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Edusport

Scienze motorie, attività fisica e benessere psicofisico

Il circo entra a scuola

Il circo entra a scuola

di Gianluca Aleo, Insegnante di circo-pedagogico, allenatore di Base - B UEFA calcio

 
 
 

Premessa. Il circo entra nello sport 

 

Il circo inteso come insieme di tecniche di sviluppo psico-fisico dell’individuo entra oggi anche nello sport: affianca e arricchisce le esercitazioni tradizionali nelle varie discipline sportive. Dopo anni di sperimentazione la giocoleria, l’equilibrismo e la pre-acrobatica si sono rivelati una valida alternativa complementare ai metodi di allenamento. Li ho testati in discipline quali calcio, basket, volley, rugby, judo e ginnastica ritmica e posso affermare che danno grandi risultati in breve tempo. 

 
 

In pratica, non calo il circo allo stato puro nello sport, ma lo adatto in base alla disciplina in cui lo immergo in perfetta sinergia con gli allenatori. Alcuni esempi sono:

 
 

- calcio: guida della palla giocolando con 3 palline (foto1)

 

- pallavolo: esecuzione di un bagher in equilibrio sulla rolla-bolla (foto2)

 

- basket: palleggio con uno o due palloni nel basket mentre ci si muove sul pedalò (foto3).

 
 
 
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Da allenatore sono convinto che le tecniche circensi possano fare molto bene allo sport e agli sportivi. Perché non portare queste tipologie di allenamento anche a scuola?

  
 

Il circo a scuola: un progetto di lavoro

 

Il mio progetto è quello di proporre divertenti forme di gioco che stimolino il ragazzo non solo dal punto di vista motorio, ma anche da quello prettamente creativo. L’sperienza mi ha insegnato che la via migliore non è quella di copiare il circo ma di usare il tema circense per aiutare la crescita psico-fisica-creativa del ragazzo.

 
 

Quando un ragazzo si cimenta nell’uso degli attrezzi di arte circense sviluppa, divertendosi, le tre parole chiavi del circo:concentrazione, equilibrio collaborazione. Se poi a tutto ciò uniamo la  mimica e la recitazione (circo-teatro) il ragazzo acquisterà fiducia in se stesso e confidenza con gli altri: una base che gli rimarrà per tutta la vita. 

 

Di solito lavoro in palestra nelle ore di Educazione motoria (nelle primarie) e nelle ore di Educazione fisica (nelle secondarie) in stretta collaborazione con gli insegnanti. Il progetto viene proposto alla scuola dell’infanzia (circo-motricità), alla scuola primaria e secondaria di primo e secondo grado. Strumenti di questa attività sono la giocoleria, l’equilibrismo, l’acrobalance, la clownerie, i giochi di socializzazione, concentrazione e ritmo.

 
 

GIOCOLERIA

 

Mi serve per sviluppare la coordinazione, la concentrazione, la visione periferica, l’ambidestrismo e la sensibilità fine delle mani. Utilizzo foulards, piatti cinesi, palline, cerchi, clave, diablo e anche oggetti di uso quotidiano. 

 
 

EQUILIBRISMO

 

Allena il sistema nervoso alla reazione rapida a nuovi stimoli con aggiustamenti motori. Sviluppando l’equilibrio, il ragazzo acquista più sicurezza sia dal punto di vista motorio che psicologico. Propongo di salire su una scala a pioli, camminare su un asse, andare sulla sfera, sul pedalò, sui trampoli, sull’uniciclo, sulla rolla-bolla, sui rulli.

 
 
  

ACROBALANCE

 

Mi aiuta a creare un rapporto più stretto tra i ragazzi attraverso la collaborazione, il contatto fisico e la fiducia verso se stessi e gli altri. Inoltre sviluppa la conoscenza del proprio corpo. I ragazzi svolgono esercizi pre-acrobatici e realizzano piramidi umane.

 
 

CLOWNERIE

 

Aiuta a conoscere meglio se sessi, ad abbattere il muro della timidezza, ad infondere autostima, a migliorare il linguaggio verbale e del corpo. Gags classiche e inventate dai ragazzi, mimica facciale e corporale, improvvisazione sono gli esercizi che propongo. 

 
 

GIOCHI DI SOCIALIZZAZIONE, CONCENTRAZIONE E RITMO 

 

In cerchio o in movimento, questi giochi preparano i bambini ad affrontare le arti del circo. 

 

Sappiamo bene come i ragazzi siano abituati ad ottenere sempre tutto e subito. Questi esercizi richiedono una buona dose di pazienza e di costanza. Solo con tanto esercizio è possibile ottenere risultati apprezzabili e riuscire a raggiungere il traguardo del superamento dei propri limiti. 

 

Poiché i veri protagonisti del processo di insegnamento e apprendimento sono i ragazzi, il loro atteggiamento deve essere attivo: devono pensare, vedere, capire, scegliere e proporre con la loro creatività. La possibilità di esprimersi in uno spettacolo costruito da loro stessi aumenta le occasioni di divertimento: l’esibizione di ciò che hanno elaborato li proietta in un’atmosfera nuova, dove si sperimenta l’emozione di essere protagonisti. Questo è quello che intendo per circo, o meglio “circo cre-attivo”, ed è quello che vorrei trasmettere a tutti i ragazzi per permettere loro uno sviluppo armonico del corpo e della mente.

 

Aleo Gianluca

 

Insegnante di circo pedagogico

 

e-mail: circoliamo2@teletu.it