È successo
2012


7 maggio 2012. Coni e Governo, ferita ricucita. Lo scorso 18 aprile si è svolta presso il Salone d'Onore del CONI, la cerimonia di consegna dei Collari d'Oro al merito sportivo e dei Diplomi d'Onore per gli atleti e per le società, relativamente agli anni 2009, 2010 e 2011. L'incontro tra il presidente del CONI, Giovanni Petrucci con il Presidente del Consiglio dei Ministri, Mario Monti ha offerto molto spunti di riflessione.
Per prima cosa si sarebbe potuto trattare di un incontro imbarazzante, dal momento in cui l'ultima volta in cui Monti e Petrucci avevano avuto modo di interagire il premier aveva bocciato la candidatura per Roma 2020: per fortuna il rancore non è un sentimento che fa parte degli sportivi. Petrucci si rivolge così a Monti: «Ci siamo lasciati il 14 febbraio, il giorno di San Valentino: quel giorno la scintilla non scoccò. Avrà apprezzato la compostezza e la disciplina con cui abbiamo accettato la decisione presa nell'interesse del paese».
Poi il Presidente del Coni ha lanciato un appello nei confronti di tutti gli sportivi che hanno reso onore ai colori azzurri: «Con un calcio di rigore si vince una partita, con il rigore si salva il paese. E anche noi ci impegniamo, in questi giorni difficili, nel rigore dei conti. Con tutto lo sport italiano mi impegno a dire che il rigore sarà applicato a chi non rispetta l'etica e le regole dello sport, a chi troppo spesso si rivolge ai tribunali. È difficile diventare i numero 1 al mondo ma lo sport italiano è riuscito a primeggiare, siamo orgogliosi di rappresentare le eccellenze dello sport. In questo campo, lo spread lo dettiamo noi. Sappiamo che ci sono altre priorità e che siamo dietro. Cerchiamo il finanziamento automatico e sappiamo che sarà difficile ma chiediamo almeno la revisione di alcune leggi come quella del '91 sul professionismo, la legge sugli stadi, la tutela del marchio, di confermare l'autonomia dello sport. Stiamo preparando un libro bianco che può essere la base per una rivisitazione. Vorremmo che questa giornata fosse ricordata da lei come una tra le più care. Lo sport italiano la abbraccia».
Monti ha apprezzato il saluto di Petrucci: «Mi chiedo quale sarebbe stata la vostra accoglienza se interpretando in modo più incisivo lo spirito di San Valentino avessi accordato l'appoggio finanziario alla candidatura alle Olimpiadi, che sarebbe stata sicuramente quella vincente. Do atto al Presidente Petrucci e a tutto il mondo dello sport della rapidità con cui si è passati dalla delusione per la mancata candidatura alle comprensione delle ragioni alla base della decisione dell'Esecutivo. Serva la consapevolezza delle ragioni che le hanno determinate, e dall'altra la speranza, estendendo il concetto al Paese. Parlo di sport e dico che la passione per il ciclismo è una realtà storica: realtà perché vera e storica perché risale ad un secolo fa, se è vero che nel 1951 mio padre mi portò a vedere il Giro d'Italia, anzi no erano i Mondiali di Varese dove vinse lo svizzero Ferdi Kubler. Ma ora mi occupo del ciclo economico. Voi, con le vostre imprese, sono sicuro che continuerete a regalarci tante emozioni».
