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Edusport

Scienze motorie, attivitą fisica e benessere psicofisico

La didattica dei record - 5 - Uno, due e tre: il salto in triplo

La didattica dei record - 5 - Uno, due e tre: il salto in triplo

Fare esperienza su un record è la strada per il tetto del mondo, è di tutti!

La "didattica dei record" è tesa a creare una competenza nuova, spendibile tutti i giorni, senza l'obbligo di essere campioni del mondo.

Fabrizio Lo Faro è nato a Cantù il 12 Giugno 1975. Insegnante di Scienze Motorie e Sportive al Caio Plinio di COMO (scuola secondaria di secondo grado), modesto triathleta, marito perfettibile e instancabile papà.

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Ancora una volta è doveroso conoscere la storia, innamorarsi del personaggio prima che della performance. Il nostro campione era quello che non gareggiava la domenica, «Perché è un giorno consacrato a Dio», proprio come Eric Liddell in Momenti di Gloria.

Jonathan Edwards credeva che la fede venisse prima dello sport: «Il mio destino è nelle tue mani» ripeteva convinto ai giornalisti increduli, loro, perché lui ci credeva alla grande!

Ai Mondiali di Tokyo nel '91 rifiutò di saltare, appunto perché di domenica; «Non mi vendo per una medaglia» e con coerenza non prese parte alla gara. Nel '95 atterrò nel triplo a 18.29 metri, stratosferico record del mondo. Nel 2000 vinse l’oro olimpico a Sydney. Ventuno anni dopo nessuno ha fatto meglio di lui.

La disciplina
Non certo un salto qualunque. Non rientra nemmeno tra le discipline proposte all’interno dei Giochi Sportivi Studenteschi, a onor del vero non appartiene all’immaginario comune se non a quello degli sportivi più veri. Per i ragazzi in età scolare si tratta di una disciplina troppo traumatica se eseguita alla ricerca della massima prestazione, ma certo è interessante incontrarla.

La coordinazione e la pulizia del gesto non vanno sacrificate in nome della misura, scopo ultimo di una gara ma non di un cammino di crescita. Nel triplo le energie vanno dosate, un primo salto troppo vigoroso penalizzerà i successivi: si impone l’equilibrio tra forza e ragione, un concetto più vicino al mezzofondo che ai salti, eppure verissimo e fortemente educativo.

Andiamo in palestra
Insospettabilmente ci viene ancora in aiuto il fidato campo da pallavolo, questa volta guardato nella sua lunghezza complessiva, i noti 18 metri, incredibilmente vicino ai 18,29 metri del record conquistato dal grande Edwards.

La tecnica che porterà i ragazzi ad atterrare sull’arto di stacco non è affatto intuitiva, i ragazzi si riveleranno decisamente impacciati; non diversamente saranno a disagio nell’esecuzione dello skip o della calciata a una sola gamba, svelando i limiti di una generazione non molto atletica.

Fase percettiva
Basterà posizionarsi sulla riga di fondo campo e guardare, cum sapio, “con senno, consapevolezza”, la riga di fondo opposta.
Il docente dovrà dire semplicemente che nel 1995, in Svezia, un uomo dai sani princìpi e caviglie formidabili è arrivato ben oltre la linea di fondo campo in soli tre salti. Solo tre, sarà il caso di ribadirlo.

Se si vuole essere ancora più teatrali si può camminare da una riga all’altra per realizzare quanto spazio è stato percorso in soli tre salti; potrebbe essere utile iniziare a contare i passi, che non sono salti, ma sembreranno sicuramente tanti, troppi. 

Fase esecutiva
Occorre scendere a compromessi con l’oggettiva complessità della disciplina, sarà in ogni caso uno spunto di lavoro degno e interessante.
Per esperienza diretta i ragazzi faticano a visualizzare e a eseguire l’atterraggio sul piede di stacco caratteristico del salto triplo:
si condona questo particolare e si invitano i ragazzi a provare, contando la serie di balzi tra le due righe di fondo campo.

I più meritevoli faticheranno non poco a stare sotto i sette appoggi, la media della classe, presumibilmente, supererà i dieci; non sono salti, non siamo in pista e non siamo atleti, ma l’esperienza rende benissimo il valore del record.

Occorre sempre verificare la presenza di adeguate vie di fuga per la rincorsa iniziale, breve e blanda, e per la chiusura che verrà effettuata rimanendo in stazione eretta e non in accosciata.

Risulteranno determinanti il ritmo, la frequenza e l’elasticità del gesto con cui i ragazzi familiarizzeranno nelle varie prove, caratteristiche topiche del salto completo, anche in gara, e che arricchiranno molto la nostra programmazione.

A conclusione si potrà proiettare il video del record, facilmente reperibile in rete, sicuramente, dopo l’esperienza pratica, i ragazzi lo guarderanno con occhi  colmi di stupore e sana ammirazione.