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Scienze motorie, attivitą fisica e benessere psicofisico

Prevenire il doping tra gli adolescenti

Prevenire il doping tra gli adolescenti

a cura del prof. Francesco Mottola 


L'esigenza di sensibilizzare insegnanti e allievi sul problema del doping nasce dalla constatazione che non si tratta più di un problema circoscritto al mondo dello sport di alto livello. È un fenomeno ben più ampio che si diffonde a largo spettro anche fra coloro che praticano lo sport solo saltuariamente, o dovrebbero farlo solo per migliorare il loro benessere psico-fisico, e in maniera ancora più grave fra tutti gli adolescenti che in qualche modo praticano attività sportiva. 

 
Doping e giovani atleti
Il termine doping viene da doop, un miscuglio di sostanze energetiche che i marinai olandesi già quattro secoli fa ingerivano prima di affrontare una tempesta sull'oceano. Nel '900 sono entrati nell'uso comune il verbo inglese to dope e al sostantivo doping che significa un additivo che modifica il rendimento.

Fondamentalmente il doping si attua mediante l'assunzione di farmaci proibiti dalle normative sportive internazionali ed elencate in apposite liste. Ma la definizione generale formulata dal COMITATO OLIMPICO INTERNAZIONALE (CIO) non si limita ad indicare le diverse categorie di farmaci proibiti: specifica infatti che costituisce doping anche l'assunzione di sostanze di tipo fisiologico (cioè presenti nell'organismo umano e normalmente fornite allo stesso dalla comune alimentazione) assunte però per vie anormali ed in quantità anormali, con lo scopo di incrementare artificialmente la capacità di prestazione. È vero che questa seconda, più estensiva enunciazione, basata sul principio fondamentale della lealtà sportiva tende di fatto a restare sospesa in un ambito non protetto da precise norme. Per cui, di fatto, le istituzioni sportive si limitano a vietare ed a regolamentare soltanto l'assunzione dei farmaci compresi in apposite liste. È considerato doping anche l'abuso di farmaci. 

Promuovere anche ai soggetti giovanissimi la sana abitudine all'attività fisica, accompagnata da una alimentazione corretta e con stili di vita più equilibrati, è fondamentale perché attraverso l'esercizio fisico regolare è possibile controllare il peso corporeo, ridurre l'ipertensione arteriosa e la frequenza cardiaca e aumentare il benessere psico-fisico. Del resto il nostro sistema sanitario non può permettersi che un italiano su tre sia sovrappeso od obeso. È un fenomeno che sottrae salute agli individui e finanze allo Stato. 

Fa parte della promozione di stili di vita corretti anche la lotta al doping. È un fenomeno difficile da arginare, come dimostrano i dati delle ricerche più recenti, ma è anche vero che la legge italiana varata nel dicembre 2000 la più severa in Europa, sta producendo i suoi effetti nel mondo sportivo. È un provvedimento che porta profonde innovazioni alla disciplina, introducendo sanzioni penali per chi assume, somministra o favorisce l'uso di sostanze dopanti.
 
Per doping, la legge definisce «la somministrazione o l'assunzione di farmaci o di sostanze biologicamente o farmacologicamente attive». È doping anche: l'adozione o la sottoposizione a pratiche mediche non giustificate da condizioni patologiche e idonee a modificare le condizioni psicofisiche o biologiche dell'organismo al fine di alterare le prestazioni agonistiche degli atleti. 
 
Il doping è finalmente reato anche al di fuori delle leggi dello sport: un reato che non si valuta solo in base agli effetti dell'assunzione di sostanze vietate o alla pericolosità dei farmaci prescritti. È reato anche somministrare o assumere sostanze non giustificate da disturbi o patologie specifiche in corso, le sole che autorizzano l'impiego di certi medicinali. C'è di più: chiunque somministra sostanze proibite, non soltanto il medico, l'infermiere o qualsiasi altro operatore sanitario, può essere accusato di doping. La violazione dei divieti sanciti dalla legge prevede pene molto severe: la reclusione da tre mesi a tre anni e multe salate per chiunque procuri, somministri, assuma o favorisca l'uso delle sostanze vietate e per chiunque adotti o sottoponga gli atleti a pratiche mediche ingiustificate. Chi esercita una professione sanitaria e viene accusato di doping rischia l'interdizione temporanea dell'esercizio della professione. Se il fatto è commesso nei confronti di un minorenne, e ne deriva un danno per la salute o se il fatto è commesso da un componente di un associazione sportiva, la legge prevede pene maggiori.
 
