Sport invernali


Se ghiaccio, neve, freddo non arrestano la vostra voglia di fare movimento, anche nei mesi invernali è possibile praticare tante attività sportive appassionanti, come quelle raccolte in questa pagina. Basta coprirsi un po’!


Pattinaggio artistico
In questa disciplina un atleta o una coppia di atleti compiono movimenti acrobatici sul ghiaccio solitamente accompagnati da una base musicale. I pattinatori devono dimostrare di avere grazia, resistenza fisica, coordinazione, elasticità e uno spiccato senso di equilibrio: devono, insomma, essere in grado di emozionare chi li osserva (e li giudica).

Abbigliamento. Gli atleti professionisti si sfidano indossando costumi molto eleganti, che ricordano abiti da sera (e che spesso sono disegnati da famosi stilisti). Gli sportivi amatoriali utilizzano pantaloni elasticizzati, maglie piuttosto aderenti in grado di favorire movimenti delle braccia, guanti e sciarpe (e un maglione da indossare al temine della sessione!). Le calzature hanno un ruolo fondamentale (e devono essere ben più affidabili di quelle fornite a noleggio nelle piste delle nostre città): la caviglia deve risultare perfettamente sorretta ma non eccessivamente stretta e le lame devono essere in acciaio. Nel pattinaggio artistico la parte anteriore della lama è dentellata, non usurate e con la parte anteriore dentellata. 

Movimenti fondamentali. Sulle note del brano musicale che ne accompagna l’esecuzione, gli atleti compongono una sorta di vero e proprio "balletto", in cui si riconoscono queste tre tipologie di movimenti:
Piroetta: l’atleta ruota attorno al proprio asse perfettamente centrato su un punto determinato della pista.
Salto: compiere un salto sul ghiaccio è molto difficile e occorre padroneggiare le tecniche più avanzate. I salti sono classificati in base allo stacco, al numero di rotazioni effettuate in volo e alla posizione di atterraggio. I salti classificati sono l’axel, il salcow, il toeloop, il rittberger (o loop), il flip e il lutz.
Spirale: piroette eseguite ad alta velocità. Assai scenografica quella in cui l’atleta la esegue tenendo un pattino con la mano.
La combinazione di questi movimenti permette un incremento del punteggio ricevuto a fine gara.

Gare. Individuali: prevedono due fasi, il programma corto (o tecnico) che dura 2’40" e il programma lungo (o libero) che dura 4 minuti per gli uomini e 4’30" per le donne.
In coppia: un esercizio di pattinaggio a coppia regala allo spettatore il doppio delle emozioni. I due atleti, un uomo e una donna, assecondano la musica muovendosi in perfetta coordinazione e interazione. La gara a due prevede un programma corto con esercizi obbligatori e un programma lungo libero.


Pattinaggio di velocità
In questa disciplina gli atleti percorrono una pista ghiacciata e liscia raggiungendo velocità anche pari a 60 km/h: si tratta dello sport più veloce praticato dall’uomo con la sola spinta dei propri muscoli. Nelle gare ufficiali la pista ha la classica forma ovale.

Abbigliamento. Gli atleti indossano speciali tute integrali aderenti (cappuccio compreso) che favoriscono l’aerodinamicità, equipaggiandosi poi di ginocchiere, parastinchi e guanti. Nelle gare disputate su distanze brevi la lama dei pattini è saldata in diagonale sulla suola della scarpetta; in quelle lunghe la lama può staccarsi dal tacco per favorire spinte più profonde.

Movimenti fondamentali. Nelle distanze brevi è importante muoversi con il busto inclinato in avanti e le ginocchia piegate per favorire la spinta aerodinamica e il raggiungimento della massima velocità nel più breve tempo possibile; in curva è possibile toccare con la mani la pista (si aiuta l’equilibrio ma si perde velocità). Nelle distanze lunghe il movimento più caratteristico è quello che compiono le braccia: per ridurre la resistenza all’aria i pattinatori portano un braccio dietro la schiena usando l’altro per mantenere l’equilibrio. Per non perdere la velocità si preferiscono passi lunghi.

