Sport e non solo
 

Lo sapevi...?  (1)



[37] ...Short track, velocità ed emozione
Lo short track è una delle discipline più spettacolari che si praticano sul ghiaccio. Le sue origini risalgono agli inizi del Novecento nel nord degli Stati Uniti e nel Canada.
Lo short track (pista corta in inglese), nasce dall'esigenza di pattinatori di gareggiare anche in situazioni in cui non era presente l'ovale classico lungo 400 metri. Per questo le gare si svolgevano nei campi da hockey, dove il perimetro dell'anello è lungo 111 metri.
Storia. Nel 1910, nel Nord America, viene organizzata la prima gara ufficiale; la disciplina inizia a diffondersi, cresce molto negli anni'20. Ai Giochi olimpici del 1932, a Lake Placid, per la prima volta le gare di pattinaggio di velocità prevedono la partenza a gruppo, proprio come nello short track. Solo nel 1967, tuttavia, l'International Skating Union riconosce piena dignità allo short track; il primo Mondiale non ufficiale viene organizzato nel 1976. Solo nel 1981, a Meudon-la-Foret, in Francia, è organizzata la prima rassegna ufficiale; nel 1988, a Calgary, lo short track fa parte delle discipline dimostrative; solo nel 1992 Ad Albertville è ammessa in qualità di disciplina maschile (1000 metri), femminile (500 metri) e a staffetta (5000 uomini e 3000 donne). Dai Giochi del '94 si disputano anche le gare sui 500 uomini e 1000 donne. Dai Giochi del 2002 sono previste le gare di 1500 maschile e femminile.
In gara. Le gare di short track si svolgono all'interno di una pista ghiacciata (ovale) lunga come si diceva 111,12 metri, delimitata nelle curve da blocchi di gomma e priva di corsie. Il pattinatore non deve passarvi all'interno, pena la squalifica. Gli atleti in gara assumono quasi costantemente posizione inclinata del busto con la mano che si appoggia leggermente sulla pista. La partenza è in gruppo: fino ai 100 metri gli atleti in partenza sono 4; oltre diventano 6 (ma non è mai ammesso il contatto fisico tra avversari, se non accidentale). Nelle staffette i quattro compagni di squadra si danno il cambio con una spinta sulla schiena alternandosi ogni giro e mezzo o due. Tre le tipologie di falli: il crosstrack (taglio della strada ad un avversario che sta sorpassando), l'impeding (caduta e impedimento ai danni di un avversario) e il Kicking-out (movimento pericoloso con le lame).
Agli Europei e ai Mondiali, il vincitore è colui che ottiene più punti nelle gare cui prende parte (34 punti al primo posto, 21 al secondo, 13 al terzo, 8 al quarto, 5 al quinto, 3 al sesto, 2 al settimo, 1 all'ottavo). La gara sui 3000 metri, che di disputa solo tra gli uomini, è riservata agli atleti che hanno ottenuto punti nelle gare sui 500, 1000 e 1500. Alle Olimpiadi, invece, vengono assegnate medaglie per ogni singola specialità.
Abbigliamento. Poiché la pattinata in curva rappresenta una percentuale altissima del tracciato, lo short track prevede una tipologia di pattini diversa da quelli usati nelle altre discipline del ghiaccio: la lama è più lunga, piegata e inserita in una calzatura elasticizzata che copre il piede dell'atleta fino alla caviglia. È obbligatorio indossare un casco protettivo, una tuta antitaglio, guanti antitaglio, paratibie, ginocchiere e collarino. Sopra la tuta antitaglio, che aiuta a tenere caldi i muscoli durante l'attività, l'atleta indossa un'altra tuta molto più leggera e sottile che di solito è caratterizzata dai colori della squadra per cui gareggia.
Lo short track è uno sport spettacolare in cui la velocità e la coordinazione rappresentano un mix fondamentale. È uno sport piuttosto pericoloso, che necessita di un adeguato allenamento e una serie di accortezze per garantire la sicurezza degli atleti: nelle piste ci dovrebbero essere sempre i materassi mobili e le balaustre adeguate. L'Italia è stato uno dei paesi più vincenti nel campo dello short track; ora il movimento sta passando un momento delicato e occorre un ricambio generazionale che sappia dare nuova linfa alla disciplina.
Per saperne di più e per ricevere ulteriori informazioni su questo sport, vi consigliamo la visita al sito http://www.milanskating.com/ che offre notizie, curiosità e informazioni su questo sport.