La cerimonia ha poi visto la premiazione di atleti e tecnici, da Valentina Vezzali al Ct della pallanuoto Campagna, fino ad Aldo Montano e Jessica Rossi. Emozione nel ricordo di Alberto Castagnetti, Piermario Morosini, Marco Simoncelli e Vigor Bovolenta. Ecco l'elenco di tutti gli atleti premiati con il Collare d'oro al merito sportivo:
GINNASTICA RITMICA - Elisa Blanchi, Giulia Galtarossa, Romina Laurito, Daniela Masseroni, Elisa Santoni, Anzhelika Savrayuk,
Campionesse Mondiali 2009 Concorso Generale Esercizio d’Insieme, Marta Pagnini e Andreea Stefanescu, Campionesse Mondiali 2011 Concorso Generale Esercizio d’Insieme
NUOTO - Valerio Cleri, Campione Mondiale 2010 Fondo 10 Km, Martina Grimaldi - Campionessa Mondiale 2010 Fondo 10 Km
PALLANUOTO - Arnaldo Deserti, Maurizio Felugo, Niccolò Figari, Pietro Figlioli, Deni Fiorentini, Valentino Gallo, Alex Giorgetti, Niccolò Gitto, Giacomo Pastorino, Amaurys Perez, Christian Presciutti e Stefano Tempesti, Campioni Mondiali 2011
PUGILATO - Domenico Valentino - Campione Mondiale 2009 Dilettanti - Cat. 60 Kg
SCHERMA - Andrea Baldini, Campione Mondiale 2009 Fioretto Individuale e a Squadre, Stefano Barrera, Campione Mondiale 2009 Fioretto a Squadre, Elisa Di Francisca - Campionessa Mondiale 2009 Fioretto a Squadre, Arianna Errigo - Campionessa Mondiale 2009 Fioretto a Squadre, Bianca Del Carretto - Campionessa Mondiale 2009 Spada a Squadre, Cristiana Cascioli - Campionessa Mondiale 2009 Spada a Squadre, Francesca Quondamcarlo - Campionessa Mondiale 2009 Spada a Squadre, Ilaria Salvatori - Campionessa Mondiale 2010 Fioretto a Squadre, Paolo Pizzo - Campione Mondiale 2011 Spada Individuale
SPORT PARALIMPICI - Francesca Porcellato - Campionessa Paralimpica 2010 Sci di Fondo - 1 Km Sprint
SPORT INVERNALI - Arianna Follis - Campionessa Mondiale 2009 Sci di Fondo - Sprint Individuale, Giuliano Razzoli - Campione Olimpico 2010 Sci Alpino – Slalom, Christof Innerhofer - Campione Mondiale 2011 Sci Alpino - Super G
TIRO A VOLO - Jessica Rossi - Campionessa Mondiale 2009 Fossa Olimpica Individuale
TIRO CON L’ARCO - Guendalina Sartori e Jessica Tomasi, Campionesse Mondiali 2011 Arco Olimpico a Squadre
Assenti giustificati ma ugualmente premiati: Daniele Molmenti - Campione Mondiale 2010 Slalom K1 (assente). CICLISMO - Tatiana Guderzo - Campionessa Mondiale 2009 Corsa su strada in linea individuale, Giorgia Bronzini - Campionessa Mondiale 2010 Corsa su strada in linea individuale, Campionessa Mondiale 2011 (Diploma d’onore). PALLANUOTO: Valentino Gallo e Matteo Aicardi, Campioni del Mondo 2011. SCHERMA: Nathalie Moellhausen - Campionessa Mondiale 2009 Spada a Squadre. SPORT DEL GHIACCIO - Carolina Kostner - Campionessa Mondiale 2012 Pattinaggio Artistico Individuale. TIRO A SEGNO- Niccolò Campriani - Campione Mondiale 2010 Carabina 10 metri.