Gare. Nel circuito lungo gareggiano 2 pattinatori, in quello breve si affrontano 4-6 atleti individuali o a staffetta; le gare possono essere di sprint (500 e 1000 metri) oppure svolgersi su distanze prestabilite (da 500 a 10.000 metri), che gli atleti percorrono corsie scambiandosi nelle apposite linee di incrocio.


Sci alpino
Lo sci alpino è lo sport invernale più diffuso e praticato. Nelle competizioni l’obiettivo è quello di raggiungere la linea del traguardo nel minor tempo possibile superando in maniera corrette le porte sparse nel percorso. Le porte, delimitate da bandierine in plastica, sono poste in modo da cadere in caso di urto.

Gare. Le piste delle gare di sci alpino si caratterizzano dalla presenza delle porte: in quelle aperte le bandiere sono poste orizzontalmente una accanto all’altra; in quelle chiuse le bandiere sono posizionate verticalmente. È possibile suddividere le varie gare in due distinte tipologie: di velocità e tecniche.
Le gare di velocità si svolgono in un’unica manche e comprendono due "classiche": la discesa libera e il super gigante. La prima, la più veloce, si svolge in una discesa ripida caratterizzata da tratti rapidissimi (si superano i 130 km/h) e curve da effettuare passando all’interno di porte aperte; la seconda si ambienta in un tracciato costituito da almeno 35 porte.

Le gare tecniche si svolgono su tracciati lenti caratterizzati da un maggior numero di porte (aperte e chiuse) che obbligano l’atleta a frequenti cambi di velocità e direzione. Lo slalom speciale, caratterizzato da porte aperte rosse e porte chiuse blu, prevede che lo sciatore venga eliminato anche se salta una sola porta (e ce ne possono essere 75!).

Abbigliamento. La tuta da sci ha un’importanza decisiva nella resa della discesa. Deve aderire al corpo senza limitare i movimenti dello sciatore, riparare dal freddo senza surriscaldare troppo. Il casco è raccomandato anche agli atleti non agonisti: protegge la testa ed evita infortuni. Gli occhiali sono molto importanti perché, essendo in grado di filtrare la luce, evitano che il bagliore del sole, riflettendosi sulla pista, abbagli e infastidisca. Gli scarponi, costruiti in rigide strutture che miscelano plastica e materiali sintetici, si attaccano agli sci in corrispondenza del tallone e della punta e devono essere in grado di sostenere lo sciatore permettendogli di effettuare, con la pressione delle gambe, i cambi di direzione necessari.

Movimenti fondamentali. Gli sciatori affrontano le curve in due modi diversi. Nello slalom si tengono i piedi uniti, busto eretto e ginocchia leggermente piegate per cambiare rapidamente direzione; nel gigante si affronta la curva piegando le ginocchia e flettendo il busto in avanti, con braccia e piedi distanti.

Tipi di sci. Ogni sci è caratterizzato da tre parti: una coda, una parte centrale (soletta) e una spatola. Prima di ogni gara la soletta viene sciolinata, cioè spalmata con la sciolina: si tratta di una sostanza resinosa che permette all’attrezzo di scivolare più rapidamente in base alle condizioni della neve. A seconda del tipo di discesa varia la lunghezza dei percorsi: i più lunghi sono quelli per il super-G e per la discesa libera, i più corti quelli da slalom.


Snowboard
In bilico tra surf oceanico, skateboard e sci alpino, lo snowboard è una disciplina invernale che attira ogni stagione un numero sempre crescente di appassionati. Se l’invenzione della tavola si deve a Sherman Poppen, ingegnere del Michigan (nel 1965 sviluppò lo snurfer, antenato dello snowboard), la disciplina vera e propria è nata pochi anni dopo dall’iniziativa di surfisti californiani in cerca di uno sport da praticare anche d’inverno. Dal 1998 è diventata disciplina olimpica che si pratica nelle gare di slalom gigante e half pipe. A seconda della tipologia di gare gli atleti eseguono salti acrobatici più o meno complessi e spettacolari, oppure si cimentano all’interno delle stesse piste riservate allo sci alpino; in ogni caso questo sport richiede una buona condizione fisica, agilità, senso d’equilibrio e, non ultimo, un pizzico di coraggio.

