organizzare il gioco ovunque. Al chiuso, all’aperto, in spiaggia, in palestra.
-
Ritmo di gioco; caratteristica eccezionale di questo sport è la frenesia e il ritmo di ogni match. Due regole fondamentali, infatti, prevedono che durante la partita la palla non tocchi mai terra e che essa non possa essere tenuta in mano per più di tre secondi (e il giocatore non compia più di 3 passi).
-
Attacco e difesa; l’attacco di una squadra non può essere ostacolato dai difensori. Essi devono posizionarsi in maniera da poter evitare il punto intercettando il rimbalzo dopo il tiro contro la porta.
-
Lealtà e diffusione; esiste una Carta che definisce regole, princìpi e obiettivi del tchoukball. Si tratta di uno sport che sta uscendo dai confini scolastici e si sta diffondendo in tutto il mondo. In Italia la Federazione italiana è la coordinatrice di tutte le attività relative alla disciplina. Il sito ufficiale è
www.tchoukball.it.
[10]...i nuovi sport (1): Parkour

Iniziamo una rassegna di alcuni tra i più particolari, moderni e interessanti sport del momento.
Parliamo del
parkour, disciplina che consiste nel attraversare gli spazi urbani muovendosi con salti, capriole, scivolate, aggirando e superando in maniera spettacolare gli ostacoli (cancelli, muri, scalinate). La nascita del parkour avviene nei primi anni ’90 grazie alle idee di David Belle (sportivo) e Sebastien Foucan (filosofo).
Il sito ufficiale [www.parkour.it] presenta quest’attività come
l’arte del sapersi spostare, specificando che «non si tratta di una gara a chi fa il salto più alto o più bello. Il parkour è un PERCORSO, senza alcuna forma di competizione fra i praticanti. La competizione è con te stesso per cercare di innalzare il tuo limite dopo aver preso coscienza delle tue possibilità».
Gli elementi principali del parkour sono:
-
La filosofia; nato per riappropriarsi di spazi urbani inusuali dal punto di vista sportivo, il parkour non necessita di attrezzature particolari o di una preparazione atletica sofisticata. Bastano delle buone scarpe da running e una buona dose di coraggio.
-
L’energia interiore; colui che pratica questo sport è il traceur. Per lui l’ostacolo urbano è l’ostacolo della vita e l’affrontarlo permette un superamento delle proprie barriere mentali. La disciplina prevede un perfetto equilibrio tra forza atletica ed energia mentale.
-
La squadra; i traceur non sono tipi solitari. Anzi la sfida è ancora più appassionante se la si affronta in gruppo (i crew). I valori della squadra sono l’amicizia, il rispetto, la solidarietà, l’impegno e la determinazione.
-
La diffusione; trainato da spezzoni di film e spot televisivi, il parkour ha già da diversi anni abbandonato i confini francesi diffondendosi in tutto il mondo. La diffidenza della gente che assiste al passaggio di un gruppo di traceur si trasforma spesso e volentieri in entusiasmo e incitamento.

[9]...15 guerrieri in campo

Nonostante l’importanza della forza fisica, il rugby è uno degli sport più nobili del pianeta; basti pensare alla regola secondo cui il portatore di palla, cercando di conquistare metri verso la meta, non può mai passare la palla avanti ma solo indietro: vince il gruppo, non l’individuo. Cerchiamo dunque di conoscere meglio i ruoli dei 15 giocatori in campo:
n. 1 e 3:
i piloni. Il ruolo più faticoso: il pilone si trova sempre all’interno della mischia, cerca di recuperare palloni per gli esterni, sopporta la spinta degli avversari.
n. 2:
il tallonatore. Il ruolo più pericoloso: si occupa di recuperare il pallone nelle mischie, soffre nelle rimesse laterali (
touche).
n. 4 e 5:
le seconde linee. Il ruolo più atletico: veloci e alti, i giocatori delle seconde linee portano palla, saltano, servono il mediano di mischia.
n. 6 e 7:
le ali di terza linea. Veloci e atletici devono avere notevole abilità nel controllo di palla.
n. 8:
il centro di terza linea. Semplicemente il numero 8: si trova nella parte inferiore della mischia e deve essere pronto alla ripartenza come un giocatore di trequarti. Si tratta quindi di un ruolo misto che necessita di forza fisica e velocità.
n. 9:
il mediano di mischia. Giocatore basso ma fisicamente forte: gioca vicino alla mischia, recupera il pallone e crea gioco distribuendolo ai compagni. Gran parlatore: espone agli arbitri il suo punto di vista...
n. 10:
il mediano di apertura. Il ruolo dello stratega: gran corridore e passatore, a lui è affidata la gestione degli schemi di gioco. Di solito è il calciatore.
n. 11 e 14:
le ali di quarta linea. Il ruolo dei più veloci: a loro è affidata la fase finale della costruzione di uno schema. Dopo una mischia o un accentramento alle ali è affidato il pallone che potrebbe portare in meta.
n. 12 e 13:
i centri. Placcatori e smistatori, sono i giocatori di sfondamento. A loro è richiesto di abbattere le difese nemiche.
n. 15:
l’estremo. Buon placcatore è l’ultimo giocatore della difesa. Veloce e stratega può avanzare per fare da esca alla difesa avversaria.