Alcuni atleti tentano di vincere ad ogni costo grazie a sostanze (farmaci) e metodi (trattamenti) in grado di migliorare la prestazione sportiva o di attenuare il senso della fatica. È doping anche far assumere agli atleti farmaci che mascherano l'assunzione di altre sostanze sempre illecite, affinché non risultano positivi ai controlli antidoping. Vincere ad ogni costo NON È UN VALORE. Ricorrere a pratiche illecite, nello sport come nella vita equivale ad imbrogliare. Doping quindi equivale ad imbrogliare non solo gli altri ma anche se stessi.
 
Gli atleti sono soggetti sani in ottime condizioni fisiche e non hanno bisogno di trattamenti inopportuni. Chi assume farmaci per uso improprio nello sport rischia comunque la salute. Lo sport comporta applicazione e spirito di sacrificio. Campioni si può nascere, ma non si diventa senza rigore e determinazione, e un pizzico di fortuna come in ogni occasione nella vita. Nello sport primeggia solo chi ha talento di base e lo esercita allenandosi con razionalità, associando un alimentazione corretta per la disciplina sportiva in cui gareggia, e adatta alle sue caratteristiche biologiche, di sesso, di età.
 
Abbiamo già visto come un alimentazione corretta può prevenire molte situazioni di carenza di nutrienti che si possono verificare quando si pratica una intensa attività sportiva, per cui bisogna sempre ricorrere ad una alimentazione ricca di verdura e di frutta, povera di zuccheri semplici quali merendine, bibite dolci, tipo coche e aranciate. L'alimentazione deve essere distribuita su tre pasti principali e due spuntini, con un buon apporto di proteine, derivate in particolare da carni magre (petto di pollo o di tacchino,e pesce ricco di omega 3).
 
Cosa sono le droghe
Sostanze chimiche naturali o artificiali che agiscono sul sistema nervoso centrale provocando alterazioni psichiche, con allucinazioni, sensazioni di euforia e di forza che creano danni all’organismo, a parti di esso e soprattutto alle cellule nervose, e alla trasmissione degli impulsi nervosi. L’uso di droghe crea dipendenza, che può essere fisica con veri e proprie crisi che producono disturbi fisici dovuti all’astinenza e psichica con angosce.
 
Il doversi procurare la droga spesso causa vere e proprie forme di delinquenza e di devianze con il soggetto che è disposto a tutto pur di procurarsi la dose giornaliera che lo fa sentire bene anche solo temporaneamente. Ancora più pericoloso per se e gli altri guidare sotto l’effetto di droghe, che fanno perdere il senso della realtà, delle distanze, e la percezione del pericolo. Il soggetto non si rende conto, non è cosciente delle proprie azioni. 
 

Molto pericoloso è al tempo stesso l’uso di alcool in maniera eccessiva. L’effetto sugli adolescenti dell’alcool è devastante, l’organismo in giovane età non è in grado di metabolizzare le sostanze alcoliche, per cui si possono avere danni molto gravi sul fegato, su altri organi come i reni e soprattutto sul sistema nervoso centrale dove si ha un alterazione della realtà. La percezione visiva viene fortemente compromessa. Lo stesso succede se si guida dopo aver bevuto sostanze alcoliche e super alcolici, e quindi in condizioni di alterazioni del proprio stato psico-fisico.

 
L’attività sportiva generale può essere d’aiuto al recupero delle persone dedite all’alcool. Inoltre la disciplina e l’educazione nel praticare attività fisica agonistica porta ad una prevenzione verso l’uso di sostanze, che possono essere definite pericolose per il corpo umano, e che sicuramente creano un peggioramento delle performance atletiche.