È successo
2006 - 2007
Nuoto, emozioni azzurre [17 dicembre 2007] La difficoltà di uno sport come il nuoto è senza dubbio l’approccio alla gara; all’atleta non è permesso sbagliare, non è permesso nessun calo di concentrazione. In pochi secondi occorre dare il massimo e dimostrare di essere arrivati al momento della gara in perfette condizioni fisiche e mentali. Agli Europei di Debrecen gli atleti italiani hanno vinto nove medaglie (2 ori, 3 argenti e 4 bronzi). Nell’ultima giornata due tra i più forti protagonisti del nuoto azzurro hanno centrato il gradino più alto del podio e questo risultato non fa che confermare l’ottimo stato di forma dei nostri nuotatori. Filippo Magnini ha vinto nei 200 stile libero, staccando in volata il tedesco Biedermann; nella stessa finale Massimiliano Rosolino si è visto sottrarre il terzo gradino del podio dal polacco Korzeniowski, finendo quarto. Alessia Filippi ha conquistato i 400 misti mostrando una grinta e una professionalità davvero sorprendenti; ha iniziato la gara con tranquillità, iniziando a spingere solo dai 100 metri. Ai 150 ha sorpassato la Belmonte e nell’ultimo ha pensato ad amministrare il vantaggio. Un applauso anche a Paolo Bossini, secondo nei 200 rana (record italiano in 2’05"82). Compatta e "affamata" la compagine azzurra del nuoto italiano, forse la più forte di sempre, si prepara per i Giochi di Pechino: il bello deve ancora arrivare!
Lo sci che parla italiano [10 dicembre 2007] Un appassionante weekend di gare di Coppa del Mondo di sci in Italia caratterizzerà il weekend pre-natalizio. Venerdì 14 il Super G maschile, sabato 15 la discesa libera in Val Gardena; domenica 16 in Alta Badia (Corvara) per le due gare di tecnica. Per concludere in bellezza il 29 dicembre si disputerà la discesa libera a Bormio, sulla suggestiva pista Stelvio teatro dei Mondiali e futuro scenario (12-16 marzo) delle Grand Finals di Coppa del Mondo. Massiccia la partecipazione degli atleti italiani, molti dei quali già protagonisti della classifica iridata. In Austria Manfred Moelgg ha chiuso al terzo posto (quarto podio consecutivo fra i rapid gates) e questo risultato gli è valso il secondo posto nella classifica di specialità con 120 punti alle spalle di Benni Raich a quota 136. Con questi risultati Moelgg si sta dimostrando campione capace di imporsi nelle due specialità tecniche: ieri secondo in gigante, oggi terzo in slalom. Non succedeva in Casa Italia dai tempi di Alberto Tomba e la vittoria è solo rimandata. L’altro azzurro Patrick Thaler ha chiuso al quarto posto a 17 centesimi dal podio di Moelgg. Quinto è Cristian Deville a 98 centesimi da Raich. Tre italiani nei primi cinque: è arrivata la nuova Valanga Azzurra!
Vezzali e le regine del fioretto [3 dicembre 2007] Valentina Vezzali ha 33 anni ma a lasciare lo scettro di signora indiscussa del fioretto italiano non ci pensa lontanamente. La vittoria della medaglia d’oro ai Mondiali di Scherma di San Pietroburgo ha arricchito un palmares fenomenale: 10 ori tra Europei, Mondiali e Olimpiadi, 9 Coppe del Mondo (su 11 partecipazioni!), 52 tornei totali conquistati. Quello che non è stato vinto da Valentina, è stato "raccolto" da Giovanna Trillini, 37enne monumento della scherma azzurra. In mezzo anche le scorribande del terzo talento tutto italiano, Margherita Granbassi, il cui futuro è ancora certamente tutto da scrivere.
Il 2005 è stato l’anno più difficile per Valentina Vezzali: alla gioia per la nascita del figlio Pietro si è contrapposta la necessità di tornare in forma in vista dei Mondiali. Impresa più che riuscita, come ha dimostrato il risultato finale (dove si è presa la rivincita sulla Granbassi). Il primo oro olimpico giunse da Sidney (ad Atlanta, nel 1996, fu "solo" argento"); il prossimo sarà quello di Pechino?
In cammino verso il Sud Africa [26 novembre 2007] A Durban la Fifa ha sorteggiato quelli che saranno i gironi di qualificazione per il Mondiale del 2010. Un vero e proprio torneo del torneo che regalerà senza dubbio molte emozioni. L’Italia di Donadoni è stata inserita nel gruppo B, assieme a Bulgaria, Irlanda, Georgia, Cipro e Montenegro. Così il ct: «Sulla carta non sembra un girone complicato; ma il Montenegro è dotato di tecnica, così come l’Irlanda e la Bulgaria ha una grande tradizione alle spalle».
La Bulgaria si appoggia sulle spalle di Bojinov ma ha un presente tutt’altro che eccellente; l’Irlanda di Robbie Keane non ha ancora deciso il nome del nuovo allenatore, colui che prenderà il posto lasciato vuoto dall’esonerato Steve Staunton. La Georgia, affrontata nel corso delle qualificazioni agli Europei, è un avversario conosciuto dagli azzurri e certamente poco temibile. Può riservare qualche sorprese il Montenegro che in squadra vanta il romanista Mirko Vucinic (ma in classifica la Nazionale è solo al 172° posto). Cipro, infine, non sfida gli azzurri dal 1992 (in 7 incontri abbiamo vinto 6 volte e pareggiato una) ed è allenata da Angelos Anastasiades.
Insomma si tratta di avversarie modeste: basterà non complicarsi la vita.
Una squadra eccezionale [19 novembre 2007] Fiumi d’inchiostro sono stati scritti - e continueranno ad esserlo - sulla magnifica prestazione dell’Italia del volley ai Mondiali giapponesi. Le ragazze guidate da Massimo Barbolini, fresche vincitrici dell’Europeo, si sono imposte travolgendo qualsiasi squadra gli si parasse davanti, ottenendo l’accesso al torneo olimpico e il trionfo mondiale. Tenendo conto della lunghezza e dell’impegno di una competizione di questo tipo, la squadra ha dimostrato incredibile maturità: la rotazione delle giocatrici è stata perfetta, tutte hanno avuto il loro momento "indispensabile" e lo hanno saputo sfruttare al meglio. Al termine della competizione Simona Gioli è stata eletta miglior giocatrice del torneo e miglior muro, Paola Cardullo miglior libero. Tai Aguero ha dimostrato di essere una delle più forti giocatrici del mondo, Francesca Piccinini è tornata a livelli stratosferici. E tutte le altre: Sara Anzanello, Jenny Barazza, Paola Cardullo, Antonella Del Core, Francesca Ferretti, Martina Guiggi, Eleonora Lo Bianco, Serena Ortolani e Manuela Secolo. Così il ministro Melandri: «Le ragazze della Nazionale italiana di pallavolo non finiscono mai di stupire gli appassionati; la vittoria della World Cup, all’indomani della qualificazione alle Olimpiadi di Pechino, corona una stagione davvero incredibile». Queste le parole del presidente federale Carlo Magri: «Queste ragazze sono andate al di là del risultato tecnico della conquista della Coppa e del pass olimpico». 21 successi consecutivi che potrebbero diventare ancora di più: questa squadra ha un futuro davanti che è ancora tutto da scrivere!
Lutto e follia in una tragica domenica [12 novembre 2007] A 10 mesi di distanza dalla tragica scomparsa di Filippo Raciti un altro episodio di violenza urbana si lega involontariamente al mondo del calcio e scatena la follia degli ultrà. Domenica mattina, autogrill di Badia al Pino: una rissa verbale e fisica tra 2 gruppi di persone (tifosi della Lazio diretti a Milano e tifosi della Juventus diretti a Parma) attira le attenzioni di una pattuglia della polizia stradale di Battifolle. Un agente esplode due colpi intidimidatori dall’altra parte del guard rail; il primo in aria, il secondo inavvertitamente mentre è in corsa. Questo colpo uccide Gabriele Sandri, 28 anni, che si trovava a bordo di una delle vetture dei tifosi che nel frattempo si stavano allontanando.
Questo tragico incidente ha fatto innescare una folle catena di reazioni da parte di molti gruppi di ultrà: dato che si è deciso di non sospendere le partite in programma, ma solo di posticiparle di 10 minuti, la violenza è scoppiata incontrollata. A Bergamo il match tra Atalanta e Milan è stato sospeso perché gli ultrà stavano per invadere il campo dopo aver devastato le tribune; a Milano un corteo inizialmente pacifico degenera in una sassaiola verso il commissariato di via Novara; a Roma gruppi di romanisti coalizzati con laziali hanno dato vita a scene di guerriglia indirizzate verso due caserme e la sede del Coni. Decine di feriti, auto incendiate, vetrine dei negozi distrutte. La rabbia nei confronti di una tragedia che andava evitata è legittima ma le reazioni degli individui coinvolti sono barbariche. E lo sport dov’è finito?
Baldini, quarto posto a New York [5 novembre 2007] L’immagine delle migliaia di partecipanti alla maratona di New York che iniziano la corsa sul ponte di Verrazzano è uno dei simboli più belli dello sport. Anche se da molti anni a questa parte il Kenya e suoi rappresentanti sta dominando il panorama mondiale delle maratone, il fascino della gara più faticosa e spettacolare dell’atletica resta immutato. L’edizione numero 38 della maratona di New York è stata vinta da Martin Lel con il tempo di 2 ore, 23 minuti e 9 secondi; il kenyota, che corre per il team lombardo di Gabriele Rosa e si allena a Franciacorta, aveva già trionfato alla corsa di Londra, proprio quest’anno.
Sorride anche il tricolore, grazie alla superba prova di Stefano Baldini; l’azzurro, a 36 anni suonati, ha chiuso la gara al 4° posto, facendo fermare il cronometro a 2 ore, 11 minuti e 9 secondi. 6° posto per l’altro azzurro Ruggero Pertile. Così il campione olimpico al termine della gara: «Una corsa molto nervosa con strappi violenti fin dai primi chilometri; non avevo troppe energie ma la rimonta sul finale è andata bene».
Tra le donne trionfo di Paula Radcliffe: al termine della gara la primatista inglese è corsa ad abbracciare la figlia, partorita solo 9 mesi fa.
Emozioni anche per Alex Zanardi, 4° classificato nella categoria hand bike: l’anno prossimo ci sarà ancora.
Arbitri, calcio, infelici e scontenti [29 ottobre 2007] Al termine dell’ennesima domenica "sbagliata" - dal punto di vista delle decisioni arbitrali - il mondo del calcio s’interroga sul futuro del sistema arbitrale. Chi si aspettava dalla nuova gestione del designatore Pier Luigi Collina maggiore correttezza e una drastica diminuzione degli errori, si è dovuto ben presto ricredere; anche il campionato in atto è caratterizzato da tanti - troppi - errori umani clamorosi. Gli ultimi, in ordine di tempo, quelli che hanno penalizzato la Juventus a Napoli: l’arbitro Bergonzi ha concesso 2 rigori clamorosamente inesistenti. Il tecnico Ranieri da una parte e il portierone Buffon dall’altra hanno espresso i loro malumori; rivedendo le immagini in tv è apparso lapalissiano che l’arbitro e gli assistenti abbiano commesso due errori molto gravi. Sbagliare è umano ma non è normale che il telespettatore da casa (in pochi secondi) abbia la possibilità di rendersi conto che un fallo è inesistente e un arbitro invece non abbia la facoltà di accorgersi che sta prendendo un granchio. Il presidente del Napoli De Laurentis non è sciocco da non ammettere che i rigori non c’erano e aggiunge: «Quando finalmente sarà applicata la moviola in campo allora la finiremo con questa commedia che va bene solo ai media». È vero: la moviola in campo annienterebbe in un colpo quella proposta negli studi televisivi: due piccioni con una fava!
Raikkonen Campione del Mondo [22 ottobre 2007] Luca di Montezemolo l’aveva assicurato: «Lotteremo fino all’ultima curva». In realtà il Campionato di quest’anno di F.1 è durato anche oltre le canoniche curve della pista di Interlagos; un campionato caratterizzato dai colpi di scena, da regolamenti inediti e per questo difficili da far rispettare, da una spy story che ha macchiato in maniera indelebile la storia della stagione. Ha vinto il finlandese di ghiaccio, il riservato Kimi Raikkonen. Ma ha vinto una squadra, un team fatto di uomini e di umanità che hanno saputo costruire qualcosa di eccezionale, inatteso ma sperato e cercato fino all’ultimo GP. L’uomo del weekend resta comunque Felipe Massa: la Ferrari ha creduto in lui, gli ha rinnovato il contratto, e lui ha ripagato dominando la corsa di Interlagos e quindi consegnando la vittoria al collega. «Non ero più in corsa per il titolo e mi sono messo al servizio del team». Ecco chi è mancato alla McLaren. Il giallo di fine corsa, e il ricorso del team di Ron Dennis hanno contribuito a rendere questo campionato ancora più lungo e ancora più appassionante. Ora però basta polemiche: è tempo di festeggiamenti; dopo la Ducati ha vinto un’altra rossa.
Donadoni, sprint europeo [15 ottobre 2007] Il ct Roberto Donadoni è atteso da una piccola finale mondiale; il prossimo 17 novembre, infatti, gli azzurri sono chiamati alla vittoria contro la Scozia per centrare la sudatissima qualificazione all’Europeo 2008. La classifica del gruppo vede Scozia, Italia e Francia rispettivamente a 24, 23 e 22 punti; solo una vittoria contro gli scozzesi garantirebbe agli azzurri la conquista della qualificazione e il successivo (e ultimo) match contro le Isole Far Oer a Modena sarebbe perfetto per festeggiare il traguardo raggiunto. La mancanza di 6 campioni del Mondo, infortunati o lasciati a riposo, si è fatta sentire più di quanto fosse doveroso aspettarsi: la speranza è quella di poter contare a novembre almeno su Cannavaro, Zambrotta, Perrotta e Camoranesi.
L’ex tecnico del Livorno da quando è diventato ct azzurro non ha mai potuto sbagliare; e se i punti sono arrivati, è mancato il gioco. Il contratto di Donadoni scadrà nel 2008 e sarà rinnovato solo in caso di obiettivo centrato; da un angolo spunta l’ombra di Marcello Lippi: potrebbe tornare sulla panchina dell’Italia? «Mai dire mai».
Marion Jones, fine di un’atleta [8 ottobre 2007] Il dramma del doping è tornato clamorosamente d’attualità dopo la confessione di Marion Jones; l’atleta americana fu coinvolta nel 2003 nello scandalo Balco, la società di Victor Conte che forniva medicinali vietati a molti atleti più o meno famosi (tra gli accusati anche Tim Montgomery, ex compagno della Jones). In particolare, il medicinale incriminato era il Clear, una sostanza a tutti gli effetti classificata come PED (performance enhancing drugs); la Jones ha creduto per 2 anni che il suo allenatore Trevor Graham gli stesse somministrando dell’olio di semi di lino. Come si legge dalla lettera scritta ai suoi familiari poco prima della confessione nel 2003, finalmente, capì: «mi mostrarono il Clear e mi dissero che si trattava effettivamente di un PED, capii che ciò che mi era stato dato e che avevo preso era una sostanza illecita e mentii. Mentii per vari motivi. Mentii perché fui presa dal panico. In quel momento mentii anche per proteggere il mio allenatore. Mentii per difendere tutte le persone per le quali avevo lavorato così duramente in tutta la mia vita e la mia carriera. Infine mentii anche per salvare me stessa. Era una cosa incredibilmente stupida da fare». [la lettera integrale si legge sul sito Spysport a questo indirizzo].
Marion Jones ha 31 anni, la sua carriera è finita, rischia di perdere le medaglie olimpiche conquistate a Sydney (tre ori e due bronzi) e fino a sei mesi di carcere. «La Jones - ha detto il presidente del comitato Peter Ueberroth - ha imbrogliato il nostro sport, i compagni di squadra, gli avversari e il suo paese. Ora ha l’occasione di fare delle scelte diverse restituendo le sue medaglie olimpiche».
Un fantastico weekend azzurro [1 ottobre 2007] Quello trascorso è stato un altro weekend ricco di emozioni per gli amanti dei colori azzurri e dello sport in generale. Smaltita la delusione per l’eliminazione dal Mondiale della nostra squadra di rugby, sono iniziate le soddisfazioni. Dal ciclismo, per cominciare: Marta Bastianelli prima, Paolo Bettini dopo. L’azzurra di 20 anni ha trionfato al Mondiale di ciclismo femminile ben 10 anni dopo il successo della Cappellotto. Bettini, dopo una settimana di veleni e polemiche (l’esclusione di De Luca, le accuse di McQuaid), è sceso in pista con la rabbia e la voglia di vincere capaci di caricarlo come una molla; e al traguardo, iridato bis da storia del ciclismo, ha urlato la sua gioia tra lacrime e "spari". Una squadra perfetta - Ballan, Pozzato, Cunego, Bertolini - ci ha creduto fino in fondo ed è l’autrice del successo. Questo è il ciclismo che ci piace; come ha detto Marta dopo la sua vittoria «Sento dire che l’Italia del ciclismo è sporca, ma non è vero e lo stiamo dimostrando».
Ai Mondiali di scherma di Pietroburgo Andrea Baldini ha vinto la medaglia d’argento nel fioretto (oro a Joppich). Infine il successo più inaspettato seppur meritato: le azzurre del volley hanno vinto il Campionato Europeo. Nonostante le critiche della vigilia, quella costruita da Barbolini si è rivelata la più forte delle Nazionali da molti anni a questa parte: un team compatto, grintoso, che per 10 giorni ha dimostrato di giocare al livelli stratosferici.
Ducati, trionfo italiano [24 settembre 2007] Se nella Formula 1 la maggior parte dei tifosi italiani tifa Ferrari così non accade nel mondo delle 2 ruote: molti preferiscono tifare per il pilota di casa, piuttosto che per la casa che ci rappresenta. Ma comunque la si veda l’impresa compiuta quest’anno dalla Ducati, casa di Borgo Panigale (Bologna), è stata incredibile; avvalendosi di un pilota giovane e talentuoso, l’australiano Casey Stoner, l’azienda nata nel 1926 ha sbaragliato la concorrenza di case motociclistiche giapponesi che vantano dipendenti, fatturati, numeri di ben altra caratura. La conquista del Mondiale è oltretutto avvenuta in Giappone e nello stesso giorno l’altro pilota Ducati Loris Capirossi ha vinto la gara. Il titolo torna in Italia 34 anni dopo l’ultimo successo di una casa nostrana (al tempo fu vinto dalla MV Agusta); Ducati ottenne la prima vittoria iridata in un GP nel 1956, nella classe 125, con Gianni Degli Antoni che trionfò in una corsa non titolata in Svezia. Negli anni ’70, grazie alle imprese di Paul Smart nella 200 Miglia di Imola, il marchio italiano conobbe prestigio e si affermò anche all’estero; negli anni ’90 Ducati ottenne il primo mondiale della categoria Superbike grazie a Raymond Roche e la rossa 888. Prima di Casey Stoner, vincitore di 8 Gp stagionali, il pilota più vittorioso della Ducati nel Motomondiale era stato Loris Capirossi. Ancora pochi punti e Ducati conquisterà anche il Mondiale costruttori: grazie ai trionfi di Aprilia nelle classi 125 e 250, l’Italia totalizzerà un en-plein che mancava dal 1960.
Motori in primo piano [17 settembre 2007] La doppietta Ferrari conquistata in Belgio è arrivata dopo una delle settimane più critiche per la Formula 1. La sentenza di Parigi che ha penalizzato la McLaren, oltre a far scricchiolare l’intero circus, ha lasciato comunque l’amaro in bocca a tutti coloro che ritenevano in parte responsabili anche i piloti della scuderia di Ron Dennis. Raikkonen e Massa hanno dimostrato di voler riaprire anche il Mondiale piloti e solo nei prossimi tre GP sarà eletto il Campione del Mondo.
Passando al mondo delle 2 ruote raccontiamo del ritorno alla vittoria di Valentino Rossi; la Ducati e Stoner sono costretti a rimandare la festa perché all’Estoril il "Dottore" è tornato in forma e, dopo uno splendido duello all’ultimo sorpasso con Pedrosa, ha centrato una bella vittoria.
Valentino ha dedicato il successo alla scomparsa dell’amico Colin McRae, campionissimo di rally morto sabato pomeriggio in un incidente d’elicottero in Scozia con il figlioletto e altri 2 passeggeri. McRae aveva 39 anni ed è stato con Richard Burns il solo britannico ad essere divenuto Campione del Mondo.
Powell più veloce di se stesso [10 settembre 2007] Asafa Powell è reduce da un mediocre Mondiale di Osaka; Gay e Atkins lo avevano preceduto nella gara dei 100 metri e per lui era rimasta solo la medaglia di bronzo (9.96 il tempo). Al meeting di Rieti - si legge nel sito ufficiale dell’evento -, nella pista di una città piccola così: una pista che non è più corta, che non è truccata, che non è nient’altro che un anello circondato dalla passione e l’amore per questo sport in cui vincere significa accorciare i tempi o allungare le misure, Powell ha dimostrato ancora una volta di essere il più veloce del mondo.
«È venuto naturalmente, con grande facilità. Sapevo di stare molto bene. Ho lavorato molto dopo la delusione di Osaka, per correggere tutti i miei sbagli. Ho ascoltato il mio allenatore, stavolta ero molto più fluido. Zero tensione. Zero pressione addosso. Ho corso bene anche gli ultimi 40 metri stavolta, anzi se non avessi mollato gli ultimi passi avrei avvicinato il 9.70. A questo punto so che posso farlo ed è stato bello scoprirlo qui, in una pista bella veloce». E così gli fa eco Sandro Giovannelli, il direttore del meeting: «Asafa ha realizzato un’impresa, stasera. Sapevo che quello di Osaka non era il vero Powell e sono felice che lui ed il suo staff abbiano scelto Rieti per dimostrarlo a tutto il mondo». Grandissimo Powell, dunque, anche se all’atleta mancano i sigilli e le medaglie dei grandi avvenimenti sportivi. I margini di miglioramento ci sono e chissà che, a breve, questo straordinario 9.74 non possa essere ancora migliorato di nuovo.
I numeri dei Mondiali di Osaka [3 settembre 2007] Emozioni, record, momenti di sport di altissimo livello; i Mondiali di atletica non hanno deluso chi si aspettava una grande rassegna di campioni. Ben 22 Nazioni sono state in grado di conquistare almeno una medaglia d’oro; due anni fa, ad Helsinki 2005, c’erano riuscite in 21 (il record resta alla rassegna di Atene 1997, quando furono 25). Complessivamente quest’anno 46 Nazioni hanno vinto una medaglia; si tratta del record assoluto, dato che il precedente record di 43 era stato raggiunto a Goeteborg 1995 e a Parigi 2003. La classifica a punti, che tiene conto dei piazzamenti dei primi 8 atleti in ogni gara, vede trionfatori gli Stati Uniti con 249 punti e 14 medaglie d’oro, seguiti da Russia (191) e Kenya (123).
E parliamo dell’Italia, 15ª nella classifica a punti (30), secondo peggior risultato di sempre dopo Helsinki 2005. 3 medaglie per la nostra compagine, 2 argenti e un bronzo, sono un bottino piuttosto misero. Gli atleti più quotati non hanno deluso le attese, eccezion fatta per Ivano Brugnetti, squalificato nella 20 km di marcia, Magdalin Martinez, solo 6ª nel salto triplo anche a causa del recente infortunio e Chiara Rosa, che ha chiuso all’8° posto nella finale del lancio del peso. Per fortuna Howe, Schwazer e Di Martino hanno dimostrato di avere la mentalità giusta per competere ad alti livelli. Nonostante l’ottimismo mostrato dal tecnico Selvaggi - che ha sempre ribadito di aver puntato sulla qualità degli atleti e non sulla quantità -, è però evidente che molto lavoro debba essere fatto in vista dei Giochi di Pechino del prossimo anno: servono forze giovani, serve una rinnovata e da tempo invocata crescita del movimento dell’atletica nel nostro paese. Una spinta che può e deve nascere anche dal mondo della scuola.
L’atletica per i giovani [27 agosto 2007] L’atletica sta perdendo il suo appeal, in particolare sui giovani. È questa la preoccupazione di Sir Sebastian Coen (vicepresidente Iaaf, a capo del comitato organizzatore delle Olimpiadi di Londra 2012), ma anche di un ex campione come Michael Johnson. Coen pensa che l’atletica sia uno sport troppo conservatore, lontano dal mondo dei giovani, e quindi lontano dalla scuola, dove sempre meno ragazzi scelgono di praticare le discipline dell’atletica leggera. A pochi giorni dall’apertura dei Mondiali di Osaka, Coen riflette sullo stato dell’atletica e, per il suo rilancio, punta su una comunicazione diversa, che sappia sgombrare il campo da scetticismo e disaffezione: di fronte alle prestazioni degli atleti di oggi il pubblico è molto scettico, dubita della loro genuinità, il sospetto del doping è spesso troppo presente nelle menti degli osservatori.
Fondamentale è quindi recuperare credibilità, missione possibile anche attraverso l’aumento dei controlli, così come si è scelto di fare negli Stati Uniti; qui anche il presidente Bush in persona ha alzato la voce intimando di allontanare una volte per tutte lo spettro del doping dalle competizioni agonistiche. Aspettando la maratona di sabato 25 agosto, insolitamente scelta come gara di apertura dei mondiali, la speranza è quindi quella di vedere sempre più giovani sulle piste d’atletica o sugli spalti a seguire Asafa Powell (primatista mondiale dei 100 m) o il nostro Andrew Howe.
Valentino Rossi e la terribile estate 2007 [20 agosto 2007] Non c’è ombra di dubbio che la star sportiva di cui si è più discusso in questa estate del 2007 sia il nostro campionissimo delle 2 ruote Valentino Rossi. Tutto ha avuto inizio lo scorso 9 agosto: dopo un’indagine apposita il Fisco si è accorto che il Dottore non aveva dichiarato 60 milioni di euro. Per il campione è scattata la denuncia alla procura della Repubblica di Pesaro: le ipotesi di reato sono omessa dichiarazione dei redditi e dichiarazione infedele. Somma totale dovuta: 112 milioni di euro. Secondo gli ispettori del Fisco Rossi, dichiarandosi cittadino inglese, avrebbe scampato al pagamento delle tasse italiane. In Gran Bretagna, dove effettivamente ha una piccola casa, ha dichiarato un reddito di 825.000 sterline (circa un milione di euro) nel 2001, un milione di sterline per il 2002 (circa 1,6 milioni di euro) e 650.000 sterline per il 2003 (circa 1 milione di euro). In Italia avrebbe dichiarato redditi da fabbricati per importi irrisori. Ma Valentino, in Italia, ci vive eccome: possiede 8 autovetture di grossa cilindrata, assicurate a Pesaro e, nel porto turistico di Vallucola ormeggia uno yacht modello Pershing 46+4, denominato "Titilla". Qualcosa non torna.
Barricato in un legittimo - ma si spera non duraturo - silenzio stampa, il nostro Valentino non può consolarsi in pista. Nella gara di Brno, in Repubblica Ceca, è giunto solo 7°, arrancando tra gomme ancora inaffidabili e un motore, quello della sua Yamaha, troppo lontano dal topo delle prestazioni. Casey Stoner, vincitore dell’ultimo GP, viaggia ormai a 60 lunghezze di distanza e il titolo sembra assegnato.
Calcio: sarà un anno senza violenza? [23 luglio 2007] Dopo tanto parlare di steward eccone l’identikit nel decreto di 8 articoli in esame alle Commissioni Cultura a Affari Costituzionali: età tra i 30 e i 50 anni, prestanza fisica adeguata, «buona salute fisica e mentale», nessuna condanna a più di tre anni a carico. Gli steward saranno alle dipendenze delle società sportive, che si dovranno preoccupare sia del loro addestramento che di controllarne i requisiti: se si dovesse scoprire che uno dei vigilantes ha, ad esempio, una fedina penale sporca per condanne superiori a tre anni, il club dovrebbe pagare una sanzione pari ad un massimo di 100mila euro.
Nel decreto si definiscono i compiti degli steward: controllare gli spalti prima delle partite, rimuovere eventuali oggetti illeciti, garantire il libero accesso alle vie di fuga, impedire l’ingresso a chi non è in regola, segnalare alle forze di polizia chi trasgredisce, così come i minori trovati senza documenti. Ad ogni partita di calcio ogni 150 spettatori dovrà essere presente uno steward, e negli impianti con capienza superiore ai 7500 posti si prevede la figura del «capo steward» che, equiparato di fatto ad una guardia giurata, potrà girare armato.
Il 25 luglio è stato firmato presso il ministero delle Comunicazioni, alla presenza di ministri Gentiloni e Melandri, il Codice Media e Sport per l’autoregolamentazione dell’informazione sportiva; tale documento, sottoscritto da tutte le associazioni degli editori radiotelevisivi, dall’Ordine dei giornalisti e dall’Unione stampa sportiva, punta a eliminare dai media ogni tipo di violenza verbale e visiva, di incitamento all’odio o all’aggressione e rappresenta il tentativo di riscattare l’onore dell’emittenza locale nel lavoro che svolge nell’ambito dell’informazione sportiva. Severe le sanzioni previste in caso di sgarri: multe, sospensioni delle trasmissioni, interruzione dei finanziamenti pubblici.
Pistorius a Pechino? [16 luglio 2007] Oscar Pistorius è senza ombra di dubbio il personaggio della settimana; il 21enne sudafricano specializzato nei 100, nei 200 e nei 400 metri, è nato privo di talloni. Una malformazione che ha costretto i dottori a privarlo delle gambe - poco sotto le ginocchia - quando aveva appena11 mesi. Ma lui non si è mai sentito una persona disabile; ha iniziato da giovanissimo a praticare nuoto e rugby. Il padre lo ha messo in contatto con l’atleta Brain Frasure (disabile tra i più titolati al mondo) che gli consiglia il tipo di protesi più adatto per diventare un velocista. Alle Paralimpiadi di Atene 2004 il giovane atleta vince l’oro nei 200 metri e l’argento nei 100. Non mancano le polemiche: qualcuno, tra cui lo stesso Frasure, sostiene che due protesi possano contribuire a dare più spinta del necessario. Oggi Pistorius, dopo l’apparizione trionfale al Golden Gala di Roma, dove ha conquistato l’argento nella gara dei 400 metri contro atleti normodotati, punta a partecipare ai Giochi di Pechino. Il Comitato Olimpico Internazionale esprime dubbi sulla regolarità della sua presenza: per i giudici le gambe di Pistorius (fatte di 50-80 strati curvi di fibra di carbonio, pesanti circa 1,8 kg), garantirebbero all’atleta una forza elastica superiore alla norma e una falcata più ampia. Il suo caso è destinato a far molto discutere anche nei prossimi mesi.
Intanto nell’edizione delle 20 di domenica il Tg1 Rai ha lanciato un appello rivolto ai telespettatori affinché l’atleta possa prendere parte all’evento. Ce la farà? Quel che è certo è che Pistorius può già dire di aver scritto una nuova pagina nella storia dello sport e della disabilità: la sua forza di volontà, la sua tenacia sono già un esempio per molti atleti che vivono la sua stessa condizione. E non solo per loro.
Ferrari: una storia lunga 750 gare [9 luglio 2007] Con il Grand Prix di Silverstone, Gran Bretagna, la Ferrari ha disputato la 750ª gara della sua storia in Formula 1. La Rossa debuttò infatti nel 1950 a Monaco e ottenne la prima vittoria proprio in Inghilterra l’anno successivo: fu Froilan Gonzalez (foto) il primo pilota a vincere un GP a bordo di una Ferrari. La casa di Maranello è l’unico costruttore ad aver preso parte a tutti i campionati. La ricorrenza è stata ben celebrata dalla vittoria di Kimi Raikkonen, al 12° trionfo su 114 presenze in Formula 1. La Ferrari ha messo a segno la 197ª vittoria della sua storia.
Impossibile parlare di Formula 1 e non citare il debuttante dei record, il pilota McLaren Lewis Hamilton: anche domenica scorsa il britannico ha centrato il podio, il 9° consecutivo. Hamilton è l’unico driver ad essere arrivato fra i primi tre nel 2007.
Consumi di droga: i dati del rapporto ONU [2 luglio 2007] Mentre i consumi di droga, dopo anni di incremento costante, si stabilizzano in tutto il mondo, in Europa si registra una crescita allarmante. In particolare è nel nostro Paese e nel Regno Unito che l’utilizzo di sostanze stupefacenti continua a salire in maniera vertiginosa: questo quanto afferma il Rapporto Mondiale dell’Unodc (Ufficio dell’Onu contro la droga e il crimine), presentato il 26 giugno in occasione della Giornata mondiale contro l’abuso e il traffico illecito di stupefacenti. I dati relativi al biennio 2004-2006 sono quantomeno promettenti perché pare che la tendenza nei consumi stia invertendo la rotta, accompagnata dal progressivo riconoscimento a livello mondiale del fatto che la tossicodipendenza sia una vera e propria malattia neuropsichiatria e che come tale vada vissuta e curata. Importante, in questo senso, l’opera di prevenzione e sensibilizzazione in tempi in cui, anche le cosiddette «droghe leggere» si fanno sempre più pericolose. Esistono infatti oggi in commercio potenti tipi di cannabis geneticamente modificati che portano a gravi disturbi mentali a causa del principio attivo che contengono: fino a 10 volte superiore a quello delle piante «tradizionali». In questo clima così preoccupante si fanno sempre più importanti, come dicevamo, le attività di prevenzione, come la campagna del Ministero della Pubblica Istruzione, volta a informare i giovani proprio dei danni psico-fisici causati dalle sostanze stupefacenti e dall’alcool. Per settembre il ministro Fioroni promette che i dirigenti scolastici riceveranno in questo senso nuove direttive e che continuerà il programma di persuasione degli studenti, con l’ausilio di un’equipe specialistica che interverrà in casi particolarmente delicati, su richiesta dei docenti.
Italia, non solo calcio [25 giugno 2007] La notizia giunta in settimana è di quelle che non passano inosservate: il calcio non è più lo sport maggiormente praticato in Italia. Secondo un’indagine Istat al primo posto svettano il gruppo composto da ginnastica, aerobica, fitness e cultura fisica: 4 milioni e 320 mila persone in Italia si dedicano a questo tipo di attività e ciò conferma il trend positivo relativo alle palestre. Queste cifre non comprendono l’esercito dei ballerini, un altro milione e 80 mila persone: praticamente raddoppiati rispetto a 7 anni fa. Il calcio e il calcetto (quest’ultima attività è comunque in perenne ascesa) scendono in seconda posizione, in calo rispetto alla precedente indagine del 2000 (24,2% rispetto al 25,7%): li praticano 4 milioni e 152 mila persone. Il nuoto resta stabile al terzo posto con 3 milioni e 576 mila praticanti (20,8% degli sportivi); calano tennis (dal 7,8 al 6,1%), sport invernali (dal 13,7 all’11,3), aumento ciclismo (dal 10,3 all’11,7) e l’atletica (dal 5,8 al 7,8).
Purtroppo i veri vincitori di questa classifica sono i sedentari, coloro che non praticano nessun tipo di attività sportiva: ben 23 milioni e 300 mila, il 41% dell’intera popolazione. Vien da chiedersi quali siano i motivi di queste cifre, ancora troppo alte; mancanza di tempo, senza dubbio. O mancanza di soldi (perché, inutile nasconderlo, quasi sempre fare sport ha un costo). Oppure, semplicemente, mancanza di voglia. Forse nel nostro paese manca ancora un pizzico di cultura dello sport e dell’attività fisica. Lo sport, ancora, non è di tutti.
Siena in festa, Montepaschi Campione d’Italia [18 giugno 2007]. Siena è Campione d’Italia di basket. Nella città toscana già nel pomeriggio si respirava aria da scudetto; un successo che i tifosi si aspettavano, dato che il Montepaschi ha dominato l’intero campionato, concluso in testa alla classifica con 60 punti, 30 vittorie e 4 sconfitte. Per la società biancoverde si tratta del secondo titolo, giunto dopo lo storico successo del 2004. Felicissimi il coach Simone Pianigiani, e il patron Ferdinando Minucci, capace di creare un grandissimo gruppo di giocatori; queste le sue parole a caldo al termine dell’incontro: «È la vittoria della società, della città, del Monte dei Paschi, di tutti i tifosi che ci hanno seguito sempre; l’emozione è stata grandissima, Simone sa che noi parlavamo di scudetto già qualche mese fa, ma sapevamo che sarebbe stata lunga e difficile. Roma in semifinale era la squadra più forte in quel momento, abbiamo giocato una serie straordinaria, non si poteva dopo una stagione regolare così non pensare allo scudetto, anche se come avete visto non è stato facile». Il lituano Rimantas Kaukenas è stato eletto miglior giocatore della finalissima, ma i suoi numeri parlando di una stagione strepitosa: 16,8 punti in media in campionato. Insieme all’americano Mc Intyre (13,5 punti) e all’africano Romain Sato (13,1) ha costituito un trio eccezionale.
Calcio, Genoa e Napoli in festa [11 giugno 2007]. Si è chiuso il campionato di Serie B; grazie al distacco di 10 punti sul Piacenza Napoli e Genoa sono automaticamente promosse in serie A, senza necessità di disputare playoff. Retrocedono in serie C Pescara, Crotone e Arezzo; ai playout Spezia e Verona si giocheranno la permanenza nella serie cadetta, a meno che il Tar non decida di annullare i punti di penalizzazione inflitti ai toscani a inizio stagione. Oltretutto la sconfitta casalinga della Juventus contro lo Spezia (2-3) ha fatto alterare Antonio Conte, ex bianconero e tecnico dell’Arezzo. Un finale incandescente. Napoli ha festeggiato come a Capodanno; a Genova i tifosi aspettavano questo momento da 12 anni e i festeggiamenti sono iniziati con l’invasione di campo prima dello scadere del match decisivo. Il campionato di Serie A, con il ritorno di Juventus, Napoli e Genoa, riacquista tre squadre che vantano storia e gloria calcistica davvero importante. I liguri hanno vinto 9 scudetti, i campani 2; ora inizia l’epoca del riscatto. Dopo ben 12 anni, infine, si disputeranno 4 derby in una stagione (romano, milanese, torinese e genovese). Con 4 squadre la Toscana si conferma la regione più presente in serie A: Fiorentina, Empoli, Siena e Livorno.
Softball, azzurre Campionesse d’Europa [4 giugno 2007]. In Italia il softball è uno sport di cui si parla poco; esso deriva dal baseball, ma le regole di gioco sono leggermente diverse. Non esiste il lanciatore: la palla viene sempre lanciata dal battitore. La stessa palla è più grande rispetto a quella del baseball, mentre il campo di gioco è più piccolo. Si gioca per 7 innings (e non 9). Ad Amsterdam si è appena concluso il Campionato Europeo e la Nazionale femminile italiana ha trionfato portandosi a casa l’ottavo successo consecutivo. In finale, contro l’Olanda, il punteggio è stato in equilibrio solamente per tre riprese, prima che le ragazze azzurre, guidate da Marina Centrone, cominciassero a marciare, senza possibilità di arresto. Cristina Rolla, che ha chiuso con la media battuta di .526 e 6 fuoricampo è stata eletta miglior giocatrice del torneo. Così al termine il Presidente Federale Riccardo Fraccari: «Tutto lo sport italiano deve essere orgoglioso della nazionale di softball. Questa squadra vince in Europa da 8 edizioni e da 15 anni, gestiti da 3 manager diversi. Quello che festeggiamo oggi è un successo strameritato da una grande squadra».
Tutti i verdetti della Serie A [28 maggio 2007] Con l’ultima partita di campionato arrivano i pochi verdetti che i campi di calcio non avevano già fatto emergere. Quattro squadre, infatti, hanno rischiato fino all’ultimo minuto la retrocessione in serie B. Alla fine è il Chievo Verona a lasciare dopo 6 anni la massima serie: il super scontro-salvezza si è svolto a Catania e i padroni di casa hanno vinto 2-0 (gol di Rossini e Minelli), demolendo tutte le speranze veronesi. Nell’altro campo-chiave il Siena batteva la Lazio per 2-1 (decisiva la rete di Negro) conquistando la definitiva salvezza. Anche la Reggina, battendo il Milan 2-0, si assicurava la permanenza in serie A. L’inter festeggia il suo 15° scudetto, Roma e Milan giocheranno la Champions, la Lazio partirà dai preliminari della stessa. Fiorentina, Palermo ed Empoli si ritroveranno in Coppa Uefa. Il miglior marcatore del campionato è stato Francesco Totti: il capitano giallorosso ha messo a segno 26 reti, di cui 5 dal dischetto. Dietro di lui nella classifica dei bomber Lucarelli (20 - 3 rigori), Riganò (19 - 5 rigori), Bianchi (18 - 3 rigori), Amoruso (17 - 3 rigori). La miglior difesa del campionato è stata quella della Fiorentina (31 reti subite); il miglior attacco quello della corazzata interista (80 gol messi a segno).
Luna Rossa in finale, Oracle ko [21 maggio 2007] Il verdetto definitivo della semifinale tra Luna Rossa e BMW Oracle è di quelli che lasciano poco spazio ai dubbi. 5-1, una batosta che gli americani non avevano mai subìto; anzi, va detto che negli oltre 150 anni di storia della coppa America l’imbarcazione americana non era mai stata esclusa dalla lotta per la conquista della coppa. E il ritiro volontario del pur sempre mitico Chris Dickson dal timone dell’imbarcazione (lasciato in mano a Sten Mohr) rappresenta senza dubbio un gesto emblematico ricco di significato. Dall’altra parte un gruppo che ha sempre dimostrato di farsi valere; un team variegato e multietnico (patron toscano, timoniere australiano, sponsor milanese, progettisti inglesi, tattico brasiliano...), quello di Luna Rossa, ma sempre unito e affiatato. La mossa vincente, così dice De Angelis è stata quella di capire che «bisognava dividersi i ruoli, trovare gli specialisti ognuno nel proprio campo, lavorando in tranquillità». Questa Luna può fare ancora tanta strada e quella che porta alla conquista della Coppa America è ancora molto lunga. Ora, però, vale davvero la pena crederci un po’.
Il tennis ringrazia Volandri [14 maggio 2007] Il torneo maschile degli Internazionali BNL di Roma ha consacrato come trionfatore - per il terzo anno consecutivo - un immenso Rafael Nadal. Lo spagnolo ha messo a segno la 77ª vittoria di seguito sulla terra rossa (un record eccezionale) e ha travolto senza complimenti Fernando Gonzalez in 84 minuti. Il cileno che aveva eliminato dal torneo il nostro Filippo Volandri è apparso incapace di rispondere agli attacchi di Nadal. Indipendentemente dai finalisti, il Foro Italico e gli appassionati di tennis italiani non possono che essere grati al nostro Volandri; il livornese, grazie alla superba prova contro il numero 1 Federer e alla bella vittoria contro il ceco Tomas Berdych, ha ottenuto l’accesso alla semifinale: non accadeva dai tempi di Panatta. Dopo il trionfo dell’anno scorso della squadra femminile in Fed Cup, il tennis italiano aveva veramente bisogno di ritrovare un protagonista capace di riportare il pubblico sugli spalti e davanti ai televisori. Volandri farà ora un bel salto in avanti nel ranking mondiale e ciò che gli permetterà di entrare direttamente nei tabelloni dei tornei più importanti. La storia deve essere ancora scritta.
Ivan si pente e confessa [7 maggio 2007] Dopo la vittoria del Giro d’Italia 2006 Ivan Basso, nato a Varese il 26 novembre 1977, non poté partecipare al Tour de France: il motivo dell’esclusione fu il presunto coinvolgimento con l’Operacion Puerto e con il dottore Eufemiano Fuentes, medico accusato di aver praticato autoemotrasfusione ai ciclisti del team Liberty Seguros di Manolo Siaz e non solo. Oggi questo legame è stato accertato e Basso ha deciso di confessarlo. Una decisione saggia, che lo aiuterà ad uscire da questo scandalo che ha coinvolto tanti, troppi nomi illustri, come Jan Ullrich. Il presidente della federciclismo Renato Di Rocco è contento della decisione: «Ivan ha fatto esattamente quello che Pantani non fece; ora, ve lo chiedo nel nome del ciclismo, non lasciate solo Ivan Basso». La risposta dell’Unione Ciclisti Italiani non è altrettanto comprensiva, come si legge dalle parole del presidente Pat McQuaid: «Nessuno lascerà solo nessuno, ma una cosa è certa: le regole vanno rispettate e per Basso non potranno essere previsti sconti di pena». Quello che si chiedono i tifosi è adesso: chi salverà il ciclismo? Qual è il futuro di questa disciplina? Ha senso concepire corse sempre più dure che spingono gli atleti a ricorrere all’uso del doping? Quanti non ne hanno mai fatto uso? Quale tutele sono previste per i ciclisti onesti?
Due ragazze straordinarie [2 maggio 2007] Tre ori, un argento e un bronzo: il bilancio azzurro agli Europei di ginnastica che si sono svolti ad Amsterdam è ottimo e incoraggiante. Le 3 medaglie più pregiate sono state vinte dalle più giovani e promettenti protagoniste azzurre: Carlotta Giovannini, 16enne di Imola, ha conquistato l’oro nel volteggio, Vanessa Ferrari ha trionfato prima nel concorso generale quindi al corpo libero. Tra i ragazzi Andrea Coppolino ha vinto l’argento agli anelli e Igor Cassina il bronzo alla sbarra.
Carlotta Giovannini, che si è aggiudicata il titolo al volteggio con il punteggio di 14.812, davanti alla tedesca Oksana Chusovitina (14.725) e la russa Anna Grudko (14.625), ha debuttato nella ginnastica in tenerissima età; in casa non stava mai ferma e fuori si arrampicava da un albero all’altro. La madre decise di iscriverla alla Biancoverde, la società sportiva di atletica che si trova nella sua città, Imola. Ora si allena 6 ore tutti i giorni, senza dimenticare di studiare (la sera) per diventare maestra d’asilo. Instancabile. Vanessa Ferrari è sua coetanea e ha già avuto tante occasioni per farsi conoscere; ad Amsterdam, dopo due cadute alle parallele asimmetriche e alla trave, ha tirato fuori tutta la grinta che la caratterizza e ha battuto ai punti l’inglese Tweddle e la Kozich.
Insomma, le due giovanissime atlete rappresentano il futuro della ginnastica azzurra: sia per le vittorie che sicuramente continueranno ad ottenere, sia perché rappresentano un modello di vita per tanti giovani che sceglieranno di vivere facendo sport.
Calcio: no agli Europei in Italia, Inter Campione [23 aprile 2007] Gli Europei di calcio del 2012 si giocheranno in Polonia e Ucraina. L’Italia, favorita della vigilia ad ospitare la manifestazione, è stata snobbata dai voti; la decisione ha provocato una girandola di commenti, polemiche, pianti e accuse. Chi ha dato la colpa agli attuali dirigenti del calcio italiano, chi al ministro Melandri, a Matarrese o a Platini, chi alla classe politica - già pronta a spartirsi i finanziamenti per ristrutturare i nostri vecchi stadi -, chi alle violenze degli ultimi mesi che di certo bella figura non fanno fare. Complimenti comunque a Polonia e Ungheria: due paesi in crescita economica che evidentemente hanno presentato un progetto più forte di quello italiano.
Nel frattempo il Campionato di calcio ha fornito il primo - e più importante - verdetto. L’Inter è campione con 5 giornate di anticipo, grazie alla vittoria concretizzata dall’unico italiano in campo - Marco Materazzi - a segno con una doppietta. La vittoria dello scudetto per due annate consecutive era già capitata all’Inter nel ’53-’54 e nel ’65-’66; quello di quest’anno, tuttavia, ha certamente un sapore più autentico rispetto a quello ottenuto l’anno scorso dopo la squalifica della Juventus. L’Inter dei record è stata imbattibile - quasi imbattuta (una sola sconfitta, quella contro la Roma) e davvero travolgente. E già tutti pensano al prossimo campionato.
Al via la Louis Vitton Cup [17 aprile 2007] Tutto è pronto per la partenza della Lois Vuitton Cup: 11 imbarcazioni stanno per iniziare una lunga battaglia marina nella quale viene messa in palio la possibilità di sfidare, a partire dal prossimo 23 giugno, il team Alinghi dello svizzero Ernesto Bertarelli, detentore della America’s Cup. La Luois Vitton Cup inizia il 16 aprile e termina il 12 giugno; è suddivisa in due Round Robin, due semifinali e una finalissima che elegge il vincitore. Massiccia la partecipazione di imbarcazioni italiane. La prima, per prestigio e possibilità di vittoria, è senza dubbio Luna Rossa Challenge, al suo terzo tentativo di vittoria; lo scafo è l’Ita 94 di Patrizio Bertelli, guidato da Francesco De Angelis con James Spithill e Torben Grael. La seconda sfidante azzurra Mascalzone Latino-Capitalia Team: lo scafo è di Vincenzo Omorato, lo skipper è Vasco Vascotto, i timonieri Flavio Favini e Jes Gran-Hensen. Il terzo team italiano in gara è +39 Challenge di Lorenzo Rizzardi; lo scafo, molto sfortunato nelle gare di avvicinamento al Mondiale, può comunque contare sull’esperienza internazionale dei suoi velisti, tra cui Luca Devoti e Iain Percy, skipper che non temono le insidie avversarie. Alinghi ha cancellato i vincoli di nazionalità e per questo ogni squadra ha potuto scegliere skipper provenienti da Paesi diversi. Le squadre, provenienti da 9 Nazioni, sono un variegato mix di culture ed esperienze e garantiranno spettacolari sfide.
Tiger Woods, 10 anni di trionfi [10 aprile 2007] Ricorre in questi giorni il decimo anniversario dal debutto vincente di Tiger Woods nel golf professionista; a soli 21 anni, ad Augusta, Nick Faldo lo incoronò campione appoggiandogli sulle spalle la Green Jacket. Woods aveva concluso il torneo con 12 colpi di vantaggio, frantumando in un giorno tutti i record fino a quel momento appertenuti a Jack Nicklaus. Proprio in questi giorni, dunque, Woods festeggia 10 anni di trionfi; al momento al suo attivo ci sono 12 major vinti e la caccia al record di 18 di Nicklaus non sembra destinata ad arrestarsi. Eppure Woods si sta dimostrano un campione ricco di umanità: tutti ricordano le sue lacrime per la morte del padre al termine dell’ultimo British Open. A luglio è prevista la nascita del suo primogenito: il campione ha già dichiarato che se il figlio (o la figlia) dovesse nascere durante la settimana in cui si svolgerà il prestigioso Open d’Inghilterra (19-22 luglio), non vi prenderà parte rinunciando ad un probabile terzo successo consecutivo che manca dal 1956. Impossibile rinunciare di stare accanto alla moglie Elin Nordegren. Quando Tiger vinse il suo primo torneo suo padre era presente nonostante i medici glielo avessero vietato: Earl - ex combattente nel Vietnam - era ricoverato in seguito all’applicazione di un bypass e i dottori gli avevano prescritto il riposo assoluto. Al grido di «Non voglio morire in questo letto» si gettò a terra togliendosi le sonde di dosso riuscendo a farsi dimettere. Per l’amore del figlio che verrà Tiger è pronto a rinunciare al golf: campioni si nasce.
Bilancio dei Mondiali di nuoto di Melbourne [2 aprile 2007] L’attesa kermesse del Mondiale di nuoto disputato a Melbourne è giunta al termine; sono stati giorni emozionanti che hanno confermato l’alto grado di spettacolarità e interesse che ancora oggi questo sport - tutto basato sulla forza e sulla velocità dell’atleta - sa garantire. Tanti i record battuti, tante le prestazioni eccezionali dei nuotatori. Anche se forse non ha brillato come si sperava, la rappresentativa azzurra ha fatto vedere buonissime cose, lasciando ben sperare per un futuro ricco di giovani promesse (come Federico Colbertaldo, 19 anni, in zona podio nei 400, 800 e 1500 stile libero); nel complesso gli azzurri si sono portati a casa 8 medaglie. 5 in piscina (oro a Magnini, argento nella 4x100 stile libero, bronzo a Pellegrini, Facci e Marin), un argento nel fondo (Formentini) e altri 2 bronzi nei tuffi (Cagnotto e Sacchin). Peccato per Alessio e Chiara Boggiato, fuori da ogni finale, Caterina Giacchetti, sfortunata, e Alessia Filippi, reduce da un’influenza e mai incondizione ottimale. Resta un pizzico di rammarico per le due squadre di pallanuoto, entrambe quinte nei rispettivi tornei: è in atto un ricambio generazionale e adesso è importante valorizzare le forze giovanili.
Per il resto l’uomo del Mondiale è stato Michael Phelps: 7 medaglie d’oro, di cui 6 individuali e 5 record del Mondo battuti. Il "cannibale" avrebbe potuto vincerne 8 ma un errore del compagno di squadra Ian Crocker (partito in anticipo e squalificato) nella 4x100 mista, gli ha impedito vincere l’ultima medaglia. Così ha potuto "solo" eguagliare, ma non battere, il record di Mark Spitz che, ai Giochi di Monaco del 1972, aveva trionfato in 7 discipline proprio come Phelps.
Emozioni azzurre [26 marzo 2007] Quello appena trascorso è stato un weekend ricco di avvenimenti sportivi importanti. Ha aperto le danze, è proprio il caso di dirlo, il 6° posto di Carolina Kostner ai Mondiali di pattinaggio artistico. A seguire, il bellissimo match tra le Nazionali di calcio Under21 di Italia e Inghilterra; nel giorno dell’inaugurazione del nuovo incredibile stadio di Wembley (costato 757 milioni di sterline, vanta 90.000 posti a sedere, 5 piani, negozi e ristoranti), le due squadre hanno chiuso sul 3-3 offrendo al pubblico un grande spettacolo. La tripletta messa a segno da Giampaolo Pazzini lo ha consacrato alla storia e alle prime pagine di tutti i giornali.
Nel frattempo la Foppapedretti Bergamo ha vinto contro la Dinamo Mosca la Champions League di volley femminile (vedi news), Valentino Rossi ha dominato il GP di Spagna e da Melbourne, dove si sta disputando il Campionado del Mondo di nuoto,sono arrivate le prime medaglie alla squadra azzurra: l’argento alla staffetta 4x100 maschile composta da Rosolino, Calvi, Galenda e Magnini, l’argento di Formentini nella 25 km e il bronzo della Cagnotto nel trampolino alto 3 metri.
Mercoledì tornano in campo i Campioni del Mondo in carica guidati da Donadoni: contro la Scozia serve una vittoria obbligatoria. Il nuoto, in questi giorni, ci sta regalando altre emozioni, con l’assegnazioni delle medaglie più importanti. Il grande sport non conosce soste.
F.1: senza Schumi, la Ferrari vince comunque [19 marzo 2007] «Abbiamo dimostrato che i grandi campioni passano, ma la Ferrari resta»; queste le parole del presidente della scuderia del Cavallino Luca di Montezemolo, al termine della prima gara del Mondiale 2007 di F.1; a Melbourne, in Australia, Kimi Raikkonen, alla sua prima prova al volante della Rossa, ha vinto davanti al Campione del Mondo in carica Fernando Alonso e Lewis Hamilton. Solo pochi altri piloti erano riusciti, nella storia della F.1, a debuttare con una vittoria al volante di una Ferrari: Fangio nel 1956, Baghetti nel 1961, Andretti nel 1971, Mansell nel 1989. Ma tra questi grandi campioni del passato, solo Fangio era riuscito - come Raikkonen - a vincere il GP partendo dalla pole position e compiendo in gara il giro veloce (hat trick). Confortante anche il 6° posto ottenuto da Felipe Massa, dopo i problemi al cambio riscontrati nelle qualificazioni e la sostituzione del motore che gli era costata la partenza dal fondo; la strategia con un’unica sosta e con le gomme peggiori in partenza si è rivelata ottima.
A proposito di debutti con i fiocchi, quello di Lewis Hamilton è stato davvero sensazionale; oltre ad essere il primo pilota di colore della storia di questo sport, Hamilton ha concluso in terza posizione, centrando così il podio alla sua prima gara. Un’impresa riuscita solo a 17 driver nella storia della Formula 1 (7 quelli che hanno esordito al 3° posto). Un esordio così non si vedeva da più di 10 anni: era infatti il 1996 quando Jacques Villeneuve (Williams), alla sua prima gara, riuscì a concludere al secondo posto.
Al via il Motomondiale [12 marzo 2007] In attesa dell’inizio di quello di Formula 1, lo scorso weekend ha preso il via il Mondiale di motociclismo. Tra piloti e marchi l’Italia è da sempre protagonista della rassegna iridata che ogni anno accresce la propria popolarità in tutto il mondo. Il motomondiale è suddiviso in tre categorie distinte: 125 cc, 250 cc e MotoGP. Le moto di quest’ultima categoria, la più amata, montano motori da 800cc massimi; fino all’anno scorso il limite era di 990cc. Le moto che corrono nel campionato sono piuttosto lontane da quelle che possono possono essere acquistate e guidate nelle strade pubbliche; nel campionato Superbike, invece, le due-ruote utilizzate sono versioni solo in parte modificate rispetto a quelle regolarmente in vendita.
Le origini del Motomondiale si fanno risalire al Tourist Trophy disputato nel 1949 sull’Isola di Man, in Gran Bretagna: in quell’occasione, la corsa - che pure esisteva dal 1907 - divenne ufficialmente Gran Premio di Gran Bretagna (rimase tale fino al ’75). All’epoca del primo GP corsero le marche inglesi AJS, Velocette, Triumph e Norton contro le italiane Mondial, Benelli e Moto Guzzi nelle categorie 125, 250, 350, 500 ed i sidecar. Nel 1949 il primo Motomondiale fu composto da 6 gare: oltre all’Isola di Man si corse in Svizzera, Olanda, Belgio, Irlanda del Nord e Italia. I vincitori furono Nello Pagani su Mondial (125), Bruno Ruffo su Moto Guzzi (250), Freddie Frith su Velocette (350) e Leslie Graham su AJS (500). Il primo titolo italiano nella classe 500 arrivò nel 1950 grazie a Umberto Masetti (foto in alto), il primo grande pilota-divo della storia italiana del motociclismo.
Addio all’inventore del calcio balilla [5 marzo 2007] Si è spento a Zamora, in Spagna, Campos Ramirez, meglio conosciuto come Alejandro Finisterre, famoso inventore, poeta e editore. L’invenzione indubbiamente più curiosa di Finisterre è stata quella del calcio balilla (o biliardino), che vide la luce in un momento storico e personale decisamente infelice per lui: nel 1936 il giovane venne ferito gravemente a una gamba durante i bombardamenti nazisti nel corso della Guerra Civile spagnola e per questo fu ricoverato a Monserrat. Zoppo a diciassette anni, rimpiangeva i giorni in cui poteva correre dietro a un pallone e, vivendo a stretto contatto nell’ospedale con altri ragazzi nelle sue condizioni, inventò el futbolìn, il nostro calcio balilla, e lo realizzò con l’aiuto del falegname Francisco Javier Altuna. «La maggioranza di quelli che stavano lì – ha detto Finisterre in un’intervista – erano mutilati di guerra. Io giocavo a calcio e invidiavo coloro che potevano ancora giocare. Però mi piaceva anche il tennis tavolo, così pensai: “Perché non inventare il calcio da tavola?”». Purtroppo per lui però non riuscì a brevettare l’invenzione: dovette fuggire in Francia attraverso i Pirenei e quando tornò in patria scoprì che un suo compagno d’ospedale, Magì Muntaner, aveva già registrato il futbolìn.
Una vittoria straordinaria per gli azzurri del rugby [26 febbraio 2007] Tutti pazzi per il rugby; dopo l’esaltante vittoria della Nazionale italiana contro la Scozia, il rugby sembra essere diventato lo sport più seguito. Sappiamo bene che non è così, ma ogni tanto fa bene cambiare. Subito dopo la vittoria della squadra allenata da Pierre Berbizier, Romano Prodi e Giovanna Melandri hanno espresso i loro complimenti agli azzurri; gli ha risposto in tono polemico Andrea Lo Cicero: «Noi della Nazionale esistiamo da tanto tempo, e non ci si può accorgere di noi solo adesso per sfruttare l’onda». Parole sante. È pur vero che ai rugbisti nostrani mancava da troppo tempo una vittoria che desse prestigio e convincesse gli scettici; l’impresa di Edimburgo, che resterà nella storia, ha dissolto ogni dubbio. 6000 tifosi allo stadio in delirio, feste per le strade di Edimburgo, più di un milione di spettatori incollati davanti al televisore sintonizzato su La7 (10% di share) e, al ritorno a Fiumicino, giocatori e tecnici travolti da un’incredibile folla di tifosi in cerca di autografi e fotografie.
Un’impresa importante, dunque, per consolidare e accrescere il parco di appassionati di questo sport; una delle discipline in cui è maggiormente richiesta una perfetta coordinazione tra sforzo fisico e applicazione tattica.
Leggi la cronaca della partitas nel sito della Federazione italiana rugby.
Mondiali di sci: il bilancio di Flavio Roda [19 febbraio 2007] Il Mondiale di sci di Aare, evento clou del panorama degli sport invernali della stagione, si è chiuso per l’Italia con un bilancio modesto: 3 medaglie vinte e 8° posto nel medagliere (su 11 Paesi in gara). Nello specifico, Patrick Staudacher ha vinto la medaglia d’oro nel SuperG maschile, Manfred Moelgg quella d’argento nello slalom maschile e Denise Karbo quella di bronzo nello slalom gigante. Le delusioni più grandi sono giunti dai nomi più blasonati, da quali ci si aspettava qualche piazzamento in più; il direttore tecnico della rappresentativa azzurra si è comunque mostrato ottimista. «Il nostro Mondiale si chiude positivamente, il bottino di tre medaglie ci soddisfa. Forse potevamo raccogliere qualcosa in più nel gigante maschile e con i vari Rocca, Fill e Putzer, ma è importante che i podi siano arrivati dai ragazzi meno attesi, significa che siano una vera squadra. Fill ha accusato troppo la pressione, senza interpretare le gare come è capace di fare solitamente. Rocca è stato condizionato dal dolore al ginocchio ma rimane un esempio per abnegazione e impegno, è colui che ha traghettato lo sci italiano da Alberto Tomba a oggi. Putzer non ha saputo interpretare questa difficile neve, ma rimane un’atleta in grado di dare il suo apporto e potrà rimanere competitiva sino alle Olimpiadi del 2010». Questo Mondiale può dunque essere un punto di partenza per quello che sarà lo sci azzurro del futuro; i margini di miglioramento ci sono, la voglia di vincere pure.
Più sport a scuola e vince la vita [12 febbraio 2007] Il ministro della Pubblica Istruzione Fioroni e quello dello Sport e delle Politiche Giovanili Giovanna Melandri hanno presentato lo scorso 9 febbraio la nuova campagna «Più sport a scuola e vince la vita»; alla presenza di Francesco Totti, Guglielmo Stendardo, Luciano Spalletti, Roberto Donadoni, Delio Rossi e Juri Chechi. Si tratta di un’iniziativa atta a promuovere la funzione educativa dello sport a scuola: «Uno sport che - sono parole di Fioroni - contribuisce alla costruzione all’identità del ragazzo, all’accettazione della propria corporeità e al rispetto delle dignità della persona umana». Nel corso della conferenza stampa, cui hanno preso parte molti bambini delle scuole pubbliche di Roma, sono state introdotte le 10 nuove linee guida per lo sport a scuola [si leggono nel sito della Pubblica Istruzione], è stato presentato il programma di attività motoria nella scuola primaria ed è stato annunciato il "tour" nelle scuole di grandi testimonial sportivi [leggi l’appello in .pdf]. I campioni parleranno in classe di lealtà, di valori sportivi, del tifo praticato nel rispetto reciproco, dello sport come strumento di accrescimento. E ovviamente l’ora di educazione fisica verrà rilanciata: un’ora di pratica e di attuazione dell’educazione civica che troverà naturale prolungamento nel pomeriggio, con i gruppi sportivi scolastici (che coinvolgeranno studenti e famiglie).
Il calcio si ferma, è il momento di cambiare [5 febbraio 2007] Scorrono ancora davanti a noi le drammatiche immagini di guerriglia urbana vissute a Catania, dove ha perso la vita l’ispettore Filippo Raciti. Immagini di una violenza conosciuta, ma non per questo meno spaventosa; il calcio si è fermato, le tv dibattono, le istituzioni cercano una soluzione a un problema diventato inaccettabile, incomprensibile. Fermare i campionati per due turni, un mese o interromperli qui? Giocare le partite a porte chiuse? Permettere l’accesso agli stadi ai soli tifosi locali o solamente alle famiglie? Anche se è già troppo tardi, adesso è il momento di cambiare radicalmente il sistema. L’immobilismo di chi avrebbe dovuto pensarci tanto tempo fa ha già causato troppi danni.
Il fattore più preoccupante dell’intera vicenda, che continuerà a far discutere per molto tempo, riguarda proprio i giovani. Giovani senza valori, senza morale, ragazzi che covano dentro una violenza e una volontà distruttiva che non deve essere più sottovalutata; giovani senza presente e senza futuro, il cui nemico è rappresentato più dal poliziotto, dall’uomo in divisa che dal tifoso della squadra avversaria. Il calcio qui c’entra poco; ma non importa che si tratti di una minoranza di individui. Non possono più decidere per tutti.
Carolina, campionessa del futuro [29 gennaio 2007] «Lei è una forte, ha talento e ora lo dimostra. Ha un grande senso della musica. Sì, tenetevela stretta. Sarà la campionessa del futuro. Si merita l’oro e altri successi». Sono parole che lo zar del pattinaggio Evgeni Plushenko, in occasione del Galà «Kings on Ice», al Palavela di Torino, ha espresso per Carolina Kostner. La pattinatrice azzurra, 20 anni a breve, ha superato definitivamente la paura di vincere che sembrava averla intrappolata alle ultime Olimpiadi del 2006. A Varsavia, Europei di pattinaggio, ha espresso al meglio la sua arte, il suo carattere, la sua maestria, vincendo una medaglia d’oro che ha già il profumo della storia. Così la Giovanna Melandri: «Bravissima Carolina. L’oro di Varsavia è un primato che l’Italia non aveva mai raggiunto a livello femminile e per questo ha un grande valore per il nostro pattinaggio artistico e per lo sport italiano». Le Università italiane fanno ora a gara per offrirle residenza e borse di studio: Venezia, Parma e ovviamente Torino, dove già ha trovato casa il fenomenale Enrico Fabris. Qualunque sarà la strada che la Kostner vorrà intraprendere, ormai non ci sono più dubbi: il futuro del pattinaggio azzurro è anche suo.
Inverno (senza neve) ricco di successi per gli atleti azzurri [22 gennaio 2007] Sono passati 11 mesi dai trionfi di Torino 2006, ma Enrico Fabris dimostra di non aver placato la sua fame di vittorie. Alle Universiadi, infatti, il fulmine veneto ha vinto due medaglie d’oro (1000 e 1500 metri) dimostrandosi ancora il più forte di tutti. Sarà la magia dell’Oval, sarà il pubblico che ormai lo considera un vero e proprio eroe, sarà il suo carattere quasi stakanovista che non lo fa mai sedere sull’alloro. Proprio come il veterano dello slittino Armin Zoeggler, ormai giunto alla 34ª vittoria in carriera. Campionissimi da ogni punto di vista. Con la conquista della quinta medaglia d’oro alle Universiadi, vinta da Camilla Alfieri nel gigante disputato a Bosticco dello Jafferau, l’Italia sta dimostrando di poter confidare su una eccellente rappresentanza di giovani sportivi. Si è complimentata anche il ministro dello sport e delle attività giovanili Giovanna Melandri: «Sono molto contenta di registrare che i giovani atleti universitari italiani sono in gran forma e che a Torino 2007 non hanno avuto difficoltà a conquistare i primi posti del medagliere». E, sugli altri protagonisti degli sport invernali: «Sono, inoltre, felice per le notizie che arrivano dalle altre gare del circo bianco che si colora di azzurro, sia nello sci alpino a Cortina con il gradito ritorno alla vittoria di Karen Putzer e l’ottima prova di Denise Karbon, sia nello sci di fondo in Russia con Arianna Follis e Renato Pasini. Un plauso speciale va ad Armin Zoeggeler che si conferma, ancora una volta, senza rivali nella Coppa del Mondo di slittino». Peccato che sia stato possibile seguire in tv poche di queste vittorie; come si suol dire, non si può avere tutto.
I (finti) fuochi del calcio-mercato [15 gennaio 2007] Il campionato di calcio si avvia ad imboccare il viale del girone di ritorno, mentre il calcio-mercato regala le ultime scoppiettanti trattative tra le varie formazioni, italiane ed europee. La compravendita di giocatori, non limitata al periodo estivo, trova nei giorni successivi alle feste natalizie un’atmosfera che sa tanto di "saldi". Tante e sempre incontrollate le voci che annunciano e sbandierano scambi clamorosi fra le squadre; ma quasi tutte si rivelano infondate. Molte società sono reduci dai travolgenti scandali della scorsa estate e hanno ben poca intenzione di spendere cifre astronomiche per l’acquisto di nuove pedine; si punta allo scambio, al prestito, alla comproprietà. Ovviamente questo discorso vale solo per i club minori; le squadre più "abbienti", capeggiate dalla corazzata Inter, cercano di accaparrarsi più affari possibili. Molti di questi sembrano poter giungere dal club spagnolo del Real Madrid, sempre più in crisi di risultati e con un Fabio Capello sempre più nervoso (il saluto ai tifosi con il dito medio non è piaciuto alla stampa). Ed ecco le bombe, dunque: Beckham (che ha già scelto i dollari americani) Cassano, Ronaldo, Emerson, Cannavaro, pronti a lasciare la Spagna... Inter, Milan, Roma pronti a darsi battaglia per concludere l’affare (?). Ma poi tutto si rivela un solo grande bluff. Ciò che davvero rende interessante il calcio-mercato è la notizia, l’annuncio/rivelazione, lo scoop. Poco male se, alla fine, la bolla di sapone scoppia e ai tifosi resta solo un pugno di mosche; è forse meglio così?
Blatter a Roma: gli azzurri hanno meritato di vincere il Mondiale [9 gennaio 2007] L’8 gennaio tutti gli atleti azzurri protagonisti del 2006 sono stati ricevuti al Quirinale. Oltre al presidente della Repubblica Napolitano, era presente anche il presidente della Fifa Joseph Blatter. Queste le sue parole in merito alla clamorosa assenza nel corso della premiazione della nostra Nazionale: «La storia dirà che fu un errore che il presidente della Fifa non abbia premiato gli azzurri campioni del mondo, e in effetti è stato un errore; l’ho fatto solo per evitare gli inevitabili fischi che avrei ricevuto dai tedeschi. L’Italia ha meritato il titolo mondiale». Per l’occasione Marcello Lippi ha ritrovato tutto il gruppo portato alla vittoria del Mondiale: «Il titolo e’ stato il frutto del lavoro di 2 anni e di un gruppo unito» ha detto l’ex ct; «Momenti cruciali? Il rigore di Totti contro l’Australia e la gara con la Germania». Il presidente Napolitano ha quindi premiato tutti i protagonisti dello sport italiano del 2006, ringraziandoli per il merito di aver rafforzato il prestigio dell’Italia. Il ministro dello sport Melandri ha infine aggiunto: «Questi atleti e atlete ci hanno regalato emozioni impagabili in tutte discipline. Tutti insieme formano un’unica squadra, la squadra azzurra con un’unica bandiera. Non esistono e non devono esistere sport maggiori e minori. Dietro a ogni medaglia c’è un esempio per i giovani di disciplina e rispetto delle regole».
Tutto lo sport del 2007 [3 gennaio 2007] Il 2006 è stato un anno ricchissimo di sport e di emozioni. Nel 2007, in vista delle Olimpiadi di Pechino, torneranno alla ribalta tantissime discipline minori: ben 34 i Mondiali di specialità in programma nel corso dell’anno.
Il nuoto, prima di tutto: dal 17 marzo prenderanno il via gli attesissimi Mondiali di Melbourne. Nonostante il ritiro inaspettato del campionissimo Ian Thorpe le emozioni non mancheranno e i nostri atleti punteranno a tante medaglie. Ancora a marzo, e sempre in Australia, partirà il nuovo campionato di F.1, il primo dopo tanti anni senza Michael Schumacher. A Valencia manca pochissimo per il debutto dell’Americans’s Cup di vela; l’Italia parteciperà con Luna Rossa, Mascalzone Latino-Capitalia e +39, tre formazioni alla ricerca della vittoria contro Alinghi. Nel mese di agosto, ai Mondiali di Osaka, gli appassionati di atletica leggera troveranno in pista quelli che saranno i protagonisti delle Olimpiadi. Per quanto riguarda il calcio, c’è grande attesa per la finale di Champions League, che si disputerà ad Atene, e per gli incontri di qualificazione agli Europei: l’8 settembre è in programma la sfida tra Italia e Francia. Tutto è pronto per ricominciare in grande stile!
Un anno di sport [27 dicembre 2006] Il 2006 sta per terminare: un anno intenso che ha regalato moltissime emozioni agli appassionati di sport colorato d’azzurro. Le Olimpiadi invernali di Torino, con le medaglie conquistate dai nostri atleti e la perfetta riuscita dell’organizzazione; la vittoria del Mondiale di ciclismo su strada di Paolo Bettini; il trionfo al Mondiale di calcio e i riconoscimenti a Cannavaro; la vittoria della Fed Cup femminile di tennis; la medaglia d’oro (e le due di bronzo) di Vanessa Ferrari agli Europei; l’oro di Margherita Granbassi ai Mondiali di fioretto; le vittorie dei nuotatori azzurri agli Europei in vasca corta; i buoni piazzamenti finali delle squadre italiane ai Mondiali di volley e basket. Il presidente del Coni Gianni Petrucci ha espresso il suo giudizio sull’annata: «La ginnastica e il nuoto ci hanno dato soddisfazioni enormi, senza dimenticare Bettini. Vanessa è stata la cosa più bella di questo 2006. Il 2007 sarà un anno difficile ma aspettiamo con fiducia le Olimpiadi di Pechino; in Cina la nostra immagine è quella di un grande Paese che sa vincere e organizzare».
Secondo l’agenzia francese di marketing Havas per il settimanale Sport, l’Italia si è piazzata settima nella classifica dei risultati sportivi per Nazioni, dietro a Usa, Russia, Cina, Germania, Francia e Australia.
Il nuoto europeo è ancora azzurro [20 dicembre 2006] Il grande atleta è quello che si mostra preparato in occasione degli eventi importanti e che non si accontenta mai delle vittorie ottenute. In questo senso Massimiliano Rosolino è un esempio per tutti. Lo ha detto anche Castagnetti, ct della nazionale azzurra di nuoto al termine degli Europei di Helsinki: «A 28 anni ha vinto la 50ª medaglia della carriera e ha ancora tanta voglia di nuotare». La rassegna di è chiusa con 3 record mondiali, 8 record europei, 8 nuovi record italiani e 9 medaglie conquistate dalla nostra squadra (4 ori, 3 argenti e 2 bronzi). Gli ori sono stati conquistati da Filippo Magnini (100 e 200 sl), Alessia Filippi (400 misti) e Luca Marin (400 misti); i 3 argenti sono andati ad Alessandro Terrin (50 rana), Federica Pellegrini (400 sl) e a Massimiliano Rosolino (200 sl); i 2 bronzi sono stati vinti dai 4 della staffetta 4x50 mista (Pizzirani, Terrin, Goldin, Magnini) e da Paolo Bossini (200 rana). Anche il ministro dello Sport Giovanna Melandri si è voluta congratulare: «Voglio esprimere le mie più sincere congratulazioni a tutte le nuotatrici ed i nuotatori azzurri che si sono distinti ai campionati europei. Nove medaglie, diversi nuovi record e ottimi piazzamenti rappresentano un grande risultato per il nuoto italiano». Un ottimo biglietto da visita in vista dei Mondiali di Melbourne (marzo 2007).
La Lega volley attacca Montali [11 dicembre 2006] È finito anche il Mondiale di volley maschile. Per l’Italia di Gian Paolo Montali il 5° posto finale, pur non essendo certamente un risultato negativo, restano alcuni rimpianti. E qualche polemica. Come saprete per 2 mesi, uno per la preparazione e uno per l’evento il campionato di A1 si è fermato; era stata un’idea dello stesso ct azzurro, sia per concentrare le attenzioni sull’evento, sia per avere più tempo a disposizione per gli allenamenti. Ora che il Mondiale è finito, Montali ha lamentato di aver avuto poco tempo a disposizione per provare gli schemi, sopratutto quelli della fase del cambio palla. La Lega volley, per voce del presidente Diego Mosna, non ci sta e sputa il rospo: «Fermare la serie A1 per due mesi? Irragionevole. Ne è scaturito un danno economico e di immagine notevolissimo per i club della Lega, che hanno registrato vibrate proteste da parte di alcuni sponsor per la totale mancanza di visibilità, oltre alla certezza della disaffezione del pubblico che ha rinunciato alla continuità del campionato». Accuse forti, polemiche accese. Il futuro di Montali, già chiamato dal consiglio di amministrazione della Juventus si fa ora più che mai incerto.
Tutti contro Cannavaro? [29 novembre 2006] L’assegnazione del Pallone d’Oro 2006 verrà ricordata probabilmente come una delle più controverse e discusse. Dopo aver vinto scudetto (seppur poi ritirato) e aver giocato un Mondiale semplicemente perfetto, Fabio Cannavaro, 33 anni, ha certamente meritato il premio assegnato da France Football. Da ogni parte d’Europa, tuttavia, sono arrivati innumerevoli commenti negativi: Platini, Papin, Houllier, la stampa spagnola, i giornali francesi Equipe e Le Figaro, si sono mostrati assolutamente contrari al trionfo del capitano azzurro. Sarà perché Cannavaro è un difensore? Sarà perché di solito il premio viene assegnato a registi e attaccanti? Certo, dopo aver visto gli ultimi gol di Totti e Ronaldinho è difficile restare indifferenti.
Consola il fatto che in passato il premio è stato assegnato a giocatori che davvero parvero inadeguati: Igor Belanov, Matthias Summer, lo stesso Jean Pierre Papin, attaccante vigoroso ma assai modesto dal punto di vista prettamente tecnico. Il calcio, lo sport più amato in Europa, è dunque un’opinione?
Inverno, tempo di sport [20 novembre 2006] Lo sport non si ferma mai, tanto meno nei mesi invernali. La settimana appena trascorsa è stata caratterizzata dalla delusione per il quarto posto ottenuto dalle ragazze della Nazionale di volley al Mondiale del Giappone: nonostante la prima sconfitta, la serie di 8 vittorie consecutive aveva fatto ben sperare. Speriamo nel riscatto della Nazionale maschile, tuttora impegnata nella terra del Sol Levante.
Questi giorni sono caratterizzati dalla riapertura della stagione dei grandi sport invernali: dopo i trionfi degli azzurri ai Giochi di Torino, siamo in trepidante attesa di tornare ad applaudire i nostri atleti del ghiaccio. Giorgio Rocca è apparso in buona forma nella prima prova di slalom, anche se un dolore al ginocchio lo ha costretto a lasciare il Canada. Zoeggler e Fabris sono tornati sulle piste ghiacciate ricordando al mondo di essere ancora i più forti nelle loro specialità (slittino e 1500m velocità). Anche in questi mesi non mancheranno, dunque, le occasioni per tifare i nostri atleti in giro per il mondo; in attesa che Torino torni grande protagonista dei Giochi Olimpici con le Universiadi, che si svolgeranno dal 17 al 27 gennaio 2007.
Nessun taglio per lo sport [13 novembre 2006] Sembrano scongiurati i tagli previsti dall’art. 53 della Finanziaria relativi allo stanziamento di 33 milioni di euro ai fini dell’organizzazione di eventi sportivi e alla preparazione degli atleti in vista dei prossimi Giochi di Pechino 2008. Grazie all’intervento del ministro Padoa Schioppa l’articolo è stato neutralizzato: soddisfatta il ministro dello sport e delle politiche giovanili Giovanna Melandri, che aveva ricevuto la collaborazione del Coni e di svariati enti di promozione sportiva. «Il Governo ha rispettato i patti» - ha detto; d’altra parte che senso avrebbe avuto costituire il ministero delle attività sportive e provarlo quindi dei fondi per svilupparsi? «Scongiurati i tagli - ha continuato la Melandri - sarà possibile continuare sul cammino avviato e, anzi, proseguire con maggiore slancio grazie alla costituzione dell’apposito Fondo destinato agli eventi sportivi di rilevanza internazionale ed alla preparazione dei Giochi olimpici di Pechino 2008.»
Tutti pazzi per Vanessa [6 novembre 2006] Campionessa di impegno, sacrificio, semplicità e, ovviamente, di ginnastica. L’Italia si scopre innamorata delle prodezze di una ragazza che il 10 novembre compie 16 anni: Vanessa Ferrari, nata a Orzinovi (ma vive a Genivolta) in provincia di Cremona. Dopo il successo al Mondiale, in occasione del Grand Prix di ginnastica tenutosi a Milano, un pubblico di 7500 tifosi ha potuto regalarle l’applauso che meritava. Anche se la giovane ginnasta non se ne rende conto, infatti, i suoi meriti sono molteplici: prima di tutto porta all’attenzione del pubblico una disciplina faticosa quanto affascinante, basata esclusivamente sulla forza e la grazia dell’atleta. Inoltre rappresenta un esempio per tutti i giovani sportivi che non hanno ancora trovato le motivazioni per intraprendere questa strada. Il suo sogno? L’apertura di una palestra vicina a casa! A Vanessa non possiamo che augurare un futuro ricco di soddisfazioni!
Valentino, per un soffio [30 ottobre 2006] Valentino Rossi non ce l’ha fatta: l’ultimo Gran Premio, quello che avrebbe potuto premiare l’incredibile rimonta (51 punti) ottenuta dopo le prime sfortunate gare e consegnarli il sesto Mondiale nella massima classe motociclistica, lo ha tradito. Una partenza arrancante, una scivolata al 4° giro, la caduta; Vale si rialza, cerca il miracolo giunge al traguardo solo 13°. Sarebbe bastato se Elias non avesse vinto lo scorso GP e Rossi fosse arrivato primo per consegnarli comunque il titolo iridato. Il campione di Tavullia, a questo punto, è felice di non essere passato in Formula 1: il prossimo anno potrà cercare la rivincita su Nicky Hayden. Felice come un bambino il pilota Honda, cui è bastato arrivare 3° per battere in classifica il nostro Valentino, ha trovato il riscatto da chi per tanto tempo lo aveva considerato un fallito. Lo spettacolo è stato comunque avvincente: i tifosi e gli appassionati non vedono l’ora che ricominci!
L’ultima gara di Schumi [23 ottobre 2006] Con il GP Brasile concluso al 4° posto al termine di una sorprendente rimonta, Michael Schumacher ha chiuso la sua carriera di pilota di F.1. L’ultima gara al volante di una Ferrari, l’ultima gara di una carriera capace di cancellare tutti i record precedenti. Schumi non ha vinto questo mondiale ma ha saputo regalare ai suoi tifosi un’altra grande emozione.
Il fenomeno ha debuttato nel GP Belgio del 1991, al volante della Jordan; l’anno dopo, nello stesso circuito, vince il suo primo GP. In F.1 ha corso 250 gare, vincendone 91 (68 le pole position) ed è salito 154 volte sul podio, conquistando un totale di 1369 punti. In carriera ha vinto 7 Mondiali di F.1(nel 1994 e nel 1995 su Benetton, nel 2000, 2001, 2002, 2003 e 2004 su Ferrari). Ora lo attende un futuro da dirigente; ma saprà davvero resistere lontano dal volante di una monoposto? In ogni caso, grazie Schumi.