[8]...alcune norme per i ciclisti
Un piccolo memorandum per tutti gli amanti della bicicletta, che talvolta trascurano le norme e gli obblighi del Codice della strada che sono tenuti a rispettare durante le loro pedalate.
I ciclisti devono tenere ben presenti
gli articoli 68 e
182, così facendo tutelano in primo luogo la loro incolumità ed evitano inoltre di incappare in sanzioni amministrative che comportano il pagamento di una somma che va dai 22 agli 88 euro.
-
Dispositivi di equipaggiamento: i velocipedi devono essere obbligatoriamente dotati di un campanello per le segnalazioni acustiche mentre, per quelle visive, oltre alle luci anteriori bianche o gialle, ai catadiottri (dispositivi riflettenti) rossi dietro, devono avere altri catadriotti gialli sui pedali e ai lati.
-
Obblighi di circolazione: i ciclisti non possono mai circolare affiancati in numero superiore a due all’interno dei centri abitati, e esclusivamente in fila indiana all’esterno di essi. Il comma 2 dell’articolo 182 precisa inoltre che essi devono reggere sempre il manubrio con almeno una mano; mentre nel comma 5 ricorda che è assolutamente vietato trasportare altre persone su di un velocipede.
-
Il casco: l’uso del casco in bicicletta è obbligatorio dal 2003 in tutte le tipologie di gare professionistiche. Gli appassionati raccomandano di utilizzarlo sempre, anche in città o nelle pedalate del weekend: per scegliere il modello giusto rimandiamo a questa
interessante guida.
[7]...dalla piscina al mare
Dopo un inverno passato in piscina è giunto il momento di nuotare in mare aperto. Non tra corsie sicure e tranquille, ma in mezzo alle correnti; quali sono le differenze tra il nuoto in acqua dolce e quello in acqua salata? Vediamone alcune:
- Prima regola, la più basilare: attenzione alle condizioni del mare. Esse condizionano pesantemente lo stile di nuotata e il consumo energetico (quindi la resistenza) del nuotatore. La
corrente è il fattore che stordisce di più il nuotatore abituato a muoversi nelle docili acque di una piscina.
- L’acqua del mare è
più densa rispetto a quella dolce. Il continuo massaggio che crea favorisce il rilassamento delle tensioni psicofisiche ma solo se l’approccio è privo di
paura e tensione. Per questo in mare è importante essere tranquilli e sicuri delle proprie capacità.
- In piscina i
riferimenti visivi sono costanti: le corsie, i bordi, le luci. In mare no. Per questo è fondamentale non perdere di vista il litorale o sfruttare riferimenti visivi e fisici come le boe, edifici in prossimità delle riva, persone.
-
Riposarsi in mare è importante, seppur più difficile rispetto alla piscina; il modo più efficace per recuperare energie è lasciarsi galleggiare a peso morto sul pelo dell’acqua.
- In acqua si suda; ma al mare
il sole abbronza anche quando nuotiamo. Proteggere la pelle in maniera adeguata è fondamentale.
[6]...nuove forme di allergie
Oltre a polveri, pollini e acari oggi gli allergici devono difendersi anche da aria fredda, fumo, profumi e persino dall’esercizio fisico! Ecco alcuni esempi di nuove forme di allergie:
-
I profumi, inalati o assorbiti per contatto cutaneo, possono provocare reazioni come orticaria o eczema, ma anche nausea, lacrimazione e difficoltà nel respirare. Per evitare queste reazioni è quindi importante individuare le sostanze sensibilizzanti e utilizzare prodotti senza profumo(
fragrance free).
-
Il fumo di sigaretta, secondo un recente studio di ricercatori dell’Università della California, peggiora i sintomi allergici. Sigaretta off limits quindi per soggetti allergici alla polvere!
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Detersivi e saponi, diversamente da quanto solitamente si pensi, sono responsabili solo dell’1 % delle allergie da contatto. Anche se non vi è una vera e propria reazione allergica, però, alcune persone sono sensibili all’azione di particolari sostanze che producono fastidiose irritazioni; in questi casi meglio scegliere detergenti senza fosfati e profumi.
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L’aria fredda può provocare orticaria e irritare le sottili mucose del naso causando fastidiose riniti.