[36] ...le caratteristiche del softball

Il softball è uno sport nato da una costola del baseball. La sua nascita viene fatta risalire alla fine del XIX secolo, a Chicago, per merito di un gruppo di atleti riuniti in un circolo velico. Nonostante sia sport olimpico, come il baseball, non è stato incluso tra le discipline presenti a Londra 2012.
Le origini del softball sono raccontate nel sito ufficiale della FISB - Federazione italiana softball baseball: «1887. È il Giorno del Ringraziamento al Farragut Boat Club di Chicago, dove diverse persone si sono riunite per scommettere sulla partita di Football tra le Università di Yale e Harvard. Arriva la notizia della vittoria di Yale e i vincitori incassano il ricavato delle scommesse. Improvvisamente un tifoso di Yale si impadronisce di un guanto da boxe e lo lancia per gioco verso un tifoso di Harvard. Quest’ultimo si arma di un bastone e colpisce il guantone, spedendolo sopra la testa del tifoso avversario. Alla scena assiste George Hancock, un giornalista, che vede in quello scambio scherzoso la potenzialità di una versione al coperto del baseball, che in quegli anni si sta imponendo in tutto il Paese. Così arrotola il guantone e lo lega coi lacci delle proprie scarpe in modo da ottenere una sfera. Delimita poi un campo da gioco con del gesso e dà il via ad una partita, che si conclude addirittura con 80 punti segnati. Hancock e i suoi amici però non si accontentano. Partite di questo nuovo gioco, che si pratica a mani nude e con una palla soffice del diametro di 16 pollici (406 millimetri), si disputano da quel giorno ogni sabato e l’abitudine si estende ben presto dalla casa di Hancock per tutta Chicago, fino a che nel 1889 viene scritto il primo regolamento di un gioco che ancora non porta un nome. Nel 1895 si disputa la prima partita all’aperto dalle parti di Minneapolis (Minnesota). L’idea è del responsabile dei Vigili del Fuoco Lewis Rober Sr, che ritiene che per i pompieri questo gioco sia un’ottima maniera di mantenersi in esercizio tra una chiamata e l’altra».

Il gioco. Il softball si gioca con una mazza e una palla su un campo a forma di diamante dotato di quattro basi. L'obiettivo, come nel baseball, è quello di colpire la palla e correre attraverso le basi, ma i tempi di gioco sono 7 (non 9) e la tecnica del lancio della palla è diversa.
La partita. Si affrontano in campo 9 giocatori che si alternano in attacco e in difesa. Il lanciatore lancia verso il battitore; se la manca è strike. Se la colpisce inizia la sua corsa verso la prima base; si segnano punti (run) quando i corridori di base toccano le tre basi secondo l'ordine stabilito, prima di ritornare alla casa base.
Le due varianti dei lanci. Due varianti caratterizzano il softball in base a come vengono effettuati i lanci.
La tecnica del fast-pitch prevede che il lanciatore lanci effettuando una rotazione a bilanciere del braccio e rilasciando la palla dal basso verso l'alto, all'altezza dei fianchi. La palla va lanciata direttamente verso l'area di strike del battitore nello spazio compreso tra il suo ginocchio anteriore e la sua spalla posteriore.

La tecnica dello slow-pitch permette al lanciatore di avere uno o entrambi i piedi sulla pedana e prevede che il lancio sia effettuato dal basso in un unico movimento senza interruzioni. La palla compie dunque una traiettoria ad arco a velocità moderata e ad un'altezza compresa tra i 3,66 e 1,83 metri.

