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Tamburello: storia, tradizione e futuro

Tamburello: storia, tradizione e futuro

Si ringrazia per la collaborazione nella stesura di questo articolo la Federazione Italiana Palla Tamburello e in particolare Nadia Vallone. I materiali che hanno permesso di ricostruire la storia e le regole del gioco ci sono stati forniti nel corso della conferenza stampa di presentazione dell'attività Nazionale ed Internazionale 2013, che dimostra la vitalità della Federazione guidata con forza dal Presidente Emilio Crosato.

 
 

Pur vantando origini antichissime, la palla tamburello sta continuando la sua importante diffusione anche nelle palestre delle nostre scuole. Tracciamo in collaborazione con la Federazione ufficiale una breve storia di questo sport con un occhio di riguardo al regolamento attuale e le modalità di gioco. 

 
 
 

Il tamburello è sport antico le cui origini si perdono nella notte dei tempi confondendosi, in un rito ideale, con uno degli usi giocosi della palla. I Greci prima e i Romani dopo - per restare nella culla della nostra civiltà - sono stati grandi cultori dei giochi con la palla e fino a noi sono pervenuti non pochi documenti del "ludere pila", cioè del "giocare con la palla". Ma è nel Rinascimento, con il prezioso Trattato del Giuoco con la Palla, di Antonio Scaino, che ci giungono le prime ufficiali informazioni relative a questo nascente intrattenimento sportivo: all'epoca si giocava al "bracciale", alla "pallacorda", alla "palla con lo scanno" (un attrezzo in frassino dotato di manico e corpo trapezoidale) e sopratutto la "paletta", in cui la palla, molto piccola, veniva colpita con una pala dotata di striscia di cuoio intorno all'impugnatura, utilizzata per rendere più salda la presa o con la racchetta o paletta. Nel tempo l'attrezzo si è poi modificato fino a divenire un telaio di legno su cui era tesa una pelle animale e il gioco restò l'alternativa "povera" al gioco del bracciale, che prevedeva un'attrezzatura costosa ed era riservato ai nobili. 

 
 

Intorno alle metà del 1800 il tamburello inizia la sua storia agonistica; il gioco divenne popolare nella provincia di Verona e in quella di Mantova, passando nel 1850 in Liguria e in Toscana; quindi in Piemonte e Lombardia. Alcuni documenti di inizio '800 avvalorano la tesi secondo cui il tamburello sia ufficialmente nato nella zona di Arezzo; è comunque certo che nel 1860, a Roma, veniva giocato dai giovani che non potevano permettersi il bracciale. In quegli anni le pelli usate per il tamburello erano di vitello o maiale, tese di telai di legno; a fine secolo si diffusero le pelli di cavallo (che sarà sostituita dai materiali sintetici solo poche decine di anni fa). Le palle, dapprima in cuoio del diametro di 38 mm e del peso di 50 grammi, furono sostitute a partire dal 1879 da quelle in gomma.

 
 
 

L'anno cruciale nella storia del tamburello è comunque il 1890, l'anno in cui viene riconosciuto, come gioco, da parte della Federazione Ginnastica d'Italia (nata nel 1869), l'ente che disciplina in quel tempo - il Comitato Olimpico vedrà la luce molto dopo - l'ufficialità dello sport nel nostro Paese. Il primo campionato ufficiale si disputa nel 1898; vi partecipano 4 squadre e viene vinto dalla società Nicolò Barabino di Genova. 

 
 

Non tutti sanno che il tamburello ha "rischiato" di diventare disciplina olimpica. Nel 1903, infatti, De Coubertin pensa infatti di organizzare a Roma le Olimpiadi del 1908 ed i primi contatti con Re Vittorio Emanuele e con Papa Pio X lo convincono che l'idea è realizzabile. Il progetto della Federginnastica prevede così (è il 16 marzo 1903) la presenza del tamburello accanto a quella di altre 20 discipline. L'idea delle Olimpiadi romane fallisce però per motivi economici e con queste salta, per il tamburello, il grande sogno olimpico. Dopo 15 anni la disciplina viene riproposta con la speranza di entrare almeno nella rosa degli sport dimostrativi alle Olimpiadi di Amsterdam. Il tentativo però non ha esito, anche se all'appuntamento olandese è accettata la presenza del "Jeu de Paume", cugino del tamburello.