-
L’esercizio fisico, seppur molto raramente, può provocare orticaria e, addirittura, reazioni anafilattiche. I sintomi si manifestano a 4 ore dalla sospensione dell’attività e durano da 30 a 40 minuti. La causa di questa insolita allergia è la forte attivazione dei mastociti (le cellule che contengono le sostanze responsabili delle manifestazioni allergiche) che, durante l’attività fisica, rilasciano i loro prodotti e aumentano l’istamina nel sangue.
[5]...i record di Montepaschi-Lottomatica
Gara 3 di semifinale playoff di pallacanestro che ha visto sfidarsi
Montepaschi e Lottomatica lo scorso 5 giugno, e che si è conclusa dopo 3 tempi supplementari, verrà ricordata per molto tempo. Molti record sono stati battuti o eguagliati in una partita emozionante che ha saputo regalare ai tifosi uno spettacolo unico. Di seguito alcuni dati interessanti:
- È stato eguagliato il numero di
minuti giocati (55) in una partita di basket; si tratta di un record assoluto per quanto riguarda una gara dei playoff (il precedente era stato fatto registrare nel match tra Cagiva Varese-S.Benedetto Gorizia in gara3 degli ottavi 1981/82).
- Battuto il record del numero dei
falli commessi un un match; i 37 commessi dai giocatori della Lottomatica sono stati di più del precedente record di 33 della Simac (semifinale 1985-86, Gara1).
- I rimbalzisti della squadra romana hanno conquistato anche
56 rimbalzi, eguagliano così il record delle semifinali appartenente alla Virtus Bologna (1981/82 - gara1). Il primato assoluto (59) spetta ancora all’Honky Fabriano (ottavi di finale della stagione 1981-82).
- Nel campionato regolare tre
tempi supplementari sono stati disputati in Biella-Fabriano (2002/03) e in Scavolini-Teamsystem (95/96). Ma ben 5 furono giocati in serie A2 nella partita tra Banco di Sardegna Sassari e Lineltex Trieste 98/99.
- Una delle partite più lunghe e curiose della storia del basket risale al campionato 1958/59;
Stella Azzurra Roma-Ignis Varese, che venne giocata il 30 novembre del ’58, si protrarrò per 4 tempi supplementari (punteggio finale di 91 a 95). La squadra romana rimase in 4 giocatori già nel secondo overtime; nel corso del terzo in campo c’erano 3 romani contro 4 varesini e nell’ultimi quarto rimasero in 2 contro 2 (Volpini e Palladino per Roma, Zorzi e Nesti per Varese).
[4]...vittorie italiane in Champions League
Il trionfo del Milan in Champions League offre lo spunto per ripercorrere la storia della Coppa dei Campioni, nata nel 1955. Le prime 5 edizioni della competizione furono vinte dal Real Madrid; il Benfica vinse i tornei del 1960/61 e 1961/62 e solo nel 1962/63 riuscì ad imporsi una squadra italiana: fu il Milan di Cesare Maldini. L’Inter si aggiudicò le due edizioni successive, i rossoneri tornarono a trionfare nel 1969. Solo dopo 15 anni una squadra italiana (la Juventus) riuscì a tornare al vertice della più importante competizione europea. Carlo Ancellotti ha vinto la Coppa da giocatore nel 1989 e nel 1990 e da allenatore nel 2003 e quest’anno. Anche Paolo Maldini detiene un record: ha vinto 5 Coppe dei Campioni (’89, ’90, ’94, ’03, ’07). Il Real Madrid è la squadra che ha vinto il maggior numero di volte la prestigiosa competizione: 9 le vittorie complessive, l’ultima delle quali nel 2001/02.
Riepiloghiamo tutti i trionfi italiani:
1962/63:
Milan1963/64:
Milan1964/65:
Inter1968/69:
Milan1984/85:
Juventus1988/89:
Milan1989/90:
Milan1993/94:
Milan1995/96:
Juventus2002/03:
Milan2006/07:
Milan
[3]...dormire conviene!
Il sonno è indispensabile alla vita dell’uomo, lo sappiamo tutti; dormendo il nostro organismo si ricarica, si rigenera, recupera le energie perdute e ne accumula di nuove per affrontare al meglio la giornata. Il sonno ortodosso è diviso in 4 fasi che si alternano nel corso della notte:
1. Il
dormiveglia. In questa prima fase l’uomo, pur addormentandosi, non smette di percepire voci, rumori, sensazioni dall’esterno.
2. Il
sonno leggero. L’attività cerebrale ha brevi ma intensi scatti che rappresentano il tentativo di rilassare completamente il corpo. Possibili movimenti oculari.
3. Il
sonno profondo. In questa fase, che dura di solito la metà dello stadio, le onde cerebrali diventano grandi e rallentano.
