È successo
2011
19 dicembre 2011. Calcio scommesse, 17 in manette. Colpo di scena nello scandalo del calcio scommesse: gli uomini delle squadre mobili di Cremona, Brescia e Bologna e del Servizio centrale operativo della Polizia hanno arrestato 17 individui, tra cui Cristiano Doni, coinvolto nella combine di almeno tre incontri dell'Atalanta del campionato di serie B dell'anno scorso.
Si tratta della seconda parte dell'inchiesta "Last Bet". Secondo l'accusa i 17 arrestati appartenevano ad un'organizzazione criminale che truccava gli incontri e ora devono rispondere a vario titolo di associazione a delinquere finalizzata alla truffa e frode sportiva. Oltre a Doni i coinvolti sono gli ex giocatori Luigi Sartor (Parma, Vicenza, Inter e Roma) e Alessandro Zamperini (serie B, Lega Pro), gli ex Carlo Gervasoni del Piacenza (attualmente sospeso) e Filippo Carobbio dello Spezia.
L'organizzazione aveva vertice a Singapore e basi operative nell’Europa dell’Est. Secondo la procura di Cremona, al vertice c’era un certo Eng Tan Seet, detto "Dan", che attraverso una rete di collaboratori a Singapore e nell’Europa dell’est lavorava per alterare incontri nei campionati italiani e in altri paesi. I giocatori e gli ex arrestati sarebbero stati corrotti per falsare i risultati degli incontri su cui l’organizzazione aveva scommesso moltissimo denaro.
Le partite truccate sarebbero "diverse", nei campionati 2009-2010 e 2010-2011 di serie B. Tornando a Doni, l'ex capitano della squadra bergamasca sarebbe coinvolto nella combine di almeno tre incontri della sua squadra del campionato di serie B dell'anno scorso. Doni è già stato sospeso per tre anni dalla giustizia sportiva dopo che la prima fase dell’indagine della procura di Cremona, nel giugno scorso, aveva portato alla luce un suo coinvolgimento. Il motivo del suo arresto è quello di pericolo di inquinamento delle prove. Il calciatore, infatti, da quanto si è saputo, avrebbe pagato parte della parcella dell'avvocato di un altro indagato, Nicola Santoni, per il timore che questi parlasse agli inquirenti. Sartor, invece, è indicato come l'intermediario tra Beppe Signori e il mercato di Singapore: in pratica è accusato di essere l'uomo che gestiva il denaro delle scommesse dei bolognesi.
Ma non è finita: lo scandalo potrebbe riguardare anche alcune partite di serie A: sembra che sotto inchiesta ci sia anche Chievo-Sampdoria (0-0) del 3 aprile 2011. E altre partite finora mai segnalate sono sotto osservazione: si tratta di Brescia-Bari (2-0 il 6 febbraio 2011), Brescia-Lecce (2-2 il 27 febbraio 2011) e Napoli-Sampdoria (4-0 il 30 gennaio 2011).Altri nomi coinvolti nella combine di due partite dell'Atalanta della scorsa stagione attraverso i rapporti con Cristiano Doni: Antonio Benfenati (gestore di uno stabilimento balneare a Cervia) e Nicola Santoni, ex preparatore atletico del Ravenna
Insomma, l'ennesimo scandalo che tra stupore e rabbia lascia i tifosi e gli appassionati di calcio senza parole. Pensare che sia potuta esistere un'organizzazione internazionale capace di manipolare i giocatori di una squadra riuscendo ad alterare i risultati delle partite è un qualcosa di veramente assurdo; e le partite coinvolte diventano sempre di più. È davvero impossibile il calcio senza scandali?
7 dicembre 2011. Il sorriso di Carolina. Da molti mesi speravamo di dedicare uno spazio "festoso" ad una delle nostre atlete più rappresentative. Finalmente possiamo festeggiare il ritorno in grande stile di Carolina Kostner, regina del ghiaccio in Canada, definitivamente consacrata stello dello sport azzurro.
Forte, determinata, lontana da quella fragilità mostrata anni fa e da cui molti erano certi non sarebbe mai più riuscita a fuggire. Vestita con un abito aggressivo, scuro, deciso, Carolina Kostner, ha stravinto meritatamente il Grand Prix Isu di Quebec City. Un vestito che racconta di una donna forte e indipendente ma al tempo stesso ancora capace di emozionare, come raccontano gli Swarovski che lo tempestavano.
Il suo Short perfetto, sommato alla grande prova nel programma libero, gli ha permesso di raggiungere un punteggio totale di 187.48, che migliora di 2,80 il suo precedente record. L'eccezionalità della suo stato di forma fisico e mentale è dimostrato dal distacco con la seconda classificata, la giapponese Akiko Suzuki, che si è fermata a 179.76 punti. Terzo posto per la giovanissima russa Elizaveta Tuktamisheva (174.51). La 24enne di Ortisei ha incantato giuria e pubblico "danzando" sulle note del concerto No.23 di piano e orchestra di Mozart, e centrando immediatamente un ottimo triplo loop; un piccolo errore nel triplo flip, non ha condizionato la sua voglia di vincere, anzi ha alimentato la sua determinazione: «Dentro di me ho pensato che non avevo nulla da perdere e che in quel momento dovevo dare tutto per ottenere tutto o niente. Sono molto contenta per la vittoria e che in quel preciso momento mi sia lasciata andare».
I media parlano di rinascita: serena e in perfetta forma fisica, in effetti, Carolina sa di non temere nessuna avversaria. La prossima settimana Carolina sarà sul ghiaccio di Courmayeur per conquistare il suo settimo titolo nazionale; poi sarà la volta dei Mondiali, dove potrebbe cadere un tabù che dura ormai da troppo tempo.