 
 

Nel 1926 un appello di alcuni appassionati fiorentini a «tutte le società sportive italiane interessate al tamburello per fondare una federazione dedicata a questo sport, per favorirne lo sviluppo e promuovere le manifestazioni, tutelando e coordinando le varie società e i vari giocatori», suscita grandi consensi: il 14 novembre a Firenze si radunano le 39 maggiori società tamburellistiche che fondano la Federazione Italiana Gioco Tamburello, con sede nel capoluogo toscano e primo presidente Pietro Pucci. Il nuovo organismo è apprezzato e il Coni gli incorpora la Federazione del Pallone: la FIPT, Federazione italiana Pallone e Tamburello diventa la 33a Federazione del Coni.

 
 

La Federazione è molto attiva: molto sono i tornei nazionali organizzati e alla fine del 1928 la FIPT propone al CIO di mostrare il tamvurello ai Giochi di Amsterdam come sport dimostrativo. La proposta è respinta e tra l'altro in quell'occasione scomparvero molti sport ufficiali e dimostrativi. La Nazionale italiana ottiene ai Giochi olandesi solo 7 medaglie d'oro, 5 d'argento e 7 di bronzo; Mussolini, deluso dal risultato al di sotto delle aspettative, fece sostituire il Presidente del Coni Ferretti con il commissario Augusto Turati; questo, appena eletto, eliminò le federazioni che non perseguivano lo scopo di «contribuire al miglioramento etico e della razza». Anche la FIPT venne soppressa e accorpata all'Opera Nazionale Dopolavoro. 

 
 
 

Nel dopoguerra si sciolse l'OND e nel 1946, a Bologna, venne ricostituita la FIPT. Le attività ripresero con entusiasmo a Genova, Ovada, Verona, Milano. Dagli anni '80 la FIPT esporta sport, sport italiano, nonostante non abbia ancora avuto la possibilità di diventare istituzionalmente Federazione effettiva. Ha cercato e trovato comprensione e simpatia; ha promosso iniziative, si è fatta carico di un programma non facile né semplice. Se nell'82 a tamburello si giocava solo in Italia ed in Francia, oggi - grazie all'azione federale - si gioca in gran parte d'Europa: Austria, Belgio, Catalogna, Francia, Germania, Inghilterra Irlanda, Norvegia, San Marino, Scozia, Svezia, Svizzera, Spagna, Ungheria; in America: Argentina, Brasile, Cuba, Ecuador, Stati Uniti; in Asia: Cina e Giappone; in Australia.

 

Oggi  il tamburello è cultura, tradizione e anche sport: impegnativo e spettacolare. «La versione sportiva prende origine dalla semplicità del gesto ludico e trova la perfezione dell'espressione e della motivazione - fatto comune ad ogni sport - nel momento agonistico. Per avere un'idea si può pensare a cinque tennisti che, su un campo di m 80 x 20, giochino con altri cinque: nessuna rete - a dividere in due parti eguali il campo, solo una striscia tracciata sul terreno ed al posto della racchetta un tamburello; una palla che saetta veloce - fino a 250 km/ora! - in un batti ribatti continuo e su un terreno di gioco che per le sue dimensioni sollecita le qualità d'atleta. Saper giocare richiede destrezza, occhio, intelligenza e sicurezza; inoltre capacità di adattamento e spirito di collaborazione: il tamburello è infatti sport di squadra».

 
 

È uno sport ambidestro e la sua pratica è consigliata già in in età scolare. Nel trovare dove praticarlo, aiuta certamente l'intensissima l'attività federale: nelle diverse specialità, a livello nazionale ed internazionale, con campionati di serie (A, B, C, D) e di categoria (giovanili, amatori, veterani), maschili e femminili; coppe e trofei - tra tutte Coppa Italia, Supercoppa, maschili e femminili, per la serie A e B - manifestazioni tutte di notevole immagine e seguito; un'attività promozionale senza soste, nel cui ambito successo particolare riscuotono i Giochi Sportivi Studenteschi in cui, per numero di scuole iscritte, il Tamburello è al terzo posto tra gli sport di squadra più praticati.