Guantone e palla. Il guantone è in pelle, imbottito per proteggere la mano del ricevitore. La palla, ha una circonferenza pari a circa 30,5 cm (quella del baseball non supera i 23) ed è composta da un nucleo di gomma ricoperto da due strisce di pelle cucite insieme da un filo di nylon. La mazza è in alluminio e la sua lunghezza non deve superare gli 86,4 cm.
In Italia. Il softball è una disciplina prettamente femminile e l'Italian Softball League è il massimo campionato italiano di softball. Il campionato si disputa da marzo a settembre e dalla stagione 2011 vi partecipano 10 squadre. Il campionato prevede una regular season e i successivi play off. Nella regular season le squadre si affrontano in partite di andata e ritorno disputate fra marzo e luglio. Alla fine della Regular season, le prime quattro squadre classificate si contendono lo scudetto ai play off. Esiste anche una notevole serie A2 organizzata in 2 gironi di 8 squadre ciascuno e la serie B a livello regionale. Il softball maschile ha preso forma solo nel 2008, dopo la regolamentazione del softball amatoriale da parte della FIBS. Il primo campionato, vinto dalla Roma Softball, ha visto la partecipazione di 7 squadre. Nel 2011, il Campionato Italiano di Softball Maschile è stato abolito.

[36] ...numeri della pallanuoto.
Anche se i primi esperimenti che ricordano la pallanuoto possono essere fatti risalire alla seconda metà del secolo XiX, quando negli Stati Uniti si sviluppa una sorta di rugby acquatico in cui i giocatori devono toccare il bordo della piscina tenendo un pallone con entrambe le mani, nel 1877, in Scozia, è possibile intravedere il primo antenato di questo sport: nella piscina sono poste due porte, il pallone usato è quello da calcio, sono vietati gli affondamenti degli avversari.
La pallanuoto inizia la sua storia, si diffonde velocemente in tutta Europa e, nel 1900, ai Giochi di Parigi, fa il suo esordio olimpico. Nel 1911 la FINA codifica le regole del gioco; fino al 1936 continua ad essere utilizzato il pallone di cuoio. Al suo posto sarà utilizzata una palla di nylon ricoperta da una gomma imperniabile. L'Inghilterra e la Scozia dominano il panorama olimpico dei primi decenni del '900.
La scuola magiara. Sul finire degli anni Trenta l'Ungheria diventa la potenza indiscussa di questa disciplina: dal 1928 al 1980 nell'arco di 12 edizioni dei Giochi, gli ungheresi conquistano 6 ori, 3 argenti e 3 bronzi. Il Settebello italiano, capace di conquistare l'oro olimpico nel 1948, nel 1960 e nel 1992, è forse l'unica degna avversaria della scuola magiara; fortissime sono quindi le compagini di Jugoslavia e Unione Sovietica, da cui prendono vita le attuali Nazionali di Russia, Croazia, Serbia e Montenegro.
L'Italia di Pizzo. In Italia il primo campionato si disputa nel 1912; le principali scuole di pallanuoto trovano sede in Liguria (attorno a Genova) e in Campania (Napoli); la Pro Recco ha vinto nella storia ben 22 scudetti, il Circolo Canottieri di Napoli e il Posillipo 11, la Rari Nantes Florentia 9. Eraldo Pizzo, detto il Caimano, pilastro del Settebello e della Pro Recco, è l'uomo simbolo della pallanuoto italiana: ha vinto 15 scudetti a partire dal 1959, ha preso parte a 28 campionati e, con la maglia azzurra, ha giocato ben 178 incontri segnando 275 reti; ha lasciato la maglia azzurra a causa dell'asma solo nel 1978. Da allenatore e dirigente della Pro Recco ha conquistato molti altri titoli fino al 2008. Nel 2005, in occasione dei XX Giochi olimpici invernali, è stato tedoforo portando la fiamma olimpica per un tratto del centro storico di Genova.
La pallanuoto femminile è stata ammessa ai Giochi solo a partire dall'edizione di Sydney 2000. In quell'occasione il torneo fu vinto dalla squadra australiana; le azzurre trionfarono nel 2004, mentre a Pechino si è imposta la Nazionale olandese.
L'Europeo di pallanuoto esiste dal 1926: la prima edizione si svolse a Budapest. L'Ungheria ha vinto in totale 12 titoli (i primi 5 consecutivi). 5 titoli sono stati conquistati dall'Unione sovietica, 3 dall'Italia (l'ultimo nel 1955). La prima edizione dell'Europeo femminile si svolse solo nel 1985; in questo caso il Setterosa comanda la classifica delle vittorie, con 5 titoli, seguito da Olanda (4) e Russia (3).
Il Mondiale fu disputato solo a partire dal 1973. L'albo d'oro vede la Serbia al primo posto con 4 vittorie, seguita a ruota dall'Italia con 3 (l'ultima nel 2011), quindi Ungheria, Russia e Spagna (2). Il primo Mondiale femminile fu giocato nel 1986 e le azzurre lo hanno vinto nel 1998 e nel 2001. Guidano la classifica gli Stati Uniti con 3 titoli.
Misure. La pallanuoto moderna si svolge in una piscina lunga 30 metri (25 per le donne) e larga 29 (17 per le donne). La profondità della vasca deve esser edi 2,20 metri e la temperatura dell'acqua deve oscillare tra i 24 e i 26 gradi. Il pallone è in materiale idrorepellente e pesa tra i 400 e i 450 grammi; la circonferenza di quello usato nelle gare maschili è di 68-71 cm con pressione di 90-97 kPa. Quello usato dalle donne ha una circonferenza compresa tra i 65 ei 67 cm con pressione tra gli 83 e i 90 kPa. Le porte misurano 90 cm di altezza dal pelo dell'acqua e 3 metri di larghezza; alla destra della linea di porta si colloca il "pozzetto", un rettangolo al cui interno stazione il giocatore che subisce un'espulsione temporanea. Ciascuna azione di gioco non deve superare i 30 secondi; 2 sono gli arbitri. Gli incontri si articolano in 4 tempi di 8 minuti ciascuno di gioco effettivo; in caso di parità si giocano 3 minuti di tempi supplementari. Ogni squadra può iscrivere a referto 13 giocatori; in vasca ne scendono 7.