Scrive benissimo Giulia Zocca sulle pagina de LaStampa.it: «Ha alzato il livello da subito, all’inizio della stagione. Musiche poco convenzionali, coreografia complicate. Per una vita abbiamo creduto che per andare all’incasso le servissero salti più difficili, capaci di scardinare la classifica invece lei ha stravolto tutto il resto. Ha sfruttato i punti di forza, smesso di imitare le asiatiche contorsioniste e le ragazze dell’est tutta tecnica e ascetismo. Ci ha messo la giusta dose di spettacolo, ma a dispetto degli strass sulla tuta non si è concessa alcuno svolazzo facile. Zero ammiccamenti, tutta sostanza. Ogni dettaglio studiato e curato per spremere il meglio da passi e trottole, sue armi da sempre. Non sembra la stessa persona che è caduta a ripetizione sulla pista olimpica di Vancouver e non lo è. Carolina Kostner è matura, tranquilla e indifferente. Ha messo su una sana dose di distacco dal mondo che le gira intorno, dai giudizi e persino dai punteggi. Ha deciso di sperimentare perché a 26 anni va bene la fatica ma serve pure un pizzico di novità, un motivo per mettersi in gioco. Poteva non piacere, ha vinto il suo primo Grand Prix e ha davanti un Europeo e un Mondiale da azzannare. Con la sua tuta da pantera». Forza Carolina, quando sorridi ci piaci ancora di più!.
5 dicembre 2011. Sport e politica, tagli e speranze. Nella settimana passata la Giunta del Coni ha avuto un doppio incontro con le nuove figure istituzionali del Governo. In prima battuta sono stati definiti i contributi per il 2012 delle Federazioni Sportive Nazionali; quindi si è svolto l'incontro con il neo ministro dello Sport, Profumo.
Per quanto riguarda i contributi alle Federazioni sportive, restano immutati quelli per il personale e per spazi di uffici e/o impianti, mentre viene ridotto complessivamente del 20,4% il contributo per la parte sportiva (vedi tabella). «La preannunciata riduzione del finanziamento del Coni da parte del Governo è puntualmente arrivata», ha detto il presidente Petrucci. «Il contributo statale è passato da 447,8 milioni di euro del 2011 ai 408,9 del 2012, con una riduzione di 39 milioni rispetto al 2011 (52 in confronto al 2010). Considerando il momento di crisi del paese, è andata bene cosi». Così la Federcalcio passerà dai 78,570 milioni del 2011 a 62,541 per il prossimo anno; l'atletica leggera passerà a 5,125 milioni (erano 6,438), il nuoto a 4,720 (5,930), gli sport invernali a 4,360 (5,478), il ciclismo a 3,973 (4,991), la scherma a 3,816 (4,794), judo e lotta a 3,541 (4,511), la ginnastica a 3,528 (4,432), il canottaggio a 3,098 (3,893), il volley a 3,095 (3,888), il basket a 3,024 (3,799). Scongiurati i tagli per quelle federazioni che ricevono il contributo sotto il milione di euro: cronometristi, federazione medica sportiva, danza, squash e caccia.
Le conseguenze dei tagli sono al momento solo immaginabili e certamente non faranno piacere a tutte le federazioni che di fatto vivono e sopravvivono con i soldi del Coni. Ripercussioni negative in vista dei Giochi di Londra sono poco probabili (malumori a parte); preoccupa di più l'immediato futuro posto Giochi, quello in cui i nuovi talenti italiani crescono e hanno bisogno del supporto delle Federazioni.
Petrucci e Pagnozzi hanno quindi incontrato il neo ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca Francesco Profumo. L'incontro, si legge nel comunicato ufficiale, «è stato l'occasione per fare il punto sui programmi avviati nelle scuole in favore dello sport, come il progetto pilota di alfabetizzazione motoria nella scuola primaria, e affermare la comune volontà di continuare a valorizzare l'attività sportiva nel sistema scolastico, fondamentale per l'educazione dei giovani e per combattere atteggiamenti violenti e bullismo».
Anche se non sono stati forniti ulteriori dettagli relativi all'incontro, è auspicabile che il ministro Profumo prenda a cuore l'importanza dello sport a scuola. Le premesse incoraggianti ci sono tutte: in occasione del IX congresso dell'Anp (l'Associazione nazionale presidi) svoltasi a Fiuggi, il neo ministri ha spiegato che «In questa fase, non abbiamo bisogno di scrivere sulla carta nuove riforme né dobbiamo intraprendere opere di ingegneria istituzionale. Insieme dobbiamo consentire alla scuola di sviluppare - nel rispetto dell'autonomia scolastica - la capacità di rispondere con flessibilità e progetti educativi più personalizzati alle esigenze dei nostri alunni». La speranza è ovvia e legittima: che nelle realizzazione di progetti educativi per gli studenti, le Scienze motorie assurgano al ruolo che compete loro, cioè quelle di vere protagoniste: non esiste Educazione che non passi da quella del proprio corpo.
28 novembre 2011. Il ritiro di Enrico Fabris. Enrico Fabris ha deciso di interrompere la carriera agonistica; al termine della prima gara di coppa del Mondo, svoltasi a Chelyabinsk (Russia), l'olimpionico vicentino ha dato la notizia ufficiale. «Non mi divertivo più», ha detto.
La decisione, maturata in accordo con il proprio gruppo sportivo delle Fiamme Oro di Moena è stata accompagnata con un particolare ringraziamento alla Federazione Italiana Sport del Ghiaccio e a coloro che hanno seguito la brillante carriera del pattinatore: «A seguito della mia decisione desidero esprimere un personale ringraziamento al Coni, alla Federazione Italiana Sport del Ghiaccio e al gruppo sportivo delle Fiamme Oro di Moena per il sostegno e la disponibilità che in tutti questi anni hanno profuso nei mie confronti».
