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Edusport

Scienze motorie, attività fisica e benessere psicofisico

Imparare a saltare

Imparare a saltare

 

Il salto permette al giovane atleta di sviluppare forza, potenza e padronanza del proprio apparato muscolare. L’allenamento basato sul salto è ideale anche per chi pratica altre discipline sportive, non solo l’atletica.

 

Il salto in lungo

 

Nella storia del salto in lungo uno degli atleti italiani di cui si conserva il ricordo più vivo è Arturo Maffei (1909-2006, foto a sinistra), ad oggi il nostro saltatore più titolato; riuscì a migliorare più volte il proprio primato e, nel corso della storica finale ai Giochi di Berlino del ’36 che lo vide opposto al mitico Jesse Owens, fissò il record italiano a 7,73 m. In quella finale Maffei non ottenne il bronzo per un solo centimetro ma il record resistette 32 anni. Ci riuscì Giuseppe Gentile il 17 agosto 1968, quando saltò 7,91 m.

 

L’attuale record italiano è stato realizzato da Andrew Howe il 30 agosto 2007 ai Mondiali di atletica di Osaka: 8,47 m (medaglia d’argento). Il gesto prevede una rincorsa di circa 40 m e un salto in cui gli arti sono protesi in avanti. Nelle competizioni amatoriali la battuta, la zona larga 20 cm in cui l’atleta effettua lo stacco, è posta a 2 m dalla fossa di ricaduta; per i professionisti si trova a 4 m di distanza. La battuta è seguita da una striscia di 10 cm di plastilina che non può essere sfiorata in fase di salto, pena l’annullamento.

 

Ecco le principali fasi del salto in lungo:1. La rincorsa, che deve essere effettuata con passi di ampiezza uguale e ginocchia ben elevate. Lo scopo della rincorsa è quello di raggiungere la massima velocità controllabile dall’atleta: una velocità limite in cui sia in grado di eseguire un movimento proficuo.2. Lo stacco in cui l’atleta ricerca il maggior grado di elevazione possibile. Il busto è eretto, la gamba di stacco si allunga quasi completamente e l’arto opposto ad essa viene portato in basso.3. Il volo, nel corso del quale l’atleta deve cercare di mantenere equilibrio per non perdere la velocità acquisita.

 
 
 
Per prepararsi al salto in lungo è utile il seguente esercizio:
 

Raccogliere le ginocchia e appoggiare le mani per terra; da fermo impostare uno slancio in avanti con l’aiuto delle braccia che si devono distendere al momento della massima elevazione. Ammortizzare l’atterraggio piegando le gambe e portando le braccia indietro. Proporre 3 serie da 5 ripetizioni. Altri esercizi di preparazione:- Effettuare dei salti con rincorsa ridotta e atterraggio sulla gamba di volo, con successiva ripresa dell’azione di corsa.- Effettuare dei salti dopo aver corso per 10-12 m a ginocchia alte superando dei piccoli ostacoli di 10 cm di altezza.- Effettuare dei salti con 4-8 passi di rincorsa frapponendo un ostacolo basso o una corda elastica in posizione abbastanza vicina allo stacco.- Saltare con rincorsa ridotta staccando da un piano rialzato (consigliabile variare la sua altezza dopo ogni serie di salti).

 
 
 

La gara di salto in lungo

 

Dopo aver fornito le opportune spiegazioni della tecnica di esecuzione e aver insegnato i vari esercizi propedeutici, si potrà procedere a una gara di salto in lungo. Si consiglia di registrare il salto più lungo tra 3 o più esecuzioni; sarà utile tener conto degli eventuali progressi dopo il primo tentativo.

 
 
 

Dati indicativi di riferimento (m)

Femmine Maschi Giudizio Voto
13-17 anni 18-19 anni 13-17 anni 18-19 anni
4,80 5,30 6,00 6,30 Eccellente 10
4,30 4,70 5,50 6,60 Ottimo 9
3,80 4,10 5,00 5,50 Buono 8
3,30 3,60 4,50 5,00 Discreto 7
2,80 3,10 4,00 4,50 Sufficiente 6
2,30 2,60 3,50 4,00 Scarso 5
1,80 2,10 3,00 3,50 Molto scarso 4
 
 
 

Il salto in alto

 

Il salto in alto "moderno" nasce tra gli anni ’60 e gli anni ’70. Prima di allora il metodo utilizzato per superare l’ostacolo era il cosiddetto metodo ventrale: al termine di una rincorsa diritta il saltatore valicava l’asticella con il torso rivolto verso il basso e parallelo o quasi all’asticella stessa. Una tecnica difficile ma efficace, per mezzo della quale l’atleta russo Vladimir Yashchenko, uno degli ultimi saltatori "ventrali", riuscì a saltare 2,35 metri nel 1978.

