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Vinci, una carriera indimenticabile

Vinci, una carriera indimenticabile

Roberta Vinci lascia ufficialmente il tennis, almeno quello agonistico. La campionessa ha scelto gli Internazionali d'Italia per dare l'annuncio del suo addio alla racchetta. «Non c'è un motivo particolare: stanchezza fisica, stanchezza mentale, voglia di fare altro. Era arrivato il momento di guardarsi dentro e di prendere delle decisioni».

A 35 anni, dopo 10 titoli WTA in singolare, una finale slam, 5 Majors in doppio accanto a Sara Errani e il sogno della top ten raggiunto nel Febbraio del 2016, la tarantina saluta a casa sua, a Roma, tra il pubblico che in questi anni l’ha amata e sostenuta. Serena, tranquilla e sorridente come sempre, consapevole che a 35 anni non si è più ragazzine e che gli acciacchi e le défaillances fisiche non sempre possono essere sconfitte per sempre.

La sua carriera ha inizio nel 1999 e, da allora, è stata costellata di successi. Il torneo di Bali, in cui Roberta ottenne il primo successo WTA in singolare a 18 anni e 7 mesi: da n°174 sconfisse al primo turno l’australiana Annabel Ellwood, n°157.

Il lungo e fruttuoso sodalizio con lo storico coach Francesco Cinà, forse la collaborazione più stabile e duratura (18 anni) che la storia del Tennis professionistico ricordi.

Lo splendido rapporto, foriero di successi indimenticabili, con Sara Errani, amica sincera e collega con la quale dal 2010 al 2015 ha formato la coppia agonistica più celebre e vincente del nostro sport.

Insieme le Cichis, hanno vinto 22 tornei, tra cui tutti gli Slam (2 volte Melbourne, una volta gli altri), arrivando al primo posto della classifica dal 2012 al 2014.

Gli inizi, a livello regionale, assieme a Flavia Pennetta. Imbattibili da giovanissime, vinsero in doppio il torneo dell’Avvenire nel 1997. Il destino le farà ritrovare, una contro l’altra, nella giornata incredibilmente bella del tennis italiano, la finale US Open del 12 settembre 2015. Flavia vinse in due set, ma il giorno prima Roberta si era imposta su Serena Williams. Un intero stadio che, fino a pochi minuti prima, le aveva tifato contro sorride e si inchina alla tarantina, durante l’intervista post match, e l’applaude come non mai in occasione della finale. Fu un’apoteosi sportiva del fair play, a cui in America è difficile assistere.

Poi ancora le 4 Fed Cup conquistate, in cui la pugliese è stata protagonista assoluta della generazione d’oro del tennis femminile tricolore: 2006, 2009, 2010 e 2013. In doppio, vanta un record strepitoso di 18 vittorie e una sola sconfitta. Il 22 febbraio 2016, momento in cui si innesta, dopo tanti sacrifici, tra le prime 10 giocatrici del mondo in singolare, col best ranking di numero 7 raggiunto il 9 Aprile 2016. Sarà la più anziana di sempre a riuscirci (a 33 anni e 4 giorni) e la quarta italiana dopo Pennetta, Schiavone ed Errani.

Il futuro è ancora da scrivere: «Ci penserò quando davvero avrò smesso di toccare la racchetta - ha aggiunto Roberta -. Di certo staccherò per un po' la spina. Allenare? Sarebbe bello, non solo gli adulti ma anche i bambini. Non so, ma comunque resterò nel mondo del tennis».

Cara Roberta, sicuramente ti vedremo ancora. Grazie per tutto quello che hai dato al tennis e allo sport azzurro!