[35] ...le calorie apportate dalle bevande alcoliche 

Chi fa sport ad alti livelli sa bene che quando si parla di dieta occorre tenere a distanza le bevande alcoliche. Non solo per i ben noti problemi che causano quando provocano ebbrezza, ma anche per l'elevato quantitativo di calorie che apportano al nostro organismo. 
 
Per ottenere una bevanda alcolica, infatti, occorre che siano fermentati zuccheri o cereali o che le stesse bevande subiscano un processo di distillazione. Sappiamo che 1 grammo di alcool contiene 7 kcal e 1 gr di zucchero ne contiene 4: non è difficile rendersi conto che cocktail e alcolici in generale possono nascondere molte insidie.
Dunque come riuscire a calcolare quante calorie sono "nascoste" all'interno di un bicchiere di super alcolici? Partiamo dal presupposto che il grado alcolico riportato in etichetta non corrisponde ad 1 g di alcol bensì ad 1 ml di etanolo, che sviluppa 5,53 Kcal. 
Per conoscere con esattezza le calorie di un liquore occorre effettuare il seguente calcolo:
 
valore della gradazione x 5.53 x quantità di bevanda in ml = totale Kal. 
 
In pratica, per una bottiglia di vino di 1 litro della gradazione alcolometrica pari a 14 (14%vol.) il calcolo va svolto così:
 
0,14 x 5,53 x 1000 = 774,2
 
Per calcolare la quantità di alcool di una bevanda si segue questa formula: (gradazione alcolica X 0,8 X volume in centilitri)/10 questo vuol dire che un vino a 15° contiene quindi 12 g d’etanolo per 100 ml. Per lo zucchero invece, dato che sull’etichetta non è indicato, vi basterà assaggiare la bevanda in questione, più è dolce, più è calorica. 
 
