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Storia dello sport |
Imbarcazioni d’altri tempi |
| Attorno alle metà del XIX secolo si registrano i principali progressi che portano alla nascita delle moderne imbarcazioni. Nei primi anni del secolo i progettisti cercano senza troppi risultati di realizzare varche veloci ed efficienti; nel 1847 il cantiere di Hanry Klasper progetta e produce uno scafo rivoluzionario, andando contro corrente ai principali concorrenti: una barca per quattro vogatori senza chiglia. Nel 1856 la seconda rivoluzione: il carpentiere britannico Mat Taylor costruisce la prima barca a otto vogatori priva di chiglia e con superficie liscia (capace di sbaragliare la concorrenza). Per quel che riguarda i remi, fu il tedesco Rettich a realizzare nel 1854 i primi modelli ad asta cava, leggeri e maneggevoli. Il sedile scorrevole fu inventato negli Stati Uniti: a Chicago S. C. Rabkok lo progettò per primo costruendo due guide su cui far scorrere il sedile dell’atleta favorendone il movimento e la spinta; il meccanismo fu perfezionato dal medico tedesco Schiller che modificò il carrello facendolo scorrere su piccole ruote di acciaio. Nonostante le iniziali reticenze, l’idea fu adottata praticamente ovunque decretando di fatto la nascita del canottaggio moderno. |
Le regate del canottaggio sono divise per specialità e sono:
1. Singolo (1x): un solo vogatore con 2 remi. Lunghezza scafo: 7,20 metri.
2. Doppio (2x): 2 vogatori con 2 remi ciascuno. Lunghezza scafo: 10 metri
3. Due senza (2-): 2 vogatori con 1 remo ciascuno. Lunghezza scafo: 10,30 metri
4. Due con (2+): 2 vogatori con 1 remo ciascuno. Lunghezza scafo: 10,30 metri
5. Quattro di coppia (4x): 4 vogatori con 2 remi ciascuno. Lunghezza scafo: 13 metri
6. Quattro senza (4-). 4 vogatori con un remo ciascuno (vedi foto a destra). Lunghezza scafo: 13 metri
7. Quattro con (4+). 4 vogatori con 1 remo ciascuno e un timoniere. Lunghezza scafo: 13 metri
8. Otto. 8 vogatori con 1 remo ciascuno e 1 timoniere. Lunghezza scafo: 17,50 metri
Canottaggio e giovani sportivi
Il canottaggio è uno sport completo, consigliato ai bambini e ai ragazzi dagli 8 anni in su. Nel praticarlo intervengono i muscoli del busto, le articolazioni e i relativi tendini delle braccia; particolarmente sollecitati sono gli apparati respiratorio e circolatorio che, coordinati in maniera ottimale al massimo dell’intensità dello sforzo fisico, permettono al giovane atleta di svolgere un’attività fisica eccellente.
Come riporta il sito dell’ambulatorio di Medicina di Gruppo Metropolis di La Spezia (a questo indirizzo del loro portale), «il canottaggio è tra le discipline più complete e consigliabili, perché è adatto alla maggior parte delle persone, si può praticare ad ogni età, ed è un’attività fisica tra le più salutari in assoluto. Unico requisito indispensabile è una discreta capacità natatoria per far fronte all’eventualità, peraltro remota, di una eventuale caduta in acqua. È consigliabile avviare i ragazzi alla pratica di questo sport già dagli 8-10 anni, perché apprendano il gesto tecnico ed acquisiscano precocemente una adeguata preparazione fisica generale. Con la pratica del canottaggio tutti gli organi e gli apparati dell’organismo sono stimolati positivamente e, nel tempo, si realizzano gli opportuni adattamenti cardiovascolari, respiratori, muscolo-scheletrici, metabolici e psicologici che consentiranno agli atleti la pratica di questa attività sportiva. Il canottaggio impegna globalmente l’organismo sia dal punto di vista cardio-respiratorio che muscolo-scheletrico, e pertanto si può considerare uno sport veramente completo che richiede la partecipazione di tutti i distretti muscolari».
Il canottaggio, scrive benessere.com [a questo indirizzo], «è uno sport individuale, oppure coinvolge 2, 4 o 8 elementi, sintetizzati in un armonico unico. Ecco perché è considerato uno degli strumenti di formazione non solo fisica, ma anche morale, dei giovani. Non a caso nelle maggiori università tedesche, inglesi e americane il canottaggio è tenuto in alto onore». Trattandosi di uno sport in cui ciò che conta è la massima potenza aerobica sprigionata dall’atleta, i canottieri di massa "notevole" risultano certamente avvantaggiati; lo svantaggio degli atleti di taglia inferiore è stato compensato creando la categoria dei "pesi leggeri". Per questo al canottaggio possono avvicinarsi giovani sportivi di tutte... le taglie.