Il diploma d'onore è stato quindi assegnato a:
GINNASTICA RITMICA- Elisa Blanchi, Romina Laurito, Elisa Santoni e Anzhelika Savrayuk,
Campionesse Mondiali 2010 Concorso Generale Esercizio d’Insieme e Campionesse Mondiali 2011 Concorso Generale Esercizio d’Insieme, Giulia Galtarossa e Daniela Masseroni, Campionesse Mondiali 2010 Concorso Generale Esercizio d’Insieme
NUOTO- Federica Pellegrini - Campionessa e Primatista Mondiale 2009 200 m. e 400 m. Stile Libero, Campionessa Mondiale 2011 - 200 m. e 400 m. Stile Libero
PUGILATO - Roberto Cammarelle - Campione Mondiale 2009 Dilettanti - Cat. +91 Kg, Giacobbe Fragomeni - Campione Mondiale 2009 WBC Pesi Massimi Leggeri, Simona Galassi - Campionessa Mondiale 2009 e 2010 WBC Pesi Mosca, Campionessa Mondiale 2011 WBC Pesi Mosca e IBF Pesi Super Mosca
SCHERMA- Andrea Cassarà - Campione Mondiale 2009 Fioretto a Squadre Campione Mondiale 2011 Fioretto Individuale, Aldo Montano - Campione Mondiale 2011 Sciabola Individuale, Simone Vanni - Campione Mondiale 2009 Fioretto a Squadre, Elisa Di Francisca - Campionessa Mondiale 2010 Fioretto Individuale e a Squadre, Arianna Errigo - Campionessa Mondiale 2010 Fioretto a Squadre, Margherita Granbassi, Campionessa Mondiale 2009 Fioretto a Squadre, Valentina Vezzali - Campionessa Mondiale 2009 Fioretto a Squadre, Campionessa Mondiale 2010 Fioretto a Squadre e Campionessa Mondiale 2011 Fioretto Individuale
SPORT INVERNALI - Armin Zoeggeler - Campione Mondiale 2011 Slittino Indiviauale
TIRO A VOLO - Francesco D’Aniello, Campione Mondiale 2009 Double Trap Individuale, Massimo Fabbrizi, Campione Mondiale 2011 Fossa Olimpica Individuale
TIRO CON L’ARCO - Natalia Valeeva - Campionessa Mondiale 2011 Arco Olimpico a Squadre
In più agli assenti: TENNIS - Sara Errani - Vincitrice della Fed Cup 2010, Flavia Pennetta e Roberta Vinci, Vincitrici della Fed Cup 2009 e 2010, Francesca Schiavone - Vincitrice della Fed Cup 2009, Vincitrice della Fed Cup e Grand Slam Roland Garros 2010. MOTOCICLISMO - Valentino Rossi - Campione Mondiale 2009 Velocità Moto GP

23 aprile 2012. 100 giorni ai Giochi, fervono i preparativi. Meno di 100 giorni all'inizio dei Giochi olimpici di Londra: nella capitale britannica si è tenuta una splendida festa floreale al Kew Gardens dove è stata piantata una quercia per ricordare la nascita delle Olimpiadi moderne. In Italia, nel frattempo, ci si domanda ancora chi sarà il nostro alfiere.
A a 100 giorni dal via dei Giochi olimpici gli organizzatori di Londra 2012 hanno svelato il loro slogan, che sarà «Ispirare una generazione». A questo proposito il presidente del Cio, Jacques Rogge, ha dichiarato di essere convinto che i Giochi di Londra ispireranno una generazione e la Gran Bretagna sarà all'altezza dell'avvenimento sportivo regalando al Mondo una accoglienza calorosa». Il comitato organizzatore ha ricevuto un riconoscimento dal presidente della commissione di coordinamento del Cio Denis Oswald che ha dichiarato: «Sentiamo che a Londra c'é già la febbre dei Giochi e siamo sicuri che la prossima sarà una estate come nessun altra in Gran Bretagna».
Nella capitale britannica impianti e infrastrutture sono pronti anche se non sono mancati alcuni contrattempi, tipo la difficoltosa distrubuzione dei biglietti e il quadruplicamento dei costi (arrivati a 9,3 miliardi di sterline, cioè 11,1 miliardi di euro) rispetto alle previsioni del 2005. Il discorso relativo alla sicurezza resta prioritario, dato che la minaccia terroristica è sempre viva: come ha commentato Sebastian Coe, presidente del comitato organizzatore «È impossibile avere la certezza che certi episodi non accadano. Il nostro dovere è provare a minimizzare i rischi». Nonostante i 650 milioni di euro stanziati per la sicurezza (budget raddoppiato rispetto a 12 mesi fa) e la più vasta mobilitazione di forze armate dai tempi della Seconda Guerra Mondiale (circa 23.500 persone impegnate nei controlli, di cui 3.800 agenti del controspionaggio al fianco della polizia e 13.500 militari, 4.000 dei quali attualmente dislocati in Afghanistan).
Anche l'Italia si prepara al grande evento: finora gli atleti qualificati sono 186 atleti, gli ultimi dei quali Wenling Tan Monfardini nel tennistavolo, Libania Grenot nei 400 metri e la Nazionale di Pallanuoto femminile. L'obiettivo dei nostri atleti, secondo quanto auspicato dal Coni, è la conferma del 9° posto nel medagliere, ottenuta quattro anni fa in volata sulla Francia. Sperando che arrivi a breve anche la qualificazione della Nazionale maschile di pallavolo, dove Petrucci spera prima o poi di agguantare una medaglia, la proiezione per Londra 2012 (redatta dal Coni sulla base dei primi tre posti delle prove olimpiche agli ultimi Mondiali) mostra che l'Italia riuscirà ad aumentare il numero di medaglie a 32.
Il Coni non ha ancora deciso quale sarà il nostro portabandiera. La scelta sembra ormai ridotta a quattro grandissime campionesse, Valentina Vezzali, Josefa Idem, Alessandra Sensini ed Eleonora Lo Bianco. Le tre donne sembrano favorite rispetto all'unico uomo papabile, Aldo Montano. Il nome sarà scelto solo verso metà giugno, quando si sarà completato il 'tabellone' dei qualificati. Il prescelto si recherà al Quirinale per la consegna del tricolore dalle mani del presidente della Repubblica. La Vezzali, classe '74 e la più giovane del terzetto, a Londra salirà sulla pedana dei Giochi per la quinta volta: in carriera ha già ottenuto 5 titoli; la Idem, si è presenta a Londra a quasi 48 anni di età con grande voglia di rivincita rispetto all'oro di Pechino perso al fotofinish (4 medaglie olimpiche in carriera con i colori azzurri, un bronzo con la Germania); la Sensini, 42 anni e 4 medaglie olimpiche, parteciperà alla sua sesta edizione dei Giochi; la numero 1 della pallavolo italiana, Eleonora Lo Bianco è supportata da un travolgente movimento nato su Facebook (dodicimila le 'firme' arrivate che il Coni potrebbe tenere in considerazione). Montano, classe '78, oro ad Atene e nipote del campione Aldo senior che vince l'argento olimpico proprio a Londra, nell'edizione del 1948.

16 aprile 2012. Pronto soccorso e sport, si può fare di più
. Il weekend appena trascorso è stato drammaticamente caratterizzato dalla prematura scomparsa di Piermario Morosini. La morte del giovane calciatore, avvenuta nel corso del match di serie B Pescara-Livorno, nonostante i tempestivi soccorsi, ha posto sotto la lente anche l'importanza delle attrezzature mediche nelle manifestazioni sportive. 
A questo proposito il presidente della Federazione medico sportiva Maurizio Casasco e quello della Federcalcio Giancarlo Abete, hanno voluto ribadire l'impegno nei confronti del primo soccorso. Casasco presenterà un piano dedicato a settembre al convegno mondiale di Roma. Si tratta fondamentalmente di un piano di intervento che avrà la finalità di eliminare i metodi artigianali: se a Pescare un cardiologo è sceso prontamente dalla tribuna per dare una mano ai soccorritori, «con il nuovo protocollo non sarà più necessario. La competenza c’è, quello che manca è aggiungere il concetto di prevenzione». E aggiunge: «In Italia il numero delle morti per arresto cardiaco è di gran lunga inferiore a quello degli altri paesi grazie all’opera di prevenzione che non ha riscontri all’estero. La gente neanche s’immagina quanti sono gli atleti che fermiamo e sottoponiamo a ulteriori controlli dopo aver ravvisato una o più patologie nella visita d’idoneità. È l’unico screening rimasto nel nostro paese dopo che sono venute meno le visite scolastiche e di leva».
Concetto ribadito da Abete: «Il nostro sistema di controllo è a ogni livello valutato all’avanguardia, prevedendo tra l’altro visite plurime per il nulla osta all’attività agonistica. C’è l’impegno concreto della Federazione, del Settore Giovanile e Scolastico, della Scuola Calcio di Coverciano, per preparare i nostri allenatori anche ad affrontare situazioni di emergenza medica. Prevenzione, gestione degli eventi e capacità d’intervento».
Disporre di un defibrillatore può aiutare a salvare le vite? Usandolo con criterio può ripristinare l’attività cardiaca se usato in tempo, considerando che le possibilità di sopravvivenza si riducono del 7-10% per ogni minuto di ritardo. Anche se la legge non lo impone, tutti gli organizzatori di eventi e i concessionari degli impianti dovrebbero pensare all’acquisto di un defibrillatore. Per la relativa formazione di personale bastano 12 ore e il costo non supera i 1500 euro. Certo, in Italia di disputano 700.000 partite di calcio all’anno e contando gli eventi di tutti gli altri sport si superano il milione di eventi; impossibile forse disporre di un medico, di un'ambulanza in ogni gara. Necessario, però, che ogni società sportiva disponga di almeno un tesserato che abbia frequentato il corso di soccorritore e che quindi sia in grado di intervenire tempestivamente in caso di emergenza. 
In realtà il dibattito che è scaturito dalla triste morte di Morosini ha decretato quasi all'unanimità che è il defibrillatore l'arma per combattere gli arresti cardiaci mentre si pratica attività sportiva. Ne è convinto, tra gli altri, Francesco Fedele, direttore del dipartimento di malattie cardiovascolari e respiratorie dell'università La Sapienza di Roma. Secondo Maurizio Santomauro, presidente del Gruppo emergenze cardiologiche, «Nei campi di gara italiani di tutti gli sport ci sono carenze abissali per quanto riguarda il numero di defibrillatori semiautomatici e di persone abilitate ad usarli; la cosa più importante è la persona formata secondo la legge, che riesce a usare il defibrillatore nei primissimi minuti: dopo 10 è già tardi. Poi, dev'esserci il sistema del 118 cui affidare la persona e, infine, l'ospedale».
A questo proposito molte province stanno in queste ore comunicando la decisione di dotarsi di un defibrillatore in ogni impianto sportivo; la strada da fare è ancora molta, ma morire di sport deve diventare sempre più difficile.

4 aprile 2012. Sportivi, in Italia sono sempre meno.
Gli allarmi relativi alla sedentarietà dei giovani italiani vengono diffusi ormai con una certa regolarità. Eppure non sembra che questi dati vogliano migliorare; analizziamo gli ultimi lavori che trattano questo delicatissimo tema.
Il primo prospetto aggiornato arriva direttamente dall'Istat ed è stato elaborato dal professor Antonio Mussino. Senza troppi giri di parole la ricerca lancia un deciso allarme: nel 2011 gli italiani sono stati gli ultimi in Europa (27° posto) quanto ad attività fisica svolta. Peggio di Romania (n. 25) e Grecia (n. 26). Classifica che vede ai primi tre posti Svezia, Danimarca e Paesi Bassi, al 10° la Francia, all'11° la Germania, al 12° la Gran Bretagna e al 13° la Spagna.
I dati spazzano via la mite ripresa registrata dal Coni del 2010 e preoccupano perché riguardano da vicino anche i giovani. Secondo l'Istat, infatti, nel decennio 2001-2011 si segnala un arretramento sportivo tra i bambini tra i 6 e i 10 anni, una crescita della percentuale di sedentarietà (+3,4%) nella fascia tra gli 11 e i 14 e di 2,4 in quella 15-17. Nel complesso il 21,9% degli italiani si dichiara "sportivo", il 37,9 "attivo", il 40,2 sedentario. Solo il 54% degli italiani si dichiara soddisfatto della possibilità offerte per lo sport nei 149.000 spazi dedicati sparsi nella penisola (di questi l'8-9% sono inutilizzati...); percentuale che in Olanda raggiunge il 90%. 
I dati, commentati dallo statistico Enzo D'Arcangelo sulle pagine di Repubblica dello scorso 1 aprile, mostrano un fenomeno nuovo di cui non eravamo abituati a parlare, ossia l'abbandono dell'attività sportiva in età adolescenziale. «Le generazioni precedenti iniziavano a fare sport più tardi, ma restavano fedeli, soprattutto nelle discipline di squadra. Oggi i genitori spingono nelle fasi iniziali, quando i figli hanno tra i tre e i sei anni, ma quando le famiglie fermano la loro azione e la scuola dovrebbe diventare protagonista, iniziano gli abbandoni. Che diventano rilevanti tra i 15 e i 17 anni». A quella età il ragazzo, assieme ai genitori, si rende conto che di sport molto probabilmente non camperà: quindi la passione e la voglia di praticarlo sfumano in maniera drammatica. È sbagliato il motivo che deve invogliare a fare attività sportiva: è assurdo pensare che nostro figlio a 10 anni sia destinato a diventare un campione dello sport... per poi fargli perdere gli stimoli nel momento in cui si acquista consapevolezza che non lo sarà mai!
Tutto il modello sportivo italiano mostra lacune allarmanti anche aggravate dalle crescenti difficoltà economiche delle famiglie e dalla difficoltà di saper coinvolgere i ragazzi in quelli che sono i reali benefici dell'attività fisica. Benefici illustrati in un volume edito da Il Mulino dal titolo Attivi e sedentari, psicologia dell'attività fisica, curato da Prati e Pietrantoni. Dalla sedentarietà all'obesità il passo è più breve di quanto non si pensi: la crisi, ancora lei, induce spesso a nutrirsi meno ma in maniera qualitativamente peggiore. Associare la sedentarietà a una cattiva alimentazione, sbagliata nei modi, nelle quantità e nei tempi, aumenta il rischio di vederci tutti trasformati, in un futuro non troppo lontano, come gli umani in viaggio nello spazio nel film d'animazione Wall-E

25 marzo 2012. Scommesse, le azioni preventive del Coni.
L'ombra delle scommesse aleggia sulle Olimpiadi e anche in Italia la paura che gli atleti possano cadere in tentazione è sempre più tangibile, forse anche a causa delle brutte esperienze maturate nel calcio. 
Per far fonte a sospetti e timori, la Giunta del Coni ha sottoscritto il divieto di scommesse nell'accordo di partecipazione per gli azzurri ai Giochi di Londra. Il documento, composto da 17 articoli dovrà essere firmato da ogni singolo atleta. Nell'accordo di parla ovviamente di doping; agli atleti che dovessero essere sorpresi a fare uso di sostanze vietate è riservata una multa di 100.000 euro di multa. Il documento rappresenterà «un impegno che gli atleti azzurri dovranno sottoscrivere prima dell'Olimpiade inglese e che sarà consegnato, con una cerimonia ufficiale, alla Commissione Nazionale Atleti». Per una più profonda ed efficace sensibilizzazione degli atleti, la prima copia del contratto verrà consegnata alla Presidentessa della Commissione Atleti del CONI, Diana Bianchedi. 
Quello che sorprende è che la stessa cifra è riservata anche a coloro che faranno abuso dei social network: gli atleti non solo non potranno scommettere e nemmeno incoraggiare o agevolare una qualunque persona a farlo (il divieto riguarderà anche la famiglia e lo staff dell'atleta), ma non potranno nemmeno pubblicare su Twitter o altri social network notizie sul proprio stato di salute o su quello di altri atleti. Ciò potrebbe aumentare il rischio di influenzare eventuali giri illeciti di scommesse. «Sarà fatta una normativa ben chiara», dice Gianni Petrucci; «non metteremo bavagli ma ci saranno delle limitazioni come il Cio suggerisce perché dobbiamo essere in regola con la comunicazione anche pensando alle scommesse che verranno effettuate sulle gare di Londra».
