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Scienze motorie, attivitą fisica e benessere psicofisico

A tutta bicicletta!

A tutta bicicletta!

di Clara Laurenzi 

 

L’utilizzo quotidiano della bici in città è ormai ampiamente incoraggiato dalle istituzioni di tutti i Paesi, poiché si tratta di un’abitudine sana e vantaggiosa non solo per chi la segue, ma per tutta la comunità. In Europa, la diffusione di quest’ottima pratica è più elevata in Paesi come Olanda, Belgio o Danimarca, dove le piste ciclabili sono presenti in larga misura e la cultura del rispetto è ben radicata in tutti coloro che circolano per le strade, su due o più ruote. 

 


Del resto è evidente: la bici è un mezzo alla portata di tutti, che consente di muoversi velocemente, parcheggiare senza difficoltà e risparmiare; inoltre, spostandosi in bici si fa dell’attività fisica e si rispetta l’ambiente, ci si libera dallo stress degli imbottigliamenti stradali e si vive la città in modo molto più rilassato. 

 


In Italia quest’abitudine ha cominciato a prendere piede in modo significativo negli ultimi anni, soprattutto sull’onda di un rinnovato entusiasmo verso le bici a scatto fisso, ovvero quelle in cui la trasmissione è collegata direttamente alla ruota, per cui non c’è la possibilità di avere marce diverse, né avanzare per inerzia tenendo i pedali fermi. A tale nuova “tendenza” si è unita anche una maggiore presa di coscienza delle questioni legate all’ambiente alla salute, che hanno spinto un numero sempre più alto di guidatori a quattro ruote a convertirsi in ciclisti convinti.

 
 
 

Tuttavia, chi utilizza la bici per percorsi urbani si trova spesso a dover fronteggiare problematiche ricorrenti e comuni a quasi tutte le città italiane: il pericolo costituito da automobilisti irrispettosi e spericolati, piste ciclabili scadenti o inesistenti, mancanza di appositi parcheggi sicuri: in poche parole, non esiste una vera cultura ciclistica condivisa. Inoltre, gli stessi ciclisti, soprattutto i neofiti, spesso non sanno come muoversi in sicurezza e con gli accessori giusti e finiscono per diventare un pericolo per se stessi e per gli altri.

 


Oltre a un’adeguata attività di promozione e sensibilizzazione, per diffondere la cultura della bicicletta è necessaria anche una particolare attenzione al problema dei furti. Sebbene in Italia non esistano dati certi antecedenti al 2012 - anche perché le denunce presentate sono di gran lunga inferiori al numero di reati commessi - è ormai noto che si tratta di un fenomeno diffuso in tutto il Paese e dunque assai scoraggiante anche per coloro che vorrebbero iniziare a spostarsi su due ruote nei centri urbani.

 


A tale proposito la FIAB, Federazione Italiana Amici della Bicicletta Onlus, ha condotto la prima raccolta dati a livello nazionale, i cui esiti sono stati analizzati nel corso di un convegno tenutosi a Milano il 21 novembre scorso. L’indagine ha coinvolto le prefetture, i comuni capoluoghi di provincia e i ciclisti, che attraverso la compilazione di appositi questionari hanno fornito informazioni fondamentali per la redazione di un quaderno tecnico a disposizione delle amministrazioni comunali, contenente delle linee guida per utili alla redazione di piani comunali di contrasto al furto delle biciclette. I dati riferiti al 2012, per quanto assai disomogenei fra loro poiché provenienti da contesti geografici e amministrativi molto diversi, hanno mostrato chiaramente che solo il 40% dei furti viene denunciato. Tale percentuale, unita alle stime secondo cui il danno generato ammonta a 150 milioni di euro (comprensivo di mancati introiti per l’industria nazionale della bicicletta e transazioni in nero), fornisce un quadro generale della gravità della situazione.