Vediamo alcuni esempi di alcolici con le rispettive calorie in esso contenute:
 
1 bicchiere di vino rosso a 10° (150 ml) = 83 Kcal 
1 bicchiere di vino bianco a 11° (150 ml) = 105 Kcal 
1 bicchiere di moscato (150 ml) = 240 Kcal 
1 vodka all’arancia (150 ml) = 163 Kcal 
1 bloody mary (150 ml) = 211 Kcal 
1 bicchiere di champagne (150 ml) = da 105 a 180 Kcal (da brut a secco) 
1 birra (330 ml) a 5° = 91
1 Martini (80 ml) = 128 Kcal 
1 bicchiere di gin (80 ml) = 177 Kcal 
1 whisky (40 ml) = 100 Kcal 
 
Il consumo abituale di alcool, inoltre, ha un'ulteriore controindicazione proprio in virtù dell'ingente apporto calorico nel nostro organismo: provando la costante sazietà determinata dall'introduzione delle calorie contenute nel vino e negli alcolici in generale, porta a non alimentarsi a sufficienza, non ricavando dalle fonti alimentari adeguate le calorie necessarie all’attività quotidiana. 
 

[34] ...Bambini e ragazzi sovrappeso: ecco i dati

Non migliorano i dati relativi all'obesità infantile e adolescenziale nel nostro Paese: secondo l'indagine Istat Aspetti della vita quotidiana, presentata alla fine di ottobre 2011, quattro bambini su dieci tra i 6 e i 9 anni è oltre i limiti. 10 anni fa i soggetti a rischio erano solo il 20%.
Crescendo va peggio soprattutto ai maschi: tra i 10 e i 13 anni, infatti, il 29,1% è in sovrappeso o obeso e tra i 14 e 17 lo è il 20,8%; tra le ragazze tra i 10 e i 13 anni ha eccesso di peso il 22% e tra i 14 e i 17 l'11,3%, mostrando quindi un sensibile e graduale miglioramento rispetto ai coetanei maschi.
Nel complesso, dunque, il 37,5% dei bambini e dei ragazzi fino a 14 anni di età ha problemi con il proprio peso. Rilevazioni importanti, a cui però spesso non seguono adeguate misure di prevenzione, come sostiene Pietro Migliaccio, medico nutrizionista presidente della Società italiana dell'alimentazione: «Si continuano a fare solo delle rilevazioni e non si affianca anche la parte operativa. In giovane età il sovrappeso e l'obesità possono causare difficoltà di movimento, danni alle articolazioni, alterazioni a livello metabolico e ormonale; nell'età evolutiva è infatti in aumento l'incidenza del diabete non insulino-dipendente e l'ipertensione arteriosa. Senza contare le ripercussioni di carattere psicologico».
Il primato negativo vede in testa la Campania (36,6%), cui seguono la Sicilia (31,7) e la Calabria (30,4). Anche se i menù scolastici sono scientificamente corretti, spiega il professor Migliaccio, «i genitori dovrebbero informarsi su cosa il bambino ha mangiato e cosa ha rifiutato integrando bene la cena. Inoltre dovrebbe esserci chi vigila sulla somministrazione dei pasti impedendo a chi è più cicciottello la doppia razione».
Lo sport ha un ruolo fondamentale in questo processo di sensibilizzazione e di auto-rispetto del proprio corpo. I docenti di Scienze motorie hanno il compito fondamentale di sensibilizzare i proprio allievi al "fare movimento" e questo è reso ancor più difficoltoso in virtù del fatto che le palestre sono spesso non adatte e i giovani preferiscono sempre più tv e console a passeggiate o giochi all'aria aperta.
Di seguito la tabella, regione per regione, in cui sono indicate le percentuali di giovani tra i 6 e i 17 anni in normopeso o in eccesso di peso. 

