Articolo del mese - 11
Approfondimenti sullo sport, sulla convivenza civile, sul vivere quotidianoIn piscina, tra presente e futuro
Anche se le prime gare di nuoto si sono svolte a partire dal XIX secolo (in Inghilterra), la pratica di questo sport ha origini antichissime: ai tempi dei Greci e dei Romani chi non era capace di nuotare era visto come un individuo di poco valore. Al 1300 risalgono le prime gare di nuoto; ma nel Medioevo chi nuotava era considerato un individuo stravagante. Con l’illuminismo l’attività sportiva in acqua riacquista dignità; nascono le prime scuole in Francia e in Italia si scrivono i primi trattati: il frate Oronzio de Bernardi scrive nel 1794 L’uomo galleggiante, ossia l’arte ragionata del nuoto, e nel 1819 lo studioso Adolfo Corti pubblica il saggio L’arte del nuoto teorico-pratica. Per tutto il XIX secolo la disciplina conosce un rinnovato interesse: la prima piscina coperta risale al 1828 (Liverpool). J. Arthur Trudgen e Frederick Cavill, alla fine del 1800, basandosi sul modo di nuotare di Indiani e popoli dei Mari del Sud, definirono un nuovo modo di nuotare e nacque il crawl (strisciare) da cui deriva il moderno stile libero.
Oggi è unanimemente riconosciuta l’importanza del nuoto sia dal punto di vista formativo - nel giovane sportivo, - sia dal punto di vista riabilitativo - per l’infortunato o il disabile, sia dal punto di vista prettamente atletico - per chiunque desideri tenersi in forma. E in vasca si pratica un insieme molto vasto di discipline; vediamo le principali con uno sguardo agli attrezzi e agli sport acquatici di ultima generazione.
In acqua è facile iniziare
Medici e allenatori consigliano di intraprendere un’attività acquatica fra i 4 e i 7 anni, a prescindere da quello che sarà poi lo sport (agonistico, di squadra o amatoriale) che vorrà praticare il ragazzo. Il nuoto sviluppa simmetricamente la muscolatura, migliorando le funzioni cardio-respiratorie e i fattori di forza e tonicità; la resistenza che l’acqua oppone al movimento (12 volte superiore a quella dell’aria) esercita un benefico massaggio sul corpo dell’atleta pur costringendo i muscoli ad un maggiore impegno. Nuotare a lungo a media velocità ha effetto dimagrante; nuotare con movimenti ampi concentrandosi sulla velocità permette di tonificare la massa muscolare.
In acqua la posizione del nuotatore deve essere orizzontale; nello stile libero e nel dorso la posizione della testa è fondamentale: essa deve essere perfettamente appoggiata sull’acqua in modo da non pesare. Questi due stili si definiscono asimmetrici, poiché l’azione degli arti superiori e quella degli arti inferiori si eseguono in tempi diversi e in maniera alternata; la rana e il delfino si considerano invece stili simetrici, perché gambe e braccia compiono contemporaneamente lo stesso movimento.
Il nuoto è anche uno sport agonistico, spettacolare emozionante; le gare si svolgono in piscine rettangolari di lunghezza variabile da 25 a 100 metri e lunghezza di 21 m. La vasca cosiddetta olimpionica è lunga 50 m, profonda generalmente 1,80 m ed è formata da 8 corsie della larghezza di 2,5 m ciascuna. I blocchi sono posti sul bordo vasca, al centro delle corsie, numerati nelle 4 facce visibili e altri 50-70 cm rispetto al livello dell’acqua.
Il nuoto è anche fitness; come tale può essere praticato da tutti, anche da chi non sa nuotare: il lavoro e la ginnastica in acqua sono in grado di ridurre le tensioni sulle vertebre, di alleggerire il peso del corpo, di esercitare le articolazioni e i distretti muscolari, fornendo relax e stimoli anche a coloro che per molto tempo non hanno svolto nessun tipo di attività.
| Specialità Olimpiche [Gare disputate in vasche lunghe 50m]: Stile libero: 50m, 100m, 200m, 400m, 800m [solo donne], 1500m [solo uomini], staffetta 4x100 m, 4x200m Dorso: 50m, 100m, 200m Rana: 50m, 100m, 200m Delfino: 50m, 100m, 200m Misti individuali: 400m staffetta, 4x100m misti. Giochi sportivi studenteschi [Gare disputate in vasche lunghe 50m]: Stile libero: 50m, staffetta 4x50 m, staffettone misto 8x50m Dorso: 50m Rana: 50m Delfino: 50m |
Nuovi sport e attrezzi in piscina
Oltre ai classici corsi di nuoto e alla pallanuoto, oggi in acqua si praticano attività come l’aquagym, l’aerobica, l’aquaboxing, lo step, lo woga. Si possono usare particolari attrezzi che modificano la velocità e la resistenza nell’acqua, oppure con vere e proprie macchine, paragonabili a quelle che si utilizzano nelle palestre.