 
 
 

Per contrastare il fenomeno dei furti, la FIAB propone iniziative di censimento locali o private, attraverso l’adozione (volontaria) di un sistema di punzonatura pubblico e univoco delle bici in circolazione, come già avviene in molti altri Paesi europei. In pratica, il codice fiscale del proprietario verrebbe apposto sulla bicicletta e immesso all’interno di un database di proprietà pubblica, in modo da consentire l’identificazione del proprietario, di gestire in modo efficace ed economico i cicli sequestrati e di incentivare le denunce, oltre, ovviamente, a scoraggiare i potenziali ladri. 

 


Se ci fermassimo per un po’ a osservare le bici che sfrecciano per le nostre città, noteremmo senz’altro una notevole varietà di modelli in circolazione. Scegliere il tipo di bici più adatto a noi e alle nostre esigenze non è facile, ma è indubbiamente molto importante: la decisione sbagliata potrebbe portare a scoraggiarsi e accantonare l’uso di questo mezzo. Il tipo di percorso, la resistenza fisica e il budget, sono solo alcune delle variabili che determinano la scelta di un modello o dell’altro: per questo, prima dell’acquisto, è bene prendere in considerazione i diversi tipi di bici in commercio, tra cui quelli che proponiamo brevemente di seguito: 

 
 

City bike: si tratta di una bici maneggevole, con copertoni più larghi rispetto alle bici da corsa. Nelle versioni più recenti il cambio prevede rapporti adeguati anche a salite di una certa pendenza. Il telaio permette una posizione di guida con la schiena più dritta e il manubrio è largo; spesso dotata di portapacchi e parafanghi, risulta il mezzo perfetto per gli spostamenti in città. 

 

Bici da corsa: si caratterizza per il telaio molto leggero con ruote sottilissime. Pensata per chi ama la velocità, risulta molto scorrevole su strade con asfalto sempre liscio, mentre può essere pericolosa su fondi irregolari. Si guida stando con il busto piegato in avanti, dunque non è la tipologia ideale per il cicloturismo, ma può dare notevoli soddisfazioni ai più allenati.

 

Mountain Bike: è una bicicletta solida e resistente, adatta a percorsi sterrati. Presenta un telaio robusto, ammortizzatori anteriori e/o posteriori e copertoni molto larghi, ma tali caratteristiche, se da un lato semplificano la marcia, dall’altro la rendono più faticosa, poiché fanno sì che l’attrito con il fondo aumenti. Solitamente è dotata di rapporti molto agili per affrontare salite particolarmente ripide.

 

Ibrida: è una via di mezzo tra la bici da corsa e la mountain bike, può essere utilizzata sia su percorsi urbani, che sullo sterrato. Presenta copertoni simili a quelli delle city bike, ma leggermente scolpiti, si adatta molto bene al trasporto di borse e bagagli, dunque rappresenta la soluzione ideale per chi pratica cicloturismo. Di solito il manubrio è piatto e il telaio permette una posizione di guida più alta di quella di una bici da corsa.

 

Pieghevole: questo tipo di bici è approdato in Italia solo negli ultimi anni, ma è già ampiamente diffuso in tutta Europa, in particolar modo in Gran Bretagna. È il mezzo perfetto per l’utilizzo integrato con tutti gli altri mezzi di spostamento: si chiude in pochi secondi e ha le dimensioni di un bagaglio a mano, quindi si può trasportare facilmente in metropolitane e treni. 

 

Pedalata assistita: spesso viene chiamata erroneamente “bici elettrica”, in realtà si tratta di un mezzo fornito di un motore che supporta la pedalata nelle salite più impegnative, ma non la sostituisce. Oggi esistono modelli tecnologicamente avanzati, con batterie e motori sempre più prestazionali, tuttavia l’autonomia dipenderà, oltre che dalla qualità e dallo stato batteria stessa, anche dal tipo di percorso, dal peso del ciclista, dal terreno e dalla velocità. 