Fabris, Enrico Fabris è nato ad Asiago (Vi) il 5 ottobre 1981. L'età gli avrebbe permesso di restare nell'agonismo per altre stagioni. La sua però è una decisione definitiva: «È una decisione che ho preso sabato, mentre ero ancora in Russia. Avevo gareggiato il giorno prima nei 1500, dove sono andato parecchio male, ma è stata una decisione che è cresciuta dentro di me negli ultimi mesi, ci ho pensato tanto»". Colpa dei problemi fisici? «Ho avuto qualche acciacco fisico nelle ultime 2-3 stagioni che mi ha fatto cadere e rialzare ma il motivo principale del mio ritiro è il venir meno di un ingrediente indispensabile per un atleta come me, e cioè la voglia di divertirsi; le ultime gare le ho vissute come una sofferenza e un obbligo, senza quella fame di sfida, di battaglia come invece dovrebbe essere».
Enrico ha voluto anche salutare con un affettuoso “in bocca al lupo“ i compagni di squadra, i tecnici e gli addetti ai lavori, senza i quali probabilmente non sarebbe riuscito a conquistare le leggendarie medaglie come quelle ottenute alle Olimpiadi di Torino 2006. Campione italiano dal 2003 al 2007, la sua falcata possente è entrata nella leggenda a partire dal 2005, in coppa e agli Europei, poi ai Giochi del 2006, quando conquista il doppio oro nei “suoi” 1500 e nell'inseguimento e il bronzo nei 5000. Il 2007 resta a galla con due argenti ai Mondiali e uno agli Europei. Poi però inizia il declino, a testimonianza che in questi sport è davvero difficile restare sempre ai vertici (Zoeggler è l'incredibile eccezione che conferma la regola).
Onore a Fabris per aver dimostrato ancora una volta coraggio e lealtà. Con sé stesso, con i tifosi e con questo meraviglioso sport, cui mancherà tantissimo.
21 novembre 2011. Volley, un trionfo per tutti. L'Italia ha vinto i Mondiali! Se stessimo parlando di calcio tutto il Belpaese sarebbe a conoscenza dell'evento. Ma poiché ci stiamo riferendo alla pallavolo, femminile, la notizia può darsi che non sia di dominio pubblico. E probabilmente chi si occupa di organizzare i tornei di questi pur prestigiosi sport non è privo di colpe.
Il fatto è che i Mondiali di pallavolo, e in particolar modo quello giapponese, oltre alla difficoltà relativa all'orario delle singole partite, hanno una struttura molto diversa dai tornei calcistici. Tant'è che le nostre ragazze hanno saputo di aver vinto la Coppa mentre stavano programmando il ritorno in Italia - in virtù cioè del risultato dell'incontro tra Giappone e Stati Uniti. Non c'è stata una "finalissima", nella cerimonia di premiazione mancavano Simona Gioli e Antonella Del Core, già in aero con la squadra russa. E, a dirla tutta, l'aver ottenuto il pass olimpico (riservato alle prime tre squadre classificate) è sembrato essere il primo obiettivo.
Il successo ottenuto dalle ragazze di Barbolini, ampiamente meritato, è arrivato dopo la vittoria con il Kenya che ha chiuso un percorso di 10 vittorie in 11 incontri per un totale di 28 punti. Numeri impressionanti, che probabilmente avrebbero meritato uno spazio maggiore nei quotidiani, nelle riviste, in tv e... nel cuore della gente. Per fortuna, grazie al trionfo del Mondiale, la Federazione ha proposto la candidatura come portabandiera ai Giochi inglesi di Eleonora Lo Bianco (donna dei record con oltre 500 presenze con la maglia azzurra). Un ulteriore omaggio ad uno sport che sta dando tantissimo al nostro Paese.
Nonostante i giorni passati siano stati frenetici, anche il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha inviato con la consueta puntualità un telegramma di compimenti al Presidente del CONI, Giovanni Petrucci, in merito alla vittoria delle azzurre. Lo riportiamo: «La conquista della Coppa del Mondo da parte della Nazionale femminile di Pallavolo rappresenta un’ulteriore prova di vitalità dello sport italiano e premia il tenace impegno e lo spirito agonistico con cui è stata disputata dalle azzurre questa importante e prestigiosa manifestazione. La prego di rappresentare alle atlete protagoniste, ai tecnici e ai dirigenti della Federazione, le mie più vive congratulazioni per la conferma della pallavolo italiana al vertice delle classifiche mondiali e l’augurio di nuovi successi nelle prossime, impegnative sfide». Entusiasta anche il Presidente della Camera dei deputati Gianfranco Fini inviati che ha scritto direttamente al presidente federale Carlo Magri: «Nell’apprendere la felice notizia della vittoria da parte della nazionale femminile di pallavolo della Coppa del Mondo desidero inviare a Lei, al Commissario tecnico Massimo Barbolini, alle atlete e a tutti i tecnici e collaboratori le più vive congratulazioni mie personali e di tutta la Camera dei deputati. Desidero esprimere la mia soddisfazione per la splendida pagina di cui è stata protagonista la nostra squadra, che ha saputo conservare autorevolmente il titolo mondiale conquistato nel 2007, ottenendo uno storico risultato sportivo. Formulo alla Federazione, alla squadra nazionale e a Lei, gentile Presidente, l’augurio che nei futuri impegnati programmati possano ripetersi importanti successi per il nostro sport».