Abbigliamento. Lo snowboard alpino, praticato nelle piste da sci, prevede l’uso di scarponi rigidi e tavole strette e lunghe, studiate per le alte velocità. Lo snowboard freestyle, praticato negli half pipe e fuori pista su neve fresca e non battuta, prevede l’uso di scarponi morbidi e flessibili, tavole più larghe che favoriscono atterraggi e stacchi da entrambe le direzioni. L’atleta indossa un abbigliamento comodo ma protettivo: alle tute sono spesso applicate protezioni per ginocchia e gomiti. Raccomandati casco e occhiali.

Gare. Nel gare di freestyle e snowboard acrobatico gli atleti compiono acrobazie muovendosi su rampe apposite ricoperte di neve, gli half pipe: a ritmo di musica si spostano da un lato all’altro delle rampe eseguendo salti e rotazioni acrobatiche in volo. Tra i salti più famosi il McTwist, ideato dallo snowboarder Mike McGill nel 1980, che prevede una rotazione attorno all’asse verticale seguita da una rotazione orizzontale attorno a quello laterale. Nelle gare di slalom gigante gli atleti si sfidano in due manche: la discesa è costellata di bandiere triangolari che devono essere superate da una parte o dall’altra.

Movimenti fondamentali. Nel freestyle i movimenti s’ispirano a quelli tipici dello skateboard acrobatico. Nel freeride fuori pista sono decisivi i frequenti salti a gambe chiuse per evitare che l’atleta affondi nella neve fresca. Nelle gare di slalom l’atleta affronta le curve in due modi: di spalle, facendo pressione sui talloni e assumendo posizione inclinata con braccia tese verso l’esterno, o in avanti, facendo leva sulle punte dei piedi e inclinandosi verso l’interno della curva con ginocchia flesse.


Slittino, skeleton, bob
Attraversando piste di cemento ricoperte da ghiaccio, le gare di slittino, skeleton e bob rappresentano senza dubbio le più emozionanti e veloci tra le discipline invernali e per questo riservate esclusivamente ad atleti preparati. I tracciati hanno forme diverse ma elementi comuni, quali una piattaforma di partenza, tratti rettilinei in cui si aumenta la velocità, curve paraboliche e una rampa di decelerazione posta al termine del circuito per poter arrestare il mezzo.

Slittino
Gare. Nello slittino ogni concorrente (o coppia) attraversa un percorso la cui lunghezza è compresa tra i 1000 e i 1300 m per il singolo maschile e tra gli 800 e i 1050 per quello femminile e per le gare in doppio. Lo slittino, costituito da leghe di legno e metallo molto resistenti, non può avere larghezza maggiore di 55 cm e la distanza tra le due lame non può superare i 45 cm (il peso massimo è stabilito in 23 kg); non è provvisto di freni meccanici e i cambiamenti di direzione (così come la frenata) sono effettuati esclusivamente dall’atleta e dai movimenti del suo corpo.

Abbigliamento. Gli atleti viaggiano indossando tute aderenti, guanti rinforzati e casco. I professionisti usano apposite scarpe chiodate per controllare con i talloni il movimento dello slittino.

Movimenti fondamentali. Si parte seduti, con l’atleta che spinge con le mani imprimendo la spinta iniziale. Dopo aver guadagnato velocità, si sdraia in posizione supina per ridurre la resistenza all’aria; a quel punto manovra lo slittino spostando leggermente il corpo da una parte all’altra del mezzo (basta muovere la testa o una spalla per cambiare direzione!). All’arrivo l’atleta torna in posizione seduta e appoggia i piedi sul ghiaccio con lo slittino ancora in corsa cercando un arresto graduale.

Skeleton
Gare. Lo skeleton rappresenta una variante dello slittino e prevede che l’atleta (sempre da solo) percorra la pista in posizione prona a testa in avanti. Rispetto allo slittino cambia anche l’attrezzo, in questo caso in acciaio e fibra di vetro (imbottita sulla superficie su cui poggia l’atleta), il cui peso non può superare  i 43 kg per gli uomini e i 35 per le donne; i pattini di acciaio dello skeleton distano tra loro da 34 a 38 cm. La lunghezza del tracciato va da un minimo di 1200 m a un massimo di 1650 m (pendenza massima: 12%). Ai Campionati europei e alle Olimpiadi gli atleti hanno a disposizione due discese (quattro ai Campionati del Mondo).

Abbigliamento. Gli atleti indossano tute aderenti e un casco aerodinamico dotato di visiera. Anche in questa disciplina è previsto l’uso di apposite scarpe chiodate (massimo 8 chiodi).


Movimenti fondamentali. L’atleta parte in piedi, afferra le maniglie dello skeleton e corre spingendolo per una lunghezza che varia dai 25 ai 45 metri. Compiendo un notevole sforzo fa forza sulle braccia, solleva le gambe e si appoggia allo skeleton guidandolo, come lo slittino, con i soli movimenti del corpo. Al traguardo, posto in pendenza in salita, la frenata avviene con i piedi.

Bob
Gare. Il bob (diminutivo di bobsleigh, guidoslitta) prevede l`uso di una speciale slitta dotata di due serie di pattini. L’equipaggio può essere composto da due atleti (un pilota e un frenatore) o quattro (pilota, frenatore e due «interni»). Il pilota, seduto nella parte anteriore, guida il bob mediante apposite maniglie collegate ai pattini anteriori; il frenatore, seduto in fondo, aziona i freni per rallentare e arrestare la marcia. Le piste sono lunghe 1,5 km, costituite da 15 curve. Il bob è costruito con un telaio in fibra di ferro e carbonio, snodato a metà della sua lunghezza, appoggiato a pattini di titanio o acciaio (spessore minimo di 4 mm per il bob a due e 6 mm per quello a quattro). La slitta del bob a due misura 2,7 m, quella del bob a quattro 3,8 m.

Abbigliamento. Gli atleti indossano tute aderenti e un casco integrale dotato di visiera.




Movimenti fondamentali. La gara comincia con la spinta del il bob tramite le maniglie poste all’esterno. Al termine del primo tratto (spesso quello che decide le sorti della discesa), di circa 50 metri, gli atleti entrano uno dopo l’altro nel mezzo; il primo è il pilota, l’ultimo il frenatore. Nel corso della gara il pilota mantiene una posizione seduta, manovrando le maniglie direzionali; gli altri componenti dell’equipaggio abbassano anche la testa, muovendosi in sincro per favorire l’esecuzione delle curve. Al termine il frenatore si occupa di tirare gradualmente la leva del freno per fermare il bob.


Curling
Il curling prevede che due squadre composte da quattro donne o quattro uomini si alternino nel far scivolare sul ghiaccio gli stone cercando di avvicinarli il più possibile al centro. Si gioca sul rink, una lastra ghiacciata lunga 44,5 metri e larga 4,75 suddivisa longitudinalmente da una linea detta center line; le due estremità sono caratterizzate dalla presenza di due bersagli detti house, formati da 3 cerchi concentrici, blu, rosso e bianco (il tee). Dopo aver lanciato la stone entro una linea (hog line), i giocatori provvedono a favorirne il percorso mediante sweeping (spazzamento), effettuato con due scope che generano calore e rendono quindi più scorrevole il ghiaccio.  
 
Gare. Un match si gioca in 10 tempi, o end; in ciascuno di essi gli atleti lanciano a turno le pietre e la squadra che al termine di lanci ha la pietra più vicina al tee si aggiudica il punto. Al termine di ogni tempo viene invertita la direzione del lancio e la squadra che non ha segnato si aggiudica la possibilità di tirare l’ultima stone, detta hammer, nel tempo successivo. Solo il lead, il capitano della squadra, può effettuare l’ultimo lancio.
 
Abbigliamento. Gli atleti indossano apposite tute e non rinunciano ai guanti. Le scarpe sono differenziate: la suola destra, realizzata in teflon, è liscia per scivolare sul ghiaccio al momento del rilascio della stone, la sinistra è in materiale abrasivo per favorire l’equilibrio.

Movimenti fondamentali. Nel momento del lancio il giocatore fa scivolare la pietra indietro per darsi lo slancio; successivamente si protende in avanti e accompagna la stone dalla maniglia, facendola avanzare linearmente. Nel momento del lancio l’atleta è poggiato su un ginocchio; fondamentale il movimento del polso nel momento dello stacco. Per quanto riguarda lo "spazzamento" esso permette un incremento del percorso della stone di più di 30 metri. È il capitano della squadra che impartisce gli ordini ai compagni su come agire.