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Scienze motorie, attività fisica e benessere psicofisico

Tennistavolo per tutti

Tennistavolo per tutti

 
 
 


Cos’è il tennistavolo? Cerchiamo di spiegarlo con l’aiuto del giovane Luca Guiotto, studente al quarto anno del Liceo Scientifico, che ha dedicato a questo sport la tesina per l’esame di terza media avvalendosi della collaborazione di Sergio Ceroni, pioniere della letteratura del tennistavolo e attuale presidente della Società ASD G.S. Tennistavolo di Vicenza. Ceroni, che ringraziamo per la collaborazione, a sua volta parlò di ping-pong nella sua tesi di diploma all’Isef di Bologna, scritta nel 1964 e intitolata Un particolare aspetto del tempo libero, il tennis da tavolo

 

«La storia. Agli inizi del secolo scorso alcuni marinai inglesi, giocatori di tennis, annoiati durante un lungo viaggio in mare, a bordo della nave si misero a improvvisare partite di tennis sopra due tavoli. Prima usarono le loro racchette, poi addirittura presero delle padelle da cucina. Così nasceva il tennistavolo, che col tempo è venuto codificandosi nella forma degli attrezzi e nelle regole. Nel 1902 nasce in Inghilterra la Ping Pong Association, in grado di organizzare in brevissimo tempo anche un torneo internazionale; solo nel 1921, tuttavia, viene fondata la Federazione britannica tennistavolo, che porterà, 5 anni più tardi, alla nascita della ITTF, International Table Tennis Federation.

 


Valenze educative e formative del tennistavolo. 
Il tennistavolo è uno sport altamente educativo, sia perché gli allenamenti richiedono concentrazione e impegno, sia perché si tratta di una disciplina in cui non sono ammesse distrazioni: è uno sport molto veloce in cui occorre decidere la strategia di gioco in pochi millesimi di secondo. Imprimere rotazioni alla pallina, decidere da che parte inviarla, optare per un tiro lungo o corto, lento o di attacco: il ventaglio di scelte possibili è sempre molto ampio. 

 

Il tennistavolo nel mondo e in Italia. I più forti giocatori del mondo sono i Cinesi e i Giapponesi. In Europa i migliori sono i Russi, seguiti dagli atleti dei paesi nordici (Svedesi, Finlandesi, Inglesi), che apprezzano particolarmente gli sport al coperto. In Italia, dove lo sport nazionale è il calcio, il tennistavolo è stato considerato fino a poco tempo fa soltanto un simpatico passatempo, uno sport di serie B. Da qualche tempo però sta aumentando nei suoi confronti un interesse sia da parte della gente che dalla stampa e dalla televisione. Il primo passo per l’accrescimento dell’interesse nei confronti del ping-pong è avvenuto a partire dal 1988, quando questa disciplina fu introdotta ai Giochi olimpici di Seoul. La maestria dei giocatori cinesi e giapponesi ha innalzato enormemente il livello tecnico dei rivali europei: oggi il tennistavolo è quindi una disciplina sportiva ricca di appassionati, eventi dedicati e buona visibilità».

 

Questione d’impugnature

Nell’impugnatura tradizionale, o "europea", la regola di base è di non impugnare la racchetta troppo stretta, a parte nel momento in cui entra in contatto con la pallina, per evitare movimenti del polso disarmonici. Nel rovescio il dito indice può essere allungato alla base del piatto della racchetta, per garantirsi un pieno controllo della racchetta. 

 

Nel diritto il polso deve essere ancor più rilassato: medio, anulare e mignolo stringono senza sforzo il manico, mentre il pollice può essere spostato sul piatto.

Nell’impugnatura a penna, o "orientale",  il manico della racchetta è posto nell’incavo della mano tra pollice e indice; essa presenta due varianti, quella cinese e quella giapponese. La differenza si evince soprattutto nel modo in cui il medio, l’anulare e il mignolo si posano sulla faccia inutilizzata: un dito sopra l’altro nell’impugnatura cinese, tutte le tre dita a contatto con la faccia posteriore della racchetta nell’impugnatura giapponese. Si tratta di impugnature che permettono un gioco fortemente offensivo.