Negli ultimi tempi molti attrezzi e strumenti di nuova concezione hanno iniziato a popolare le piscine e i negozi specializzati; l’idrobike stazionaria, ad esempio, è una sorta di vera e propria cyclette acquatica costruita in materiali speciali e collocata tra i 70 e i 170 cm di profondità in modo che l’acqua arrivi all’altezza del bacino o del torace di chi si allena. Pedalare in piscina ha molti vantaggi: l’apparato muscolo-scheletrico non viene sovraccaricato e le articolazioni non vengono "stressate", dato che l’acqua funge da vero e proprio freno ai gesti più frenetici, rendendoli più sicuri. L’aquapulldown (vedi figura a destra) è invece una macchina usata per potenziare le spalle, le braccia e il tronco superiore del corpo. Anche l’aquarover (figura a sinistra) permette di praticare molteplici esercizi tra cui una sorta di vogatore acquatico, ideale per tonificare il dorso e gli arti.
La resistenza muscolare viene sviluppata anche nel caso dell’aqua step o dell’aqua dance (in quest’ultimo caso il corpo è l’unico strumento da utilizzare!). Nello step in piscina sono previsti gli stessi gesti della palestra: il passo base (salire e scendere), il knee fit (ginocchio su), il calcio, con l’aggiunta che il muscolo lavora anche per tornare nella posizione di riposo, poiché incontra sempre la resistenza dell’acqua. Anche la Biodanza, un sistema di balli accompagnati da musiche selezionate che favoriscono la naturalezza dei movimenti e l’atoregolazione dell’organismo, ha iniziato ad essere praticata in acqua; lo scopo, in questo caso, è proprio quello di aumentare la propria flessibilità e fluidità, divenendo un tutt’uno con l’acqua che ci circonda. Questo è reso possibile grazie a spostamenti del corpo armonici, delicati e lievi che inducono l’organismo al relax e alla fuga dallo stress della nostra quotidianità.
Per coloro i quali il lavoro non è mai troppo, sono in vendita le aqua flap, speciali calzature con effetto antisdrucciolo provviste di una coppia di alette laterali mobili, in grado di aumentare l’attrito dell’acqua (e quindi la forza richiesta per compiere il movimento). Anche il classico pull-boy, il blocco che si posiziona all’altezza delle cosce aiutando a galleggiare ma impedendo il movimento delle gambe, ha subito diversi cambiamenti, nella forma e nei materiali. I nuotatori più esigenti in cerca di un "aiutino" possono affidarsi ai guanti palmati, grazie ai quali è possibile imprimere maggiore forza alla bracciata; ma esistono anche le palette, piccole superfici rigide che s’incastrano tra pollice e indice e permettono di trasformare le nostre mani in veri e proprio piccoli remi.
In acqua d’estateSe durante l’inverno il problema principale del nuoto è quello relativo ai capelli bagnati, ai raffreddori e ai malanni di stagione, d’estate lo sport in piscina non teme rivali e si candida come sempre a diventare l’attività fisica preferita. Certo, l’acqua attrae e spaventa: da una parte è l’immagine della purezza, della libertà e una vera miniera di stimoli, dall’altra alimenta la paura di affogare, soffocare e spaventa la mancanza di peso e la perdita dell’orientamento. Eppure l’esperienza motoria acquatica è una delle più importanti ai fini dello sviluppo della personalità e della conoscenza del nostro corpo.
Il vastissimo numero di proposte che le piscine organizzate offrono per soddisfare le esigenze degli utenti mostra che l’offerta continua ad essere molto alta. Relax, ginnastica, riabilitazione, agonismo, fitness: tutto questo è possibile in piscina. Gli attrezzi di nuova generazione e le nuove tecniche di allenamento acquatico, infine, denotano la volontà di guardare al futuro e restare al passo con i tempi. Perché uomo e acqua saranno sempre un binomio indivisibile.

06/09/2010