Regione, ripartizioni geografiche

Sottopeso o normopesoEccesso di peso
Piemonte76,6 23,4
Valle d'Aosta80,319,7 
Liguria    83,516,5
Lombardia 79,320,7
Trentino-Alto Adige79,220,8
Bolzano80,020,0  
Trento78,5 21,5
Veneto  75,724,3
Friuli-Venezia Giulia80,020,0
Emilia-Romagna    77,023,0
Toscana80,719,3
Umbria73,126,9
Marche   75,8 24,2
Lazio     73,027,0
Abruzzo 71,728,3  
Molise     70,030,0
Campania 
 
63,436,6 
Puglia   69,9 30,1
Basilicata   72,927,1  
Calabria  69,6  30,4
Sicilia  68,331,7
Sardegna   82,417,6
Nord-ovest79,0  21,0 
Nord-est   77,023,0 
Centro 75,624,4 
Sud67,232,8 
Italia73,8 26,2  



[33] ...Evoluzione dello stile libero 

Lo stile libero è lo stile re del nuoto, e di fatto si identifica con il crawl (strisciata). Si tratta dello stile più redditizio in termini di velocità e nasce alla fine dell'Ottocento grazie prima ad Alick Wickham, quindi alla famiglia Cavill.

Le origini
Il primo, l'australiano Wickham, nel 1898 stupì nel corso di una gara nuotando come mai nessuno aveva fatto: le braccia mulinavano e ad ogni bracciata corrispondevano sei colpi di gambe; la testa risultava ancora perennemente fuori dall'acqua e le bracciate erano fin troppo corte. Ma Wickham vinse agevolmente la gara, battendo concorrenti ben più possenti.

Lo nota Frederick Cavill, pioniere del nuoto professionistico e capostipite di una famiglia che ne ha scritto la storia. Grande fondista, capace di nuotare per più di 20 miglia dal London Bridge a Greenhite nel 1876 e di attraversare la manica un anno dopo (anche se a 200 metri dalla riva la prova è sospesa perché si è fatto buio) è stato allenatore e padre di molti campioni. Suo figlio più giovane, Richmond Theophilus è il primo ad utilizzare in una gara professionistica nel 1899 la tecnica del crawl, codificata dal fratello Arthur dopo che con il padre avevano osservato il prodigioso stile introdotto da Wickham.

Evoluzione
Lo stile libero diventa ben presto il sistema più razionale per nuotare in velocità, anche se è necessario l'intervento di alcuni nuotatori americani a migliorare ulteriormente la pratica stilistica rendendo indipendenti i movimenti delle gambe da quelli delle braccia, per evitare eccessivo stancamento.

Oggi lo stile libero prevede una posizione del corpo ventrale, con gambe che battono l'acqua senza piegarsi e in maniera alternata senza interruzioni (prevale la realizzazione di sei colpi di gambe per ogni bracciata); le braccia sono portate a turno al capo e passano sotto il corpo tornando al punto di partenza; la mano è aperta per smuovere più acqua.

In gara
Nelle gare vale la regola secondo cui al termine di ogni vasca il concorrente deve toccare la parete della piscina con una qualsiasi parte del corpo; dopo la partenza e ogni virata il nuotatore non può stare sott'acqua per più di 15 metri. Sia nella piscina olimpica, lunga 50 metri, che in vasca corta (25), le prove di stile libero si disputano sulle seguenti distanze:
- 50
- 100
- 200
- 400
- 800
- 1500
e le staffette 4x100 e 4x200.