 
 
 

Tamburello Open

 

Il tamburello Open si disputa in un campo che misura 80x20. Le dimensioni sono minori per le categorie femminili ed alcune giovanili. Si affrontano cinque giocatori: due terzini, un centrocampista o cavalletto, un rimettitore e un battitore. La palla è di gomma di colore bianco, pesa 88/90 gr, con un diametro di 59 mm; il tamburello può essere di due tipi: ovale (si chiama tamburina e si può usare solo per il servizio) o rotondo (per tutte le altre fasi di gioco); quest'ultimo ha un diametro di 28 cm (a seconda dell'età può essere indicato un diametro inferiore di 26 e 24 cm).

 
 

In questo schema è possibile leggere le fasi di uno scambio; si tenga presente che le linee di delimitazione del campo fanno parte del terreno di gioco; quella di metà campo è da considerarsi fuori e se la palla la colpisce è fallo. La palla può essere colpita al volo o dopo un solo rimbalzo.

 
 
 

 
 

A = squadra alla battuta; D = area di rimbalzo; a = arbitro

 

B = squadra alla rimessa; E= area di sicurezza;

 

t = tabellone segnapunti

 

C = area di battuta; g = guardalinee

 
 
 

La partita si disputa sulla distanza dei 13 giochi per le serie maggiori. Ogni gioco è composto da una serie di punti chiamati quindici e la loro successione è 15, 30, 45: si aggiudica il gioco la squadra che realizza il primo quindici dopo il 45. 

 

Si perde un 15 quando:

 
 

- il battitore, nell'eseguire il servizio, tocca la linea di battuta e/o entra nel terreno di gioco;

 

- la palla battuta o ribattuta, non supera di volo la linea mediana o supera le linee perimetrali del campo;

 

- la palla è rinviata con qualsiasi parte del corpo ad eccezione dell'avambraccio che impugna il tamburello;

 

- la palla è toccata consecutivamente da più di un giocatore della stessa squadra;

 

- la palla è ribattuta con il tamburello ovale, tranne che per necessità alla prima rimessa, qualora non ci sia stato tempo per il cambio di tamburello;

 

- un giocatore invade il campo avversario;

 

- la palla è colpita dopo il secondo rimbalzo. 

 
 
 

Tamburello Indoor

 

Il gioco del tamburello in campo coperto ebbe momenti di grande successo negli anni '30 e, successivamente, negli anni '50.

 

Praticamente scomparso dagli anni '60, la F.I.P.T. con grande impegno ha rilanciato la specialità in maniera incisiva dal 1980.

 
 

Teatro di questo ritorno al chiuso sono oggi le palestre normalmente utilizzate per altri sport e, quindi, di dimensioni notevolmente ridotte (massimo m. 34x16). Ciò comporta la necessità di utilizzare, con il tamburello tradizionale, palline particolari del peso massimo di 42 grammi.

 
 

Dal 1987 si disputano anche campionati italiani indoor maschili e femminili e la F.I.P.T. è impegnata a sviluppare questa attività anche a livello internazionale. La prima Coppa Europa indoor è stata disputata nell'ambito dei Giochi del Mediterraneo che hanno avuto luogo a Montpellier nel 1993 con la vittoria dei campioni d'Italia del Bagnacavallo, davanti a svizzeri e francesi.

 
 

Il successo internazionale ottenuto da questa straordinaria variante del gioco classico, in questa dimensione ridotta e più facile da apprendere dal punto di vista tecnico, è particolarmente apprezzata all'estero e nelle scuole. Attualmente tutta l'attività sportiva scolastica di palla tamburello (Giochi della Gioventù, Giochi Sportivi Studenteschi e GiocoSport) si pratica nella specialità indoor.

 
 

Il Regolamento Internazionale del Tamburello Indoor, varato nel 1194 dalla Fédération International de Balle au Tambourin, ha avuto diversi aggiornamenti, l'ultimo dei quali nel 2008.