4. Il
sonno profondo effettivo. In questa parte l’organismo si riposa e si ricarica. Dopo questa fase iniziano le fasi
REM, o il sonno paradosso; il flusso sanguigno aumenta e la salute mentale ha i benefici migliori. Ciascuna delle fasi REM ha durata di 15 minuti ciascuna. È in queste fasi che si sogna, sono queste le fasi che ci accompagnano al risveglio.
Dormire bene e abbastanza ha grande importanza nella vita di tutti i giorni; solo il sonno essenziale, l’insieme costituito dal sonno profondo e dal sonno REM, è capace di apportare effettivo riposo all’organismo dell’uomo. Il sonno ha grande importanza anche in ambito sportivo: dormire poco non dà la possibilità all’apparato muscolare di ricaricarsi dalla fatiche della giornata, compromettendo l’allenamento successivo. Una curiosità: lo sport e lo sforzo non favoriscono il sonno immediato. Quando si fa attività fisica, infatti, l’organismo (per compensare la stanchezza accumulata), produce endorfine che favoriscono l’eccitazione dei centri nervosi; per questo è sconsigliato fare intensa attività fisica prima di andare a dormire.
[2]...il caffè serve allo sportivo?

Sport e caffè vanno molto d’accordo, è inutile nasconderlo. E non ci riferiamo alla tazzina sorseggiata al bar vicino allo stadio tra una discussione e l’altra. La caffeina - se assunta nei limiti raccomandati - è un’alleata per colui che pratica qualsiasi tipo di sport. 30 o 60 minuti prima dell’allenamento è possibile ingerirne tra i 3 e 6 mg per ogni chilo del proprio peso. Attenzione però: dosi eccessive possono produrre nausea, palpitazioni e tremori... fino ad arrivare alla soglia che viene considerata doping. Il limite è di 12 microgrammi di caffeina per ml di urina.
Nei limiti ecco alcune proprietà interessanti del caffè:
1.
Ritarda la sensazione di fatica. La caffeina viene scambiata dai nostri neuroni come adenosina, il neurotrasmettitore incaricato di comunicare al cervello la sensazione di fatica.
2.
Aumenta la resistenza. Il caffè stimola naturalmente il flusso di adrenalina e il fisico può sopportare lo sforzo più a lungo.
3. Contribuisce a far
perdere peso. Pur non essendo vera la credenza secondo cui il caffé ha la facoltà di far bruciare naturalmente i grassi, fornisce quella quantità di energia necessaria che permette di allenarsi con maggiore intensità. È comunque inevitabile il movimento fisico.
4.
Protegge il fisico. La caffeina - nelle quantità raccomandate - ha molte proprietà benefiche per gli organi del nostro corpo; soprattutto per i soggetti che l’assumono di rado, infatti, si rivela come un discreto antidolorifico e come agente di protezione per cervello e fegato. Studi hanno messo in relazione il consumo di caffé con il minor rischio di Parkinsons, tumori al fegato e cirrosi epatica.
[1]...quanti uomini in barca?

A bordo delle barche a vela in gara nell’American’s Cup, trovano posto 17 uomini più un passeggero. Ecco chi sono e che ruolo hanno.
1.
Skipper (timoniere): il capitano, l’uomo al timone. Sensibile ad ogni minima vibrazione della barca, comanda le ruote del timone.
2.
Tattico: in piedi, da un lato all’altro della barca, scruta l’avversario e l’evoluzione meteo.
3.
Navigatore: con un computer valuta il percorso della propria imbarcazione, con una pistola laser studia i movimenti degli avversari. Invia le informazioni al tattico.
4.
Weather: si occupa del meteo e del campo di regata.
5 e 6.
Prodiere (bowman) e aiuto prodiere: dalla prua indicano allo skipper le distanze critiche, preparano le vele, agevolano i giri di boa.
7.
Main trimmer: il randista. Dal pozzetto, con la scotta della randa esegue i comandi dello skipper.
8 e 9.
Trimmer: regolano le vele di prua d’accordo con lo skipper.
10 e 11.
Grinder: gli instancabili macinatori dei witch, che regolano la posizione delle vele di prua.
12.
Albero (mastman): staziona nella zona dell’albero o, a prua, recupera le vele.
13.
Drizzista (pitman): tra prua e poppa gestisce le cime e regola il tangone.
14.
Runner: nel pozzetto, si occupa delle manovre critiche e regola le volanti.
15.
Grinder Randa: segue le indicazioni del randista, manovra il verricello e controlla la scotta della randa.
16.
Runner grinder: a poppa aiuta il runner e il grinner randa.
17.
Traveler: Di fronte allo skipper regola il carrello della randa e annuncia il vento.
Il
18°: è un passeggero che sta a poppa; non può collaborare né parlare con l’equipaggio,