 

Reclinata (Recumbent): è un particolare tipo di bici in cui il ciclista si trova in posizione semi-reclinata, con la schiena appoggiata ad un sedile. Solitamente questa bici comporta meno sollecitazioni anche a polsi e braccia, perché lo sforzo è concentrato maggiormente sulle gambe. Le bici reclinate si distinguono in “a passo corto” o “a passo lungo”, a seconda della posizione dei pedali, che possono essere collocati più avanti o più indietro rispetto alla ruota anteriore. 

 

Scatto fisso: si tratta di una bici che presenta un solo rapporto e nessun meccanismo di ruota libera, per cui la pedalata è solidale con il movimento della ruota posteriore: il solo modo per frenare è quello di pedalare velocemente all’indietro. Per questa caratteristica, l’uso di queste bici in città è pericoloso e vietato dal Codice della Strada (Art. 68, comma 1), anche se resta un mezzo molto diffuso anche in Italia, poiché assai leggero e maneggevole. 

 

Tandem: è una bicicletta concepita per essere utilizzata da due ciclisti. La persona che sta davanti gestisce il manubrio, i freni della bici ed il cambio. Presenta un telaio robusto in diverse varianti: da strada, da città, ibrido o da montagna. I freni sono potenti, le ruote hanno più raggi delle bici “semplici” e i pedali interdipendenti e collegati da una catena molto lunga.

 


Anche la scelta degli accessori è importante e va di pari passo con il tipo di uscita che intendiamo effettuare: a seconda del percorso e del tempo trascorso in sella, infatti, sceglieremo gli accessori più appropriati. Di seguito proponiamo un breve elenco, riferito prevalentemente ad un uso urbano della bici, con alcune proposte:

 
 
 

Borsa da manubrio: non è un accessorio indispensabile, ma è sicuramente più pratico dello zaino; ne esistono di diverse grandezze, tali da poter essere agganciati a qualsiasi tipo di bici. 

 

Borsetta sotto sella: ideale per trasportare facilmente camera d’aria, kit levagomme e un attrezzo multiuso
Camera d’aria: un accessorio fondamentale in caso di foratura; in alternativa, esistono in commercio degli spray autoriparanti. La misura della camera d’aria deve essere uguale a quella della ruota. 

 

Campanello, tromba e fischietto: così come è importante farsi vedere quando si è in bici, altrettanto importante è farsi sentire, soprattutto quando ci si muove in città trafficate e rumorose. Ne esistono di vari tipi e grandezze da fissare al manubrio.

 

Casco: non esiste obbligo di legge, ma è sempre prudente indossarlo e farlo indossare ai più piccoli.

 

Chiavetta multiuso e kit levagomme: per qualsiasi intervento veloce sono necessari una chiavetta multiuso e un kit levagomme per cambiare il copertone in caso di foratura.

 

Guantini: un accessorio utile soprattutto per chi si sposta in mountain bike al fine di evitare screpolature alle mani, garantire una presa efficiente, attutire gli scossoni alle braccia. Ne esistono di diversi modelli e con varie tipi di imbottiture.

 

Lucchetto antifurto: ne esistono di varie grandezze e prezzi. Quelli piccoli sono comodi da portare con sé, ma possono essere facilmente scassinati. E’ comunque buona abitudine fissare sempre il telaio e non la ruota o qualsiasi altra parte della bici facilmente asportabile, come ad esempio il sellino. 

 

Luci: come previsto dal Codice della strada, sono obbligatorie, dato che consentono di vedere e di essere visti se si circola durante orari notturni o in condizioni di scarsa visibilità. 

 

Pompetta per gonfiare le ruote: ne esistono di diversi tipi e prezzi. Preferibili quelle con manometro e con levetta di bloccaggio.

 

Stringi pantaloni: sebbene non indispensabili, sono molto utili, perché proteggono la parte inferiore del pantalone dalla catena e dal pedale. 

