Pubblicazioni D’Anna


A. Pericoli


Educazione stradale  
Edizione aggiornata

con quiz per il conseguimento dell’attestato per la guida dei ciclomotori

ISBN 978-88-8104-821-2    
pp. 176






Il libro, avvalendosi dell’esperienza acquisita dall’autore quale docente nei corsi per il conseguimento del Certificato di idoneità alla guida del ciclomotore, offre allo studente un pratico e funzionale strumento di preparazione all’esame relativo, ma allo stesso tempo costituisce un valido riferimento educativo e formativo per ogni categoria di utenti della strada.

La prima delle quattro parti in cui il testo è suddiviso affronta argomenti non direttamente oggetto di verifica per il conseguimento del «patentino», ma comunque imprescindibili per quelle classi che intendano inