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Scienze motorie, attivitą fisica e benessere psicofisico

Vivere l'autunno senza rinunciare allo sport

Vivere l'autunno senza rinunciare allo sport

Articolo di Elisa Cappelli
Dal sito www.cure-naturali.it [articolo originale]

Autunno per molti vuol dire zuppa davanti a un film, tisana prima della nanna, colori sbalorditivi di cui si ricoprono gli alberi; per altri, sveglia all'alba, freddo che tempra la volontà di non trascurare l'allenamento per il corpo.

Per tutti, senza dubbio, è un cambiamento. Vediamo come vivere l'autunno al meglio per fare in modo che lo sport e l'autunno si esaltino a vicenda.

L'intenzione nel corpo come antidoto al freddo
L'intenzione è quel che ci tiene in vita, ci orienta verso la direzione. Vale per le scelte, i rapporti, le situazioni. Nel caso dello sport, l'intenzione ferma e lucida è quella che si sviluppa con la disciplina e la costanza, quella che a un certo punto diventa automatica voglia di muovere il proprio corpo e tenerlo vivo.

Prima di parlare di come gestire al meglio lo sport in autunno, ricordiamo che qualsiasi attività sportiva è caratterizzata, dal punto di vista fisiologico, da due parametri: l'intensità e il volume di lavoro fisico.

Un esempio? Per una persona che ama e pratica la corsa, l'intensità è la velocità media tenuta durante l'allenamento, mentre il volume dell'allenamento è determinato dal numero dei chilometri percorsi.

L'abbigliamento autunnale per farsi amici vento, freddo e pioggia
Il primo agente naturale che è meglio non avere per nemico è il vento: è bene controllare ogni tanto il meteo e prestare particolare attenzione alle caratteristiche del "caro Eolo" (lo scirocco è caldo, il maestrale è freddo), alla sua intensità e alla sua durata. Oltre a tenere d'occhio il vento, importanza primaria va data alle escursioni termiche improvvise, che spesso precedono l'arrivo di pioggia e perturbazioni provenienti dal nord-atlantico.

La scelta dei vestiti da indossare è fondamentale: il sudore della maglietta che viene raffreddato dalle raffiche di un vento gelido o dalla pioggia è il biglietto da visita dei virus stagionali che se ne stanno all'interno dell'organismo e aspettano solo di colpirlo quando la temperatura corporea si abbassa. Va utilizzata sempre una protezione impermeabile che isoli e riscaldi il sudore.

Se fate attività all'aperto come corsa o bici, l'abbigliamento per l'allenamento autunnale è strutturato "a cipolla", ovvero a strati, più vestiti messi l'uno sopra all'altro in modo da regolare facilemente la temperatura corporea svestendosi o rivestendosi in modo immediato, strato per strato.

Al primo strato andrebbe della biancheria funzionale, mai il cotone, perché non trasporta verso l'esterno il sudore; le donne utilizzerano un reggiseno pensato appositamente per l'attività sportiva.

Al secondo strato come capi d'abbigliamento scegliere materiale tecnico in grado di permettere la traspirazione. Come terzo strato un giubbotto o una giacca sempre traspirante.

Se somigliate più a delfini o a rane e la vostra attività è il nuoto, un momento in cui è indispensabile coprirsi anche oltre il dovuto è quello in cui si esce dal tepore della piscina, dopo la doccia e lo sforzo fisico.

Occhio a intestino e gola
I bersagli prediletti dai virus stagionali sono la gola e l'intestino, vere e proprie porte d'ingresso di virus forieri di malanni. Per quanto riguarda l'intestino, è bene costruirsi una flora batterica di tutto riguardo.

Una flora batterica intestinale sana ospita al suo interno batteri saprofiti, non patogeni, ma addirittura protettivi per le funzionalità dell'intestino.

Molto utile è l'assunzione di probiotici come l'efficace Bifidobacterium longum W 11 (in busta da sciogliere in acqua a digiuno). La gola va protetta bene durante lo sforzo fisico, come anche altre zone del corpo più sensibili alle basse temperature (torace, addome, mani).

Qualche consiglio da portare in tavola? Ripristinate la formula del classico minestrone serale con verdure fresche, fate scorta di frutta secca, condite con olio extravergine di oliva, necessario per l'apporto di vitamine liposolubili (A, D, K).