Insomma, riteniamo che i presupposti per dare maggior voce al trionfo delle ragazze di Barbolini ci fossero tutti. Sarebbe bello che sui cosiddetti sport minori (ma davvero la pallavolo è da considerare sport minore?) si accendessero le luci della ribalta non solo in occasione delle Olimpiadi. E forse, è davvero giunta l'ora di ripensare l'assurda formula di questi tornei che costringono i giocatori a disputare 10 partite in 12 giorni, e i tifosi a festeggiare la conquista di un torneo... solo sapendo il risultato di un'altra!
14 novembre 2011. L'accordo tra Coni e Intesa Sanpaolo. Lo scorso 7 novembre a Milano è stato presentato il nuovo accordo tra il Coni e Intesa Sanpaolo. La partnership, valida per il triennio olimpico 2012-2014, rende la banca Main Sponsor Ufficiale del Coni confermando il forte impegno di Intesa Sanpaolo nel sostegno alle attività sportive.
Interessante l'intervento tenuto da Corrado Passera, consigliere delegato e Ceo di Intesa Sanpaolo, che ha avuto modo di sottolineare quanto siano importanti i valori dello sport in un Paese come il nostro, con tutto quello che sta passando. «Siamo un Paese diviso su tutto in questo momento ed è uno dei nostri grandi guai. Se c'è una cosa che ci tiene insieme è lo sport in tutte le sue forme».
La partnership, che sarà valida per il triennio olimpico 2012-2014, rende Banca Intesa sponsor della squadra nazionale olimpica italiana (Italia Team) e di Casa Italia per il triennio 2012-2014 che vede in calendario alcuni fondamentali appuntamenti, tra cui evidentemente le Olimpiadi di Londra 2012, i Giochi del Mediterraneo a Mersin 2013 (in Turchia), le Olimpiadi invernali di Sochi 2014 (in Russia) e i Giochi olimpici giovanili invernali di Innsbruck 2012. Tra gli altri appuntamenti vanno ricordati la Giornata nazionale dello sport (2012, 2013, 2014) e il Natale degli sportivi (2012, 2013, 2014).
In un altro passo del suo intervento, Passera ha aggiunto: «Se ci sono dei dubbi, sbagliati, che noi siamo nel G8, non c'è invece nessun dubbio che siamo nell'S8, cioè nel gruppo dei super Paesi sportivi dove, come credibilità, risultati e prestigio l'Italia non è mai venuta meno», ha ribadito Passera illustrando l'accordo.
Lo sport unisce l'Italia; lo dimostrano i dati del Coni, secondo cui nel nostro Paese coloro che praticano un'attività sportiva sono circa 13 milioni di cittadini. La grande maggioranza (il 73%) appartiene alla fascia d'età tra i 18 e i 24 anni, il 67% alla fascia tra i 25 e i 34 anni. Il giro d'affari annuale in Italia supera i 41 miliardi di euro con un'incidenza sul Pil di oltre il 2,6%. Un dato da non sottovalutare, dal momento che sono oltre 13.000 le imprese attive nel comparto sportivo in senso lato che hanno spesso saputo sfruttare le nicchie di mercato per mantenere leadership importanti.
Con questi numeri Passera conclude: «Non va trascurato il valore economico dello sport che, al pari della cultura, l'Italia deve riuscire a valorizzare anche per attirare verso il nostro Paese i nuovi turisti e far apprezzare il Made in Italy e lo stile di vita italiano».
8 novembre 2011. Zanardi, re di New York. Grandissimo, emozionante Alex Zanardi. Anche se il mezzo che guida adesso non ha motore, se non quello delle sue braccia, la sua voglia di vincere è immutata: Alex ha vinto in volata sul polacco Rafal Wilk la gara di handbike della New York City Marathon, stabilendo anche il nuovo primato della corsa in 1h13’58. Un prodigio tutto italiano.
Il grave incidente del settembre 2001, su una monoposto, durante una gara di Champ Car in cui perse le gambe, non ha mai scoraggiato il bolognese. Tornando a correre, l'azzurro non ha perso la voglia di vincere. Tenendo conto che il precedente record di 1h17’48”, ottenuto nel 2007 dall’americano Alejandro Albor, proprio nell’edizione dell’esordio di Zanardi in questa specialità, era considerato da molti "inattaccabile", la grandezza di Zanardi è veramente strepitosa. Inoltre Alex è da ora il primo italiano a vincere la Maratona di new York in handbike. L’appuntamento di londra 2012 diventa ancora più significativo.
La gara è stata molto tirata sin dalle prime battute, con passaggi intermedi che già facevano presagire un tempo eccellente e che ha visto come protagonisti assieme a Zanardi, l’americano Dane Pilon, suo diretto avversario. Vietati ai deboli di cuore gli ultimi metri di gara: dopo Colombus Circus, quando il percorso rientra in Central Park a circa 500 metri dall’arrivo, Zanardi ha centrato un gradino del marciapiede perdendo la catena della sua handbike; tempestivo e velocissimo l'intervento per ripararla; nella volata finale, con Pilon che perdeva il controllo del suo mezzo andando a sbattere contro le transenne di recinzione, Zanardi trionfava su Wilk.
«Ho sfatato il detto 'Non c'è due senza tre'» – ha commentato esausto al termine – «anche se quando mi è caduta la catena ho pensato per un attimo che questa maratona fosse per me davvero maledetta..! Invece è stata bellissima, un'emozione unica dal primo all'ultimo metro, con tanta gente che mi conosceva e mi gridava 'Forza Alex!'. A volte penso di essere l'artefice delle mie sventure, visto che subito prima della gara avevo maneggiato sulla mia bicicletta, cambiando il paracatena. Evidentemente qualcosa non ha funzionato, ma per fortuna sono riuscito anche stavolta a mantenere il sangue freddo e a rimettere a posto la catena in tempo record. Mi spiace invece per l'incidente dell’americano Pilon che è stato portato via in ambulanza: spero solo che non abbia gravi conseguenze e sarebbe stato bello fare la volata anche con lui».