[32] ...Breve storia del cronometro
L'importanza della rilevazione cronometrica delle prestazioni sportive nasce con l'affermazione delle principali manifestazioni a carattere agonistico, dapprima grazie alla bravura dell'essere umano, quindi con l'ausilio delle più moderne tecnologie.
Ai tempi del rilevamento "umano" delle prestazioni sportive, si stimava che il margine di errore potesse variare dai 12 ai 15 centesimi di secondo. Sono quattro le fasi che hanno fatto la storia del cronometraggio professionale: 

1. Rilevamento manuale con cronografi meccanici
2. Rilevamento automatico con cronografi meccanici
3. Rilevamento automatico con cronometri stampanti
4. Rilevamento automatico con cronometri stampanti collegati a strumenti informatici in grado di elaborare i dati rilevati

Alcune date
Il problema della rilevazione dei tempi nelle gare sportive si è presentato sin dagli albori di certe discipline; solo negli ultimi decenni, con la progressiva riduzione delle differenze tra gli atleti e delle loro prestazioni, l'importanza di questa scienza è sensibilmente aumentata. Vediamo quindi le principali tappe della sua evoluzione.

1796 - Nel corso di alcune gare disputate al Campo di Marte di Parigi, un apparecchio attivato da Alexis Bouvard, assistente di Pierre-Simon del Laplace (fisico specializzato nello studio dell'elettromagnetismo), misura il tempo al quinto e decimo di secondo. 
1808 - 20 secondi è il tempo misurato della distanza di 200 yd in linea da un militare inglese e "ufficializzato" in quanto cronometrato da un cronografo meccanico.
1878 - Negli Stati Uniti l'inglese Eadweard J. Muybridge, pioniere nel campo della fotografia, introduce il concetto di "fermo immagine" con registrazione meccanica del tempo attraverso fili tesi sul terreno e collegati a speciali obiettivi fotografici [immagine a destra].
1896 - Ai Giochi olimpici di Atene si impiega un cronografo Longines che segna in 12 secondi e mezzo il tempo dell'americano Francis Lane, vincitore della prima batteria dei 100 metri. 
1932 - Molti sono gli episodi in cui le contestazioni relative agli ordini di arrivo condizionano le gare dei primi del Novecento. La macchina inventata da Thaddeus Kirby - la Kirby Twoeyed - cerca di risolverli con l'impiego di due obiettivi, uno puntato sull'arrivo, l'altro su un cronografo in grado di registrare 120 immagini al secondo, permettendo quindi la lettura dei tempi al centesimo. 
1936 - Ai Giochi olimpici di Berlino la Ziel-Zeit Kamera, fornito dalla ditta tedesca Zeiss, consentì per la prima volta il rilevamento del primo cronometro millesimale nella finale degli 80 metri ostacoli femminili (vinse l'italiana Ondina Valla con il tempo di 11"748. 
1940 - Si diffonde rapidamente la rilevazione con cellula fotoelettrica, un fascio di luce in asse con l'arrivo, la cui interruzione provocava un impulso elettrico trasmesso ai cronometri.
1948 - Esordisce ai Giochi di Londra del 1948 il fotofinish di Omega, tecnica che, partendo dalla rilevazione con cellula fotoelettrica, permette la riproduzione fotografica delle immagini degli atleti senza interruzioni.
1972 - Ai Giochi di Monaco un dispositivo costituito da sensori a pressione, inventato dalla Junghans e applicato ai blocchi di partenza, permette il perfezionamento anche relativamente alle false partenze. 
 
Il resto della storia dei cronometri sportivi viene scritto dall'introduzione dei computer. Pur con qualche sostanziale differenza: 
- nell'atletica è il suono del colpo di pistola - trasformandosi in impulso elettrico - ad attivare le apparecchiature di cronometraggio. 
- nel nuoto invece si utilizzano piastre di contatto in ogni corsia (il nuotatore, toccandole, ferma il proprio tempo)
- nello sci il dispositivo di partenza è costruito nel cancelletto, l'asta mobile che si attiva al passaggio dello sciatore, attivando il cronometro.


[31] ...frutta da bere 
Succhi di frutta a scuola: una risorsa energetica importante per i nostri studenti. Anche e soprattutto dopo aver fatto sport e movimento nell'ora di Educazione fisica. Alcune informazioni da sapere. Considerando il grande successo che i succhi a base di frutta stanno riscuotendo negli ultimi anni, in commercio se ne trovano di tipologie e varietà.