I timori delle scommesse nel mondo del calcio sono ancora vivi e lontani da essere spazzati via. Anzi sembra proprio che anche la prossima estate possano esplodere altri casi, come teme ancora Petrucci: «Se sarà un'estate calda? Temo quello che leggo sui giornali. Però mi sembra che non ci sia la minima preoccupazione di ciò che sta avvenendo, che è sotto gli occhi di tutti. Si parla sempre di futuro ma abbiamo sulle spalle, con l'Europeo alle porte, un problema pesantissimo. Nonostante ciò, si pensa solo a guadagnare qualche soldo in più, non ci si guarda in faccia e non ci si chiede che esempio si è dato. Il procuratore Figc Palazzi ha chiarito che darà un'accelerata rispettando i termini delle difese, pur sapendo che tante cose non le potrà avere perché i magistrati non possono darle». La speranza è che sia un'estate di sport, emozioni e lealtà: in Italia è ancora possibile?

18 marzo 2012. Voglia di formazione. L'ottima accoglienza che abbiamo riscontrato nel corso degli ultimi «D'Anna Per» ha fatto emergere, ancora una volta, la "fame" di formazione che hanno i docenti di Scienze motorie italiani. Una disciplina unica, insostituibile che necessita di maggiori attenzioni da parte di tutti.
Un docente tradizionale che insegna matematica, italiano, greco, chimica alle scuole medie e superiori, utilizza strumenti "convenzionati": libro, lavagna, registro, poco altro. Certo, le preoccupazioni delle cattedre legate alle materie "tradizionali" non mancano: occorre rispettare i programmi ministeriali (e i giorni spesso sono pochi tra scioperi, occupazioni, alluvioni e feste popolari), non tralasciare gli aspetti legati alle discipline, valutare periodicamente con prove orali e scritte... Il docente di Scienze motorie lavora con modalità operative molto diverse. 
Siamo abituati a pensare ai docenti di EF all'interno delle loro palestre pulite e ordinate, con i ragazzi entusiasti di fare finalmente la meritata ora di ginnastica. Ma il panorama scolastico italiano non è così: le scuole che dispongono di una palestra o di un cortile sono ancora troppo poche, le strutture sono fatiscenti, attrezzi e accessori spariscono dopo poche ore dall'acquisto e molti studenti si disinteressano ai benefici dell'attività fisica scolastica presentando giustificazioni e rifiutando anche solo di indossare la tuta. In questi casi, e sono tanti, sono altri i fattori che permettono alla nostra disciplina di andare avanti e di non essere cancellata dalle avversità: il carattere, la forza, la fantasia, la disponibilità e la voglia di non arrendersi che ogni giorno in tutte le scuole italiane dimostrano i docenti di Scienze motorie, Educazione fisica o ginnastica che dir si voglia.
La voglia di formazione, il desiderio di apprendere nuovi metodi di valutazione delle competenze, di conoscere nuovi supporti in favore dei soggetti con disabilità, di comprendere da vicino i reali bisogni di cui necessitano i nostri studenti, sono fattori che accomunano tutti i docenti di EF. Solo per questo meriterebbero maggiore rispetto e attenzione. I deboli segnali di approvazione che talvolta sembrano trasparire da parte del Miur devono incoraggiare ma non illudere: il lavoro da fare è ancora tanto. 
Da una parte occorre restituire completamente all'EF dignità e professionalità: in questo senso il compito del docente è quello di far sentire sempre e con forza la propria voce all'interno del collegio. Non solo: occorre dimostrare - e i libri di testo possono aiutarlo in questo senso - che determinati argomenti fondamentali per la crescita psicofisica dello studente vengono affrontati solo nell'ora di EF: si pensi ai problemi legati all'alimentazione, all'educazione sessuale, ai fattori che determinano la comunicazione, al vivere a contatto con gli animali e con la natura, oltreché al benessere che deriva la pratica abituale di una attività fisica. Affrontare certi argomenti con la propria classe permette al docente di EF di stringere in tanti casi un rapporto di estrema fiducia e confidenza con gli studenti; questo è un altro degli aspetti cruciali dell'importanza di questa materia. Infine i docenti di EF hanno la grande responsabilità di individuare e saper "coltivare" i talenti sportivi che emergono e che rappresenteranno i nostri campioni del domani.