Insomma, un esempio di tenacia e determinazione, ma anche delle proprietà dello sport, che davvero permettono a tutti di superare ogni barriera. La sua è una vittoria che premia uno sportivo che non si è mai sentito perso, ma ha saputo tornare a vincere. Questo è uno dei grandi meriti dello sport: è davvero per tutti.
3 novembre 2011. Il malore di Cassano. Tifosi, giocatori e semplici curiosi seguono in queste ore la drammatica vicenda legata al ricovero di Antonio Cassano, in seguito al malore che lo ha colpito lo scorso sabato. Ancora ignote le cause e le conseguenze che gli deriveranno. Ma cosa succede al calcio italiano?
Il Milan si ritrova dunque a fronteggiare un'emergenza infortunistico-sanitaria senza precedenti culminata con il misterioso virus che ha bloccato Rino Gattuso, vittima di una paralisi al sesto nervo cranico che gli impedisce di usare correttamente l'occhio sinistro e per la quale, ad oggi, non sono stati ancora formulati tempi certi di recupero. Poi la drammatica vicenda del campione barese, ora ricoverato presso il reparto di neurologia del Policlinico di Milano.
Alcuni sintomi che si sono manifestati all' atterraggio del volo che sabato sera ha riportato i rossoneri reduci dal successo dell'Olimpico all'aeroporto della Malpensa hanno infatti suggerito una serie di approfondimenti clinici. Sbarcato dall'aereo Alitalia e messo piede nel pullman di collegamento con il Terminal 2 dello scalo varesino il giocatore, che durante il volo, come spesso succede si era accalorato in accese discussioni soprattutto con Ibrahimovic (forse scherzando); all'improvviso ha accusato giramenti di testa, lievi problemi agli occhi («Se li stropicciava come se gli bruciassero o come se stesse per piangere» ha raccontato un compagno di squadra) e pure difficoltà di parola. Cassano ha raggiunto la sua auto e avrebbe pure voluto guidare fino a casa; i compagni di squadra, glielo hanno però impedito, convinto a recarsi al Pronto Soccorso dell'ospedale Fatebenefratelli, a Milano.
La prima diagnosi, filtrata nella serata di sabato con un lancio di agenzia ha parlato di ictus ischemico. Le condizioni dell'eroe di Bari Vecchia, colto da un malore a Malpensa, di ritorno dalla trasferta del suo Milan a Roma stanno migliorando, ma si prospetta uno stop dell’attività agonistica per valutare l’entità dell’ictus e per altri accertamenti. In attesa del bollettino medico Cassano resta ricoverato al terzo piano del reparto Neurologia del Policlinico di Milano, dove si è sottoposto a controlli e dove lo hanno raggiunto la moglie Carolina e la madre, Giovanna Perrelli, che, trattenendo le lacrime, ai giornalisti ieri mattina ha detto solo un «speriamo, speriamo…».
Si tratta di un malore anomalo e gli addetti ai lavori si domandano quali siano le reali cause e, soprattutto se Cassano potrà tornare a giocare in tempi brevi. «Ma che succede al calcio italiano?» si domanda Giuseppe Calabrese sulle pagine della Repubblica.it: «Un dramma umano prima (molto prima) che sportivo. Come il problema all'occhio che ha colpito Rino Gattuso. Carriere a rischio, uomini che sembravano invincibili piegati da malattie inspiegabili. Atleti bruciati e non ci sono risposte. Solo domande».
24 ottobre 2011. Simoncelli, tragica fatalità. È davvero difficile parlare del terribile incidente che è costato la vita a Marco Simoncelli nel primissimi minuti del GP della Malesia. Una morte avvenuta a causa di una serie di circostanze sfortunate e che, ne siamo certi, condizionerà per molto tempo, il mondo delle due ruote.
Come ha avuto modo di sottolineare Dani Pedrosa, infatti, «A volte ci dimentichiamo quanto sia pericoloso questo sport». E ha aggiunto Giacomo Agostini, ex pilota e 15 volte campione del mondo: «È sempre dura quando succedono queste cose, non hai parole, ti chiudi in te stesso pensando a un ragazzo giovane che ha perso la vita amando il suo sport che purtroppo sappiamo essere pericoloso. È stato trascinato all'interno della pista dalla sua moto e quelli che arrivavano da dietro non hanno potuto evitarlo. La gomma ha una colpa ma siamo anche noi piloti che vogliamo che la gomma duri dall'inizio alla fine senza calare di prestazione e spingiamo i tecnici a fare delle gomme che durino fino alla fine. Sarebbe più giusto fare come ai miei tempi, quando la gomma si degradava e si andava più piano fino ad arrivare al traguardo tutti nelle stesse condizioni».
Nel frattempo le drammatiche immagini dell’incidente continuano a girare sui computer e sugli schermi tv del mondo. Il filmato mostra che nel corso della prolungata scivolata del pilota di Coriano, la moto slitti in maniera anomala provocando una totale perdita di aderenza della ruota anteriore; ciò avrebbe dovuto spedire moto e pilota all’esterno della curva, e non dalla parte opposta sulla traiettoria delle altre moto in arrivo, come invece è accaduto. In molti hanno puntato il dito verso il controllo di trazione della Honda di Sic che potrebbe aver funzionato fin troppo bene, andando a interpretare elettronicamente lo scivolare del pneumatico posteriore come una anomalia da correggere (e quindi prolungare). La correzione del problema avrebbe dunque permesso alla moto di proseguire la sua corsa senza diminuirne la velocità.