Tipologie di succhi. Il punto di partenza per scegliere quello più adatto alle nostre esigenze è la legge: un succo di frutta è tal se costituito al 100% da frutta con un'eventuale aggiunta di zuccheri indicata in etichetta. La massima quantità di zuccheri ammessa è di 100 grammi per litro (200 nei succhi di lampone, ribes e limone). Il discorso varia leggermente nel caso dei nettari di frutta (anche chiamati succo e polpa), che devono contenere una percentuale di frutta minima dal 25 al 50 % a seconda del tipo di frutto che lo compone. Le spremute, infine, possono essere costituite solo da agrumi (con o senza zuccheri aggiunti). Nel caso di bevande alla frutta, le percentuali di frutta presenti scendono al 12% minimo. Se questa percentuale scende siamo di fronte ad una bevanda al gusto di...

La maggior parte delle case produttrici di succhi di frutta offre una scelta di prodotti adatti ad ogni fascia di età. In generale i succhi dovrebbero essere assunti così.
- 0-4 anni: bevande di frutta al 50% senza zuccheri aggiunti ma arricchite con Vitamina C.
- 4-10 anni: succhi 100% frutta senza zuccheri aggiunti, arricchiti da Vitamina C e spesso preparati con una miscela di più frutti. Rappresentano un alimento perfetto nelle merende.
- Dagli 11 anni in su: tutti i succhi con almeno il 50% di frutta apportano ai bambini e ai ragazzi un fase di crescita importantissimi valori energetici. Ananas, arancia e mango contribuiscono a proteggere il cuore e tengono sotto controllo il colesterolo. Albicocca, arancia e pesca apportano fibre e garantiscono il corretto funzionamento del nostro intestino. Arancia e agrumi forniscono Vitamina C che protegge il nostro organismo dai mali di stagione (anche se occorre tener presente bere uan spremuta d'arancia è un'altra cosa, dal momento in cui il succo non viene sottoposto ad alcun trattamento e le vitamine sono davvero presenti in buona misura). Mela, uva rossa e mirtillo aiutano a mantenere in buona salute le ossa.

Invitare al consumo di succhi di frutta è senza dubbio positivo, anche se occorre ricordare che durante la pastorizzazione di tali bevande - un processo inevitabile poiché assicura la sterilizzazione, le vitamine subiscono una notevole riduzione che è peraltro inevitabile.

Quanto all'apporto calorico, leggiamo queste interessanti raccomandazioni proposte da Guidaconsumatore.com:
«Il trucco per non doversi limitare è semplicissimo: basta prediligere i succhi di frutta senza zucchero, perché gli zuccheri ovviamente aumentano le calorie. A fronte del consumo di un succo, di quelli nelle confezioni monodose, il fattore zucchero non è poi così rilevante, ma nel caso in cui il consumo sia maggiore e magari quotidiano, appare evidente come la presenza o meno dello zucchero incida in maniera significativa sul calcolo delle calorie presenti nel succo in relazione a quelle previste da una eventuale dieta o comunque da un regime alimentare controllato. La frutta di per sé non contiene troppe calorie, ad eccezione di alcuni tipi come ad esempio la banana, che infatti non viene utilizzata con frequenza per i succhi. Occorre inoltre tenere sempre presente che i succhi concentrati vengono realizzati senza zucchero ma eliminando parte dell’acqua che compone il frutto: in questo modo il sapore è certamente più intenso, ma anche il livello delle calorie tende a crescere. Una regola generale è quindi fare attenzione alle calorie dei succhi concentrati, perché non è difficile notare che superano di molto i valori generalmente associati alla frutta: se infatti un frutto medio, fresco, si attesta di solito intorno alle 30-35 calorie per 100 gr di peso, un succo che superi di molto questi livelli non è adatto per un consumo frequente. A maggior ragione per chi sta attento alle calorie».

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