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Pa-kua: tra sport e meditazione

 
Quando si parla di arti marziali orientali si dice sempre che sono filosofie di vita più che sport, per il Pa-kua, un’antica disciplina cinese, questo è particolarmente vero. Ce ne parla il maestro Bruno Kotvisky, insegnante di Pa-kua a Firenze.

Domanda semplice, ma necessaria: cos’è il Pa-kua?
Pakua
È una disciplina molto antica, alcune tracce risalirebbero a 5000 anni fa, in diverse zone del mondo, ma le vere origini restano a tutt’oggi misteriose. La parola “Pa-kua” in cinese vuol dire otto mutamenti o fasi di cambiamento, ed è una parte fondamentale della cultura cinese. Otto come i trigrammi che compongono la parte esterna del simbolo del Pa-kua, che riassume l’essenza della filosofia di questa disciplina. Gli 8 trigrammi, gli stessi dell’I’ Ching, rappresentano ciascuno un elemento dell’Universo: il cielo, la terra, il tuono, il vento, l’acqua, il fuoco, la montagna e il lago. Il Pa-kua studia questi elementi, ma poiché per la cultura cinese ciò che accade nell’Universo si riflette nell’individuo, si può dire che attraverso lo studio del Pa-kua ci si avvicina allo studio di noi stessi, sia del nostro fisico che della nostra mente.

Quindi il Pa-kua non è solo un’arte marziale...
L’arte marziale è solo una delle 8 discipline che compongono il Pa-kua, le altre sono: armi da taglio, acrobazia, yoga cinese, tai chi, riflessologia, pa-kua ritmo e conoscenza dei centri energetici. Si va quindi dalle discipline di lotta a quelle più meditative e di introspezione. Adesso ad ognuna di queste discipline corrisponde un corso, ma nelle scuole tradizionali si insegnavano tutte insieme. La suddivisione per discipline è opera di RogelioMagliacano, maestro argentino che per primo ha insegnato il Pa-kua al di fuori della Cina. Si era accorto che l’insegnamento tradizionale rischiava di essere troppo totalizzante e gli allievi spesso se ne allontanavano. Così decise di dividere l’insegnamento del Pa-kua in due parti: una più marziale, che comprendeva le discipline marziali e le armi da taglio, e una più meditativa, per tutte le altre. Ben presto si rese necessaria un’ulteriore suddivisione, anche per dare modo a ciascun allievo di sviluppare gli aspetti del Pa-kua di maggiore interesse. Procedendo nello studio, però, i vari aspetti del Pa-kua si fondono di nuovo, perché comunque, anche all’interno delle singole discipline, si tende a dare insegnamenti riguardanti anche le altre. In questo modo, ognuno può costruire in maniera più autonoma il proprio studio del Pa-kua.

Il Pa-kua è così antico eppure molto meno conosciuto rispetto ad altre discipline orientali, ad esempio il Kung Fu. Che rapporto ha con esse?
PakuaCome detto, non si sa molto della storia del Pa-kua, ma si sa che le conoscenze marziali e di medicina tradizionale cinese su cui si basa sono molto antiche. Semplificando molto, possiamo dividere le discipline cinesi in Interne ed Esterne: le Esterne sono gli stili di kung fu che conosciamo oggi, ad esempio il Kung Fu Shaolin e il Wushu; le Interne sono ad esempio il Tai Chi Chuan e il Xing Yi. Il Pa-kua rientra nella seconda categoria. Se le discipline Esterne sono molto più fisiche, le discipline Interne sono invece più armoniche:  nelle prime, infatti, si lavora molto di più sullo sforzo esplosivo, su una respirazione più alta (meno diaframmatica) e su arti sviluppati come armi - i praticanti di Kung Fu si allenano per avere il callo osseo - ; nelle seconde, invece, praticando tra le altre cose un tipo di combattimento più controllato, si tende a preservare l`allievo o l`allieva e a favorirne la longevità.

Attualmente quanto è diffuso il Pa-kua nel mondo?
Al di fuori della Cina, grazie al maestro Magliacano, è molto praticato in Sudamerica: in diverse città e province argentine, in Brasile, Uruguay, Paraguay e Perù. Si sta però diffondendo anche negli Stati Uniti, ad esempio in California e nello stato di New York. In Europa lo si pratica in Portogallo, Spagna, Inghilterra, Germania e Svizzera (oltre, ovviamente, all’Italia), ed è agli albori una scuola russa, a San Pietroburgo.

Non si è mai sentito parlare di Pa-kua a livello agonistico...
Perché non esiste. L’agonismo va contro i principi del Pa-kua: poiché non esistono due persone perfettamente uguali e che hanno sviluppato esattamente le stesse capacità, non esisterà mai un incontro davvero alla pari.
L’unico agonismo che si riscontra in Pa-kua è quello verso se stessi, e gli avversari sono le proprie paure, i propri lati negativi e gli aspetti di noi che non ci piacciono. È per questo che il Pa-kua è alla portata di tutti, del bambino come dell’anziano. Ognuno ha delle sfide personali da vincere, per quanto bravo possa essere, avrà sempre dei limiti che vuole superare, delle cose di sé che vuole migliorare. Il Pa-kua serve a questo.

PakuaBruno Kotvisky, brasiliano, ha iniziato a praticare Pa-kua 7 anni fa, nella sua terra d’origine. Quello che all’inizio era solo un hobby, si è trasformato ben presto in un’autentica passione, che lo ha portato a lasciare l’università per dedicarsi in maniera intensiva allo studio e all’insegnamento del Pa-kua. Da tre anni insegna Pa-kua a Firenze insieme al suo maestro, Fernando Sandri, nell’Associazione Sportiva Dilettantistica Pa-kua. 

Per ulteriori informazioni rimandiamo al sito ufficiale del Pa-kua, raggiungibile al seguente indirizzo: http://pakua.com/kua.asp
Per contattare il maestro Bruno Kotvisky: bruno_kotvisky@yahoo.com.br

 

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