 
 

In campo

 

Il tennistavolo è lo sport che necessita dell’area di gioco meno estesa: il tavolo misura solo 274 cm di lunghezza per 152,5 di larghezza; è posto a 76 cm da terra ed è diviso a metà da una rete alta 15,25 cm. I bordi del tavolo sono percorsi da linee bianche larghe 2 cm. La linea centrale che divide il campo in due per il senso della lunghezza ha importanza nel momento della battuta di gioco (si batte nel riquadro opposto a quello di partenza) e negli incontri di doppio. 

 
 

Anche se siamo abituati ad una forma piuttosto standardizzata della racchetta, il regolamento in realtà non vieterebbe varianti bizzarre; l’importante è che sia costituita all’85% da legno e che il telaio sia piatto e rigido. Non è detto che i due lati della racchetta siano rivestiti allo stesso modo: esistono varietà di gomme e spugne adottabili in base al proprio stile di gioco, purché lo spessore del rivestimento non superi 4 mm e sia mostrato all’avversario che ne faccia esplicita richiesta. La pallina misura 40 mm di diametro dal 2003; in molti sostengono che tale misura, maggiore di 2 mm rispetto alla precedente, sia stata adottata per limitarne la velocità e permettere al pubblico di seguire meglio i movimenti della sfera.

 
 

A turno, due volte a testa, ciascun giocatore inizia il gioco (cioè fa il servizio). I due giocatori si rimandano la pallina al di là della rete; la pallina deve essere colpita dopo un solo rimbalzo sulla propria metà del tavolo (e mai colpita al volo). Sbaglia chi manda la pallina in rete oppure fuori dal tavolo. Negli incontri ufficiali ogni attaccante batte per due volte consecutive (dal 2000 in fase di battuta non può più nascondere la pallina), non è permesso toccare il campo con la mano libera e le gare si disputano al meglio dei 3 o dei 5 set (7 nelle finali internazionali), laddove un giocatore si aggiudica il set raggiungendo per primo 11 punti con 2 punti di scarto (fino al 2003 si dovevano totalizzare 21 punti).

 
 

La leggenda di Chuang Tse-Tung

Anche se il tennistavolo è forse ancora oggi privo di rappresentanti celebri come quelli che hanno fatto la storia del tennis, un giocatore su tutti è conosciuto per il suo genio e per aver rivoluzionato questo sport. Si tratta di Chuang Tse-Tung. 

 

Nato in Cina nel 1942, trionfa ai Campionati del Mondo del 1961 (a soli 19 anni) dove si impone contro i rivali giapponesi, capitanati da Ogimura, detto "il cervello". Chuang batte il maestro e, prima ancora, elimina il giovane Hasegawa, detto "il leone selvaggio". Vince il titolo mondiale anche nel 1963 e nel 1965 (anche a squadre e in doppio). Nell’anno della rivoluzione culturale, nel 1966, Chuang viene accusato di collusione con la "banda dei quattro" e gli viene impedita la partecipazione ai Mondiali del ’67 e del ’69. Nel 1971 Chuang vincerà il suo ottavo e ultimo Mondiale a squadre.

 

 
 

Dominio cinese

 


Inserito nel programma olimpico a partire dai Giochi di Seoul del 1988, già negli anni ’70 il tennistavolo aveva guadagnato gli onori delle cronache in quanto veicolo di disgelo politico tra la superpotenza cinese e quella americana. Proprio alcuni incontri svoltisi nel 1971 tra le due Nazioni hanno creato i presupposti per la storica visita di Nixon a Pechino, avvenuta nel febbraio 1972. Sport e storia legati più che mai! 

 
 

In quegli anni l’Europa si accorse dell’enorme divario tecnico che separava i propri atleti da quelli orientali. Anche in Asia, del resto, il tennistavolo ha radici antiche: si narra che fosse praticato già alla fine del XIX secolo, in Cina, Giappone e in Corea. Proprio per questo motivo, e anche per merito del micidiale stile di impugnatura detto "a penna" [vedi box in alto], le competizioni internazionali di tennistavolo sono da sempre dominate da atleti asiatici. In particolare, la Cina, vanta oggi il maggior numero di praticanti. 