A quel punto Simoncelli è stato centrato prima dall'americano Colin Edwards, quindi da Valentino Rossi, che incolpevolmente lo avrebbe colpito in testa, sfilando il casco. Il portale Moto.it riporta la testimonianza di Maurizio Vitali, responsabile in pista Dainese e AGV, che ha visto il casco prima che fosse consegnato alla commissione che dovrà chiarire la dinamica dell'incidente. «C'era un segno evidente di pneumatico sul lato destro. L'impatto ha staccato il cinturino. È una questione tecnica: quando il casco sopporta un impatto del genere, oltre una certa forza il cinturino deve cedere e infatti l'attacco si è staccato. La calotta è in buone condizioni».
Spiega Nico Gereghin a proposito dell'incidente: «Guardando le immagini che ci provocano tanto terrore, penso che la sua generosità lo abbia portato a tentare un disperato controllo anche quando ormai era troppo tardi; poi penso che la sua moto abbia preso una traiettoria casuale e sciagurata che lo ha lanciato verso il centro pista, e infine che Colin e Valentino non abbiano proprio potuto evitarlo. Una concatenazione di eventi imprevedibili e molto sfortunati». Nonostante l’introduzione dell’airbag nelle tute, e quella di Sic ne era dotata, è praticamente impossibile proteggere la regione cervicale se si viene investiti.
In attesa di ulteriori risposte, ripercorriamo la promettente carriera di Simoncelli, pilota che tutti amavano per la sua spontaneità e il suo sorriso contagioso; mato a Cattolica il 20 gennaio 1987, ma residente a Coriano (Rimini), Simoncelli dimostra il suo talento con le due ruote già a 7 anni, con le minimoto. Il padre lo supporta in questa sua passione chiudendo la sua attività commerciale per seguire il figlio nelle prime gare ufficiali. Sic diventa campione europeo della 125 nel 2002 e nello stesso anno debutta nel mondiale 125 nella gara di Brno in Repubblica Ceca. Il primo campionato completo per Simoncelli è nel 2003, che chiude 21°. Un anno dopo ottiente l'11° posto e nel 2005 chiude 5° (vincendo nella prima gara a Jerez, arrivando secondo in Catalogna e guadagnando 4 terzi posti). Passa alla 250, ottiene le prime vittorie nel 2007 e conquista il titolo iridato nel 2008, proprio nella pista di Sepang. Nel 2009 chiude la stagione al terzo posto e nel 2010 debutta in MotoGP con il Team di Fausto Gresini e chiude all'8° posto il Mondiale. In questa stagione Simoncelli aveva ottenuto due podi, il terzo posto in Repubblica Ceca e il posto nella scorsa gara di Phillip Island.
17 ottobre 2011. La classifica mondiale dello sport. Esiste una classifica in grado di indicare il paese più forte del Mondo in fatto di sport? Adesso sì. Si chiama Global Cup e nasce con l'intento di stilare una graduatoria che tenga conto di tutti i risultati sportivi di tutte o quasi le discipline praticate nel pianeta...
Pensare ad una classifica sportiva globale non è cosa semplice: ogni discplina, infatti, ha le sue regole di punteggio, i suoi sistemi di ranking, le sue classifiche interne. Ci ha pensato dunque il sito internet Global Cup, opera di 3 appassionati che lo ha realizzato: Dan Thompson, un imprenditore inglese, Hans Stocker, un programmatore di computer neozelandese, e Nic Mira, un ragazzo italiano che ha raccolto e informatizzato i dati utili alla classifica. I tre lavorano al progetto da diversi anni (quest'anno la classifica è giunta alla quarta edizione) ma solo dopo essere stati citati dal quotidiano americano Herald Tribune, edizione internazionale del New York Times, la loro classifica ha finalmente fatto il giro del Mondo.
Come funziona il database? I tre hanno analizzato la quasi totalità degli sport planetari, compresi badminton, curling e perfino il korfball (un parente del basket) raccogliendo quindi i risultati ottenuti dagli atleti singoli e dalle nazionali, sia maschili che femminili. I risultati sono convertiti in punti e servono a stilare la classifica generale. Ovviamente certi sport sono esclusi: nel calcio non si può tener conto dei risultati dei club in cui la presenza di atleti stranieri è spesso troppo massiccia, e nella Formula 1, nel Motomondiale o nell'ippica il merito del pilota e del fantino è fortemente limitato dalle possibilità del mezzo che guida.
La classifica, dunque, vede vincere nel 2011 gli Stati Uniti. Ad essi seguono Russia, Francia, Cina, Giappone, Germania, Canada, Australia, Svezia ed Austria. L'Italia è all'undicesimo posto e precede con orgoglio Gran Bretagna, Corea del Sud, Norvegia e Brasile. Ovvio che una classifica dello sport mondiale che non tenga conto dei risultati della Champions League nel calcio, della Nba nel basket o delle Major Leagues nel baseball perda un po' del suo fascino; i tre ideatori del sito lo ammettono: «Cerchiamo una soluzione al problema, ma non l'abbiamo ancora trovata».
Insomma decidere quale paese del Mondo sia il re indiscusso dello sport non è così semplice come sembra: meglio affidarsi allo sport "praticato" e quindi far parlare il medagliere olimpico... o la classifica di Global Cup ha davanti a sé un futuro brillante?
10 ottobre 2011. Basket, in Europa le stelle americane in "prestito". Da tempo il basket europeo non si avvicinava all'inizio di stagione con tanto fermento. Il motivo, ormai, lo conoscono tutti: in America l'inizio del Campionato NBA rischia di slittare di diverse settimane e molte stelle americane, soprattutto i giocatori europei che militano nell'NBA, sono arruolati nei principali team del vecchio continente.