 

Già 10 anni prima, ai Giochi di Città del Messico del 1968, l’americano Dick Fosbury (foto a destra) aveva introdotto un nuovo metodo di salto: la rincorsa disegnava una curva e l’atleta si presentava di fronte all’asta di schiena, pronto ad un salto dorsale. Esso permetteva un notevole abbassamento del centro di gravità rispetto al salto ventrale che invece richiedeva maggior forza esplosiva (e la conoscenza di movimenti specifici più complessi). Alle Olimpiadi Fosbury conquistò la medaglia d’oro saltando (al terzo tentativo) 224 centimetri. Il suo metodo divenne in breve tempo il più diffuso ed efficace; per comprendere l’importanza dell’introduzione di questa tecnica si rimanda a questo articolo di Dario Ricci pubblicato sulle pagine del Sole24Ore.com.

 

Ecco le fasi che caratterizzano il salto in alto Fosbury, o salto in alto di tipo dorsale:

 

1. La rincorsa (8-10 passi in totale), durante la quale l’atleta percorre una linea curva che si raddrizza in coincidenza con lo stacco. 2. Lo stacco, in cui l’atleta carica l’arto predisposto e flette l’altro verso l’alto.3. Il volo, in cui l’atleta compie tre movimenti: - movimento intorno al proprio asse longitudinale per disporre l’atleta con la schiena parallela all’asticella, - movimento sull’asse trasversale o di ribaltamento in avanti, - movimento sul proprio asse sagittale o di ribaltamento laterale per poter eseguire l’azione tecnica di valicamento. 3. Il valicamento, che inizia con il superamento dell’asticella con il bacino e prosegue con il richiamo degli arti inferiori per mezzo di una flessione delle cosce sul bacino ed un’estensione delle gambe sulle cosce. 4. L’atterraggio, in cui l’atleta flette il capo in avanti per reazione, avvicina le braccia agli arti inferiori e prepara dorso e nuca al contatto con i materassini.

 
 
 
Per prepararsi al salto in alto è utile il seguente esercizio:
 

Correre una distanza di 50 m. Al termine (utile indicare il punto preciso), saltare con la gamba con cui si ritiene di avere più forza spingendo verso l’alto e in avanti tutto il corpo e atterrando su entrambi i piedi. Prima di spiccare il salto abbassare le anche per beneficiare al massimo della forza esplosiva verticale; alzare le braccia e, in fase aerea, recuperare velocemente la gamba arretrata quindi atterrare sulle punte dei piedi per favorire un migliore appoggio. Si consigliano serie da 5 salti.Per allenare all’atterraggio di schiena si consiglia di preparare gli allievi al salto dorsale sui materassini senza asticelle o ostacoli.

 
 
 

La gara di salto in alto

 

Fornite le opportune spiegazioni della tecnica di esecuzione e provati vari esercizi propedeutici, è possibile organizzare una gara di salto (stile Fosbury). Adottare sempre scrupolosamente le necessarie misure di sicurezza per la ricaduta. Per far vincere i timori ai più insicuri, è consigliabile sostituire inizialmente l’asta con un filo elastico; solo in seguito, acquisita una minima tecnica e sufficiente sicurezza, si può passare all’uso dell’attrezzo regolamentare. Nel corso della gara registrare l’altezza superata in metri e centimetri. I concorrenti vengono eliminati dopo 2-3 tentativi falliti sulla stessa misura.

 
 
 

Dati indicativi di riferimento (m)

Femmine Maschi Giudizio Voto
13-17 anni 18-19 anni 13-17 anni 18-19 anni
1,50 1,55 1,60 1,65 Eccellente 10
1,40 1,45 1,50 1,55 Ottimo 9
1,30 1,35 1,40 1,50 Buono 8
1,20 1,25 1,30 1,40 Discreto 7
1,10 1,15 1,20 1,30 Sufficiente 6
1,00 1,05 1,10 1,20 Scarso 5
0,90 0,95 1,00 1,10 Molto scarso 4
 
 
 

Prendi nota dei risultati utilizzando l’apposita tabella in .pdf 

 

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