 

Strisce catarifrangenti o giubbetto riflettente: se si pedala di notte sono obbligatorie, cosi come specificato dal Codice della strada.

 
 
 

Muoversi nel traffico urbano può essere davvero complicato e a volte anche pericoloso, sia a causa dei numerosi veicoli che affollano le strade, spesso senza prestare la dovuta attenzione alle biciclette, sia per mancanza di esperienza e rispetto del Codice della strada da parte degli stessi ciclisti. Quando la prudenza e gli accorgimenti tecnici - come le luci e altri accessori - non bastano, è importante conoscere e mettere in pratica alcuni movimenti che possono rivelarsi fondamentali per schivare ostacoli inaspettati, o effettuare repentini cambi di direzione.
Riuscire saltare sul posto può, in alcuni casi, aiutarci a evitare buche improvvise. Per imparare a farlo occorre abbassare del tutto il rapporto anteriore per rendere agile la pedalata, sollevarsi in piedi e allo stesso tempo far alzare la ruota davanti; quindi, occorre spostare il peso verso il centro della bici e tirare a sé i pedali, così da sollevare la ruota posteriore. In questo modo, se l’ostacolo presenta un’altezza modesta saremo in grado di superarlo con un piccolo salto a due ruote.

 
 

È molto utile anche esercitarsi nello spostamento laterale delle ruote anteriore e posteriore, per imparare a cambiare direzione in modo rapido e con il pieno controllo del mezzo. Per farlo è sufficiente tracciare un cerchio al suolo, anche usando l’acqua di una borraccia, mettersi all’interno di esso con la ruota posteriore rivolta verso il centro. Quindi, bisogna inclinare il corpo da un lato e portare tutto il peso sulla sella tirando il freno posteriore e serrando il manubrio verso di sé. A questo punto, sarà possibile effettuare dei piccoli salti laterali spostandosi di 15/20 cm per volta. 
Un altro esercizio per migliorare il controllo della direzionalità può essere praticato per lo spostamento laterale della ruota posteriore. Anche in questo caso sarà utile avere una borraccia, che stavolta andrà posizionata a terra e che affiancheremo pedalando lentamente e mantenendo il peso al centro. Quando la ruota posteriore sarà in linea con la borraccia, dovremo spostare in avanti il peso del corpo serrando contemporaneamente il freno anteriore facendo un piccolo salto per agevolare l’innalzamento della ruota di dietro. Quindi, sarà sufficiente inclinare leggermente la bici e il peso verso la borraccia per colpirla e farla cadere.


Infine, proponiamo esercizio per imparare a controllare l’innalzamento della ruota posteriore: si tratta di una pratica molto utile quando non è possibile schivare un ostacolo improvviso e ci troviamo costretti a inchiodare. Grazie a questa tecnica è possibile stabilire il punto in cui faremo ricadere la ruota posteriore, che si sarà sollevata a seguito della brusca frenata. Avanzando lentamente in piano, dovremo spostare il peso del corpo in avanti e tirare il freno anteriore; quindi, appoggiandosi al manubrio, sarà necessario tirare a sé pedali e spostare velocemente il peso del corpo dal lato verso cui intende girare, tenendo il manubrio ben saldo per non perdere il controllo della ruota anteriore.

 


Usare la bici in città è senz’altro utile e piacevole, anche se a volte può essere fonte di rischi: è importante quindi imparare a muoversi con consapevolezza delle norme del Codice della strada e rispetto per gli altri. Le istituzioni, a più livelli, possono incentivare la diffusione di questo mezzo attraverso un’adeguata promozione, ma soprattutto provvedendo alla manutenzione e all’espansione delle piste ciclabili, così da rendere più gradevoli e vivibili i nostri centri abitati, troppo spesso ostaggi del traffico e dell’inquinamento. Preferire una sana pedalata ai nevrotici spostamenti in auto fa bene al corpo e allo spirito, ed è segno di civiltà e sensibilità verso le questioni ambientali.