 
 

Nel corso degli anni molte sono state le modifiche apportate al regolamento di gioco per cercare di limitare il dominio cinese e favorire un maggiore equilibrio negli incontri: pallina più grande, match a 11 punti, due soli atleti per Nazione alle Olimpiadi, divieto di nascondere la pallina in battuta per cogliere di sorpresa l’avversario. Non tutti si sono dichiarati favorevoli all’introduzione di queste nuove regole; tra questi Massimo Costantini, il più forte giocatore italiano di questo sport, attualmente allenatore della Nazionale maschile indiana. 

 
 

Il suo disappunto si legge in questo intervento pubblicato nel suo blog «Ping Pong Italia», consultabile all’indirizzo www.pingpongitalia.com

 

«E finiamola con la scusa che le nuove regole sono state fatte per avere un tennistavolo più moderno, per le nuove esigenze televisive, e non contro i cinesi. L’unica trasformazione che non è stata originata da un tentativo di danneggiare i cinesi (ma è stata comunque accettata perché poteva danneggiarli) è la pallina da 40 millimetri. A lanciare l’idea furono alcune grandi aziende, per motivi esclusivamente affaristici: il cambiamento avrebbe imposto nuove produzioni e la completa sostituzione di quelle vecchie. Ma gli addetti ai lavori del tennistavolo pensarono solo al fatto che il gioco sarebbe stato rallentato, a svantaggio dei cinesi. Quanto alla enorme balla della “migliore visibilità televisiva”, vediamo un po’: chi non è appassionato di tennistavolo e qualche volta lo guarda in Tv non si è nemmeno accorto che la pallina si vede meglio; quanto agli appassionati, sfido chiunque a notare il cambiamento in Tv, davvero potete dire che vedete meglio la pallina? Bene, se la risposta è sì, invito tutti a rivedere i filmati dei vecchi incontri e poi a dire, in tutta onestà, che si nota la differenza. 

 

E poi, tutti gli sport tendono a essere più veloci per aumentare la loro spettacolarità e il tennistavolo invece rallenta? Aggiungo che, con la pallina da 40 millimetri, è sparito il colpo più spettacolare del nostro sport: la contro-schiacciata lontano dal tavolo. La pallina si affloscia come nel badminton quando si tenta di fare questo colpo. 

 

È poi venuto il set a 11 punti e qui il tentativo di danneggiare i cinesi è apparso spudorato. Basti vedere, quando si giocava a 21 punti, che nel 90% delle partite fra giocatori di diverso livello il risultato era in bilico fino a metà set per poi pendere dalla parte del più forte. Ma non è finita, perché all’Olimpiade di Atene abbiamo avuto la scandalosa regola dei due doppi dalla stessa parte del tabellone. E qualcuno ha il coraggio di dire che non era una regola contro i cinesi? E la colla, ne vogliamo parlare? Ci hanno venduto che è stata eliminata per motivi di salute, ma quando si trova il booster che non inquina è vietato ugualmente. Sì, perché il problema è rallentare il gioco, non la salvaguardia della salute degli atleti. E adesso, visto che non si sa più cosa inventare, ecco la riduzione del numero di giocatori».

 
 

A scuola

 

Privo delle preoccupazioni che offrono gli sport in cui prevale il contatto fisico, il tennistavolo sviluppa i riflessi e la coordinazione del giocatore, sottoponendolo ad un’intensa (ma non eccessiva) attività aerobica accessibile a tutte le età. Inoltre il ping-pong è di fatto uno degli sport più diffusi del Mondo: organizzare tornei e incontri tra studenti (anche di età diverse) è facile e appassionante. 

 

Per farlo, il Comitato Regione Piemonte della Federazione Italiana Tennistavolo - ringraziamo il Presidente Paolo Lentini - mette a disposizione un file excel con tabelloni "pronti all’uso" scaricabili a fondo pagina [file .xls, 77kb].

 
 


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