Le trattative per l'accordo fra proprietari e Giocatori della NBA si fanno sempre più problematiche: le stelle milionarie che da giorni sfilano al Waldorf Astoria hotel di Manhattan e i proprietari, rappresentati dal commissioner David Stern, non hanno trovato l’accordo sul come dividere la montagna di ricavi (4 miliardi di dollari per anno) in grado di produrre ogni anni l'NBA. L’ultima offerta formulata a sorpresa dai proprietari è stata una spartizione al 50% degli introiti (il precedente accordo collettivo era 57%-43% in favore dei giocatori), ricevendo in risposta un altro no; ancora non è stata nemmeno fissata una data per riprendere le trattative. Per questo molti giocatori hanno iniziato a cercare ingaggi anche a basso costo per non perdere la forma e non smettere di giocare.
In Italia se Gallinari ha firmato da tempo con l’Armani, la Virtus Bologna sta cercando il colpaccio con la superstar Kobe Bryant e pensa, in alternativa, al bolognese Belinelli; in un’intervista al giornale locale di Siena il presidente della corazzata toscana Ferdinando Minucci ha spiegato che non ci sarà nessun accordo con Andrea Bargnani in quanto il giocatore dei Toronto non ama i contratti a termine. Ma non finisce qui: Tony Parker ha annunciato che giocherà nell’Asvel Villeurbanne (dopo aver rifiutato delle offerte della Cina e dal Barcellona), guadagnando 1500 euro al mese e coprendosi le spese. Il Barcellona spera quindi di consolarsi con Pau Gasol, mentre in gran segreto il real Madrid ha allacciato una trattativa con Dirk Nowitzky. Nelle ultime ore Andrei Kirilenko (Utah Jazz) ha firmato con il Cska, mentre Kevin Seraphin vestirà la maglia del Caja Laboral e Timofei Mozgov quella del Khimi.
A proposito degli azzurri, Milano, la prima squadra italiana ad aver approfittato dei ritardi americani, sorride. Il team ha arruolato a tempo determinato l'ex stella prodigio Danilo Gallinari, che proprio qui aveva mosso i suoi primi passi da campione. Già un'ora prima della partita, l'ala azzurra era circondata da fotografi, professionisti e amatoriali e sulle tribune si leggevano molti striscioni dedicati. L'EA Milano, in realtà, sembra quest'anno la squadra più accreditata a dare del filo da torcere a Siena; nella prima di campionato, in un Forum quasi completamente esaurito la nuova squadra di Scariolo ha mostrato un collettivo vincente, trascinato dal talento di Drew Nicholas (4/7 da 3) e ovviamente da Gallinari (2/2 da 3, 6/6 ai liberi in 13’) accolto con una standing ovation decisamente commovente.
Ma a non tutti piace questa invasione temporanea. Il Presidente del Coni Petrucci sentenzia: «Kobe Bryant? Il fatto stesso che io non abbia parlato fa capire come la penso. Ho molta stima di Sabatini [presidente della Virtus Bologna], lo rispetto, però ritengo che l'immagine del basket non sarà arricchita dalla presenza di un fenomeno. Non voglio creare ulteriori problemi alla pallacanestro, già ne ha tanti. Rispetto le scelte ma credo che oggi le federazioni sportive hanno bisogno di regole certe, di regolarità, di tranquillità. C'è un limite a tutto, punto e basta».
Petrucci ha ragione quando pensa alle mille problematiche relative all'ingaggio di un campione americano tra le file di una squadra italiana: ingaggi, assicurazioni, sponsor, problemi di sicurezza, giornalisti d'assalto e tanto altro ancora. Vero è, per contro, che mai come quest'anno il basket azzurro, reduce dalle delusioni europee, vive un inizio di stagione frizzantissimo. La festa di Milano in onore di Gallinari ne è solo un esempio. Le stelle americane "in prestito" garantiscono, inutile nasconderlo, un enorme aumento di pubblico e producono una forte eco mediatica che ha di certo molti lati positivi...
26 settembre 2011. Dal ciclismo alla ginnastica, ori azzurri (tinti di rosa!). Giorgia Bronzini sale in cima al mondo per la seconda volta consecutiva, le ginnaste azzurre conquistano 3 medaglie ai Mondiali di ginnastica ritmica: weekend fantastico per lo sport italiano... sempre più tinto di rosa!
La Bronzini inneggia alle donne, circondata da Valentina Scandolara, Alessandra D' Ettorre ed Elisa Longo Borghini. Dietro Monia Baccaille, Noemi Cantele e Tatiana Guderzo, che si godono l' ennesimo capolavoro da tramandare ai tifosi in tutta Italia. Ecco il risultato di un altro sabato da incorniciare per lo sport azzurro: Giorgia Bronzini è ancora la sprinter più forte del mondo e replica, migliorandola, l' impresa australiana di un anno fa. «La doppietta era un sogno che mi sembrava impossibile da realizzare», dice Giorgia; «Ma siamo state perfette, superlative. È andato tutto come l'avevamo disegnato alla vigilia. Monia mi ha tirato la volata lungo le transenne e negli ultimi ottanta metri avevo un solo pensiero fisso: riprendermi quella maglia. Questa vittoria è più bella di un anno fa, perché allora era stata una sorpresa anche per me. Qui invece ero quella da battere e riconfermarsi è sempre più difficile, anche perché quest' anno le avversarie non hanno commesso errori. Questa medaglia la sento ancora più mia e la dedico a questo gruppo pazzesco: la maglia azzurra ci rende imbattibili!».