Per concludere: che si svolgano a Milano, Bologna, Agrigento o Borgo a Buggiano, che si tengano nel Palazzetto della prima squadra, nel cortile al freddo, su un prato, nell'aula magna, nella palestra senza riscaldamento... in tutti questi casi le ore di Educazione fisica, giorno dopo giorno, formano in tutti gli aspetti (più di quanto si riesca a immaginare) i nostri giovani studenti, il futuro del nostro Paese. I docenti lo sanno e lavorano da anni, sempre più consapevoli, nonostante tutto. 
E se al ricevimento dei genitori non si presenta nessuno... pazienza! 

11 marzo 2012. Liceo sportivo, Profumo spiega come sarà. Il ministro della Pubblica Istruzione, Francesco Profumo, torna con forza a parlare del Liceo Sportivo e del ruolo fondamentale che ha l'Educazione fisica nel percorso formativo dei nostri studenti. Leggiamo i passaggi più interessanti dell'intervista rilasciata al quotidiano torinese La Stampa.
Il liceo sportivo, al via a partire dall'anno scolastico 2013-2014, «sarà un'articolazione del liceo scientifico e prevederà un incremento delle ore di educazione fisica e delle discipline connesse alla gestione del fenomeno sportivo». Alla base del progetto alcune ricerche che dimostrano (se mai ce ne fosse stato bisogno) che nella nostra scuola c'è ancora poca attenzione alla materia con tutto ciò che comporta: peggioramento della qualità della vita e il conseguente aumento dei costi nel corso della vita per porvi rimedio. 
«Alla fine dell'anno scolastico in corso sarà approvato definitivamente il regolamento, che ha già ottenuto il parere positivo del Consiglio nazionale della Pubblica Istruzione con alcune proposte di arricchimento del testo che abbiamo recepito ed è in corso di acquisizione il parere del Consiglio di Stato». Nel corso del prossimo anno scolastico andranno a regime le decisive fasi che prevedono la formazione degli insegnanti, la ricerca e alla ricerca delle strutture. 
Il nuovo corso di studi ha come obiettivo quello di andare incontro ai giovani studenti che dimostrano attitudine agli sport e che spesso incontrano difficoltà nel conciliare gli allenamenti con le ore di studio: «È già in corso una sperimentazione per alunni-atleti che per periodi lunghi non possono frequentare le lezioni perché impegnati nelle gare. Si articola in una serie di accordi con le scuole dove sono iscritti questi ragazzi. Varie le modalità: dalle lezioni a distanza, grazie alle nuove tecnologie, alle attività tutoriali specifiche quando tornano a scuola». In questo senso il ministro ricorda le due sperimentazioni ad oggi già in atto: la prima prevede un corso di alfabetizzazione motoria nella scuola primaria. Essa coinvolge al momento solo alcune realtà, grazie a un protocollo d'intesa con il Coni, che contribuisce con 5 milioni di euro e con il Miur, che ha investito 2,5 milioni. La seconda coinvolge tutte le scuole e prevede «un investimento di 60 milioni di euro per finanziare le ore aggiuntive dei docenti di educazione fisica che, oltre alle attività curriculari, formano i ragazzi, compresi quelli diversamente abili, che svolgono attività sportiva agonistica. L'obiettivo è quello di prepararli alle gare provinciali e nazionali».
Come scrive Giulia Zonca ancora dalle pagine della Stampa, essere studenti e atleti è sempre più difficile: «La giornata è sempre in salita perché la sveglia suona davvero presto, le ore sono troppo piene e gli extra non ci stanno mai. Essere campione e studente insieme in Italia è difficile perché è tutto fai da te: se riesci a strizzare la tua vita nello zaino quotidiano bene, altrimenti o molli lo sport o ti fai bocciare». Il nuovo liceo sportivo potrebbe rendere sicuramente più semplice la vita dei nostri atleti del futuro, impedendo di costringerli a scegliere tra istruzione e sport. 

Pagine: 1  2  

Pianeta Scuola Pianeta Scuola
    L'Ingrediente del Successo L'Ingrediente del Successo