Il movimento ciclistico femminile continua a far parlare di sé con le vittorie. Merito del grande Dino Salvoldi, c.t. R da 108 medaglie conquistate, che non nasconde l'orgoglio per le sue atlete: «Ho ragazze di talento, ma questo da solo non basta. Ci vuole un gruppo solido e per ottenerlo servono continuità, chiarezza, obiettivi e fiducia. È inutile nasconderlo, ma durante l' anno non siamo così forti. La nazionale ci trasforma e i risultati sono splendidi: ora con la Bronzini puntiamo dritti all' Olimpiade di Londra...». Servono ancora risorse, energie e investimenti per accrescere il movimento. La Federazione ha aumentato il premio-vittoria, ma il ciclismo femminile non ha ancora un salario minimo garantito.
Il weekend "rosa" regala anche gioie grandi alle giovani farfalle della ginnastica ritmica: dopo l'oro di Miè 2009 e di Mosca 2010, le azzurre hanno conquistato anche il titolo 2011. La squadra italiana accede direttamente ai Giochi Olimpici di Londra 2012. Le ginnaste dell'aeronautica militare Elisa Santoni, Elisa Blanchi, Angelika Savrayuk, Romina Laurito, con le compagne Andreea Stefanescu e Marta Pagnini, hanno totalizzato 55.150 punti, precedendo le campionesse olimpiche della Russia (54.850) e la Bulgaria (54.125).
«Abbiamo messo in pedana la perfezione», spiega lucidissima Elisa Santoni, argento ad Atene, quarta a Pechino: «Abbiamo commesso un piccolo errore nell' esercizio con la palla, così eravamo consapevoli di dover essere perfette con i cerchi e i nastri. Abbiamo messo in pedana tutta la nostra energia e il lavoro di questi anni e ci siamo riuscite. Il nostro motto, d'altra parte, è testa e cuore. Siamo entrate in campo consapevoli del ruolo di campionesse del mondo. Adesso andiamo a Londra per riprenderci quello che ci è stato tolto nel 2008».
Il XXXI Campionato del Mondo di Ginnastica Ritmica regala alle azzurre altre due medaglie. Nella finale con i 3 nastri e 2 cerchi, il 26.725 della Santoni e compagne è sufficiente per conquistare la seconda medaglia d’argento. Stesso finale e stessa medaglia alle 5 palle, con la Russia in oro e la Bulgaria in bronzo. Commosso il prof. Agabio - affiancato dal Segretario Generale Michele Maffei e dal consigliere federale Roberto Settimi - il quale ha ricevuto immediatamente i complimenti telefonici del Presidente del Coni Giovanni Petrucci, rimasto a Roma. Per la Federginnastica sale a 15 il computo complessivo delle medaglie mondiali. 7 i pass olimpici ottenuti. «Ho solo complimenti per queste ragazze», racconta Emanuela Maccarani, il tecnico più titolato del nostro Paese. Soddisfatto il Presidente federale Riccardo Agabio: «Siamo arrivati qui da Campioni del Mondo e da Campioni del Mondo ce ne andiamo. Il nostro obiettivo minimo era la qualificazione olimpica. L’abbiamo centrato sia con la squadra che con l’individualista, migliorando la nostra partecipazione rispetto a Pechino. Poi questo terzo titolo iridato è qualcosa di più di una ciliegina. Ringrazio tutto lo staff e mi complimenti pure con le altre due individualiste, Alessia Marchetto e Federica Febbo che sono arrivate a ridosso della finale a 24. Sono giovani e brave, ne sentiremo parlare». Un movimento in crescita e che, lo speriamo, a Londra farà vedere altre grandissime cose.
19 settembre 2011. Volley, ripartire dall'argento europeo. Che spettacolo la pallavolo! Uno spettacolo che sarebbe potuto culminare in una medaglia d'oro tutto sommato più che meritata e che invece consegna ai nostri azzurri un secondo posto che non + un punto di arrivo, ma un checkpoint da cui ripartire con slancio.
A Vienna la Serbia ottiene dunque il titolo di Campione d’Europa di volley, mentre il team di Mauro Berruto si consola con l’argento pensando comunque di aver fatto un'ottima figura in una finale arrivata sei anni dopo il titolo continentale di Roma. La cosa più importante è riportare attenzione su questo sport, anche in vista dei prossimi Mondiali.
Parlavamo di spettacolo; quello garantito dai nostri "veterani", Mastrangelo (13 punti per lui) e Savani (20), unici superstiti del 2005 e quello promesso e mantenuto anche dalle nostre speranze per il futuro, come Andrea Bari (miglior libero), Buti, Parodi, Lasko. L'Italia deve ripartire dalla grinta, dalla voglia di vincere che trasuda ogni incontro che giochiamo e, perché no, anche dagli errori commessi: qualche ingenuità sottorete, qualche schema da rivedere, un po' di furbizia in più, che spesso può davvero fare la differenza.
La scommessa di fondo è dunque vinta: riportare la nazionale maschile ad un livello d'eccellenza che sembrava fosse stato smarrito. In questo senso Mauro Berruto è un commissario tecnico che ha tutte le carte in regola per costruire un ciclo importante facendo leva su ragazzi che sta aiutando a crescere nell'etica del lavoro. Questa squadra ha le carte per dare di più: lo si è visto, durante la finalissima, nel primo set, giocato con spietatezza, e nella rimonta del quarto, quando in realtà è venuto a mancare anche quel pizzico di fortuna che serve sempre.
Berruto ha dunque il compito di proseguire in questo cammino appena intrapreso, cercando di coinvolgere federazione e Coni in un accrescimento generale di un movimento che non deve conoscere pause di riflessioni. La prima verifica avverrà già a fine novembre, nel corso della Coppa del Mondo in Giappone: oltre a essere la prima manifestazione che qualifica ai Giochi 2012 di Londra, sarà un torneo presumibilmente massacrante, se si pensa al numero delle partite e degli spostamenti ravvicinati ai quali saranno costrette le varie squadre. La certezza intanto è una: l'Italia del volley maschile da oggi torna grande. Le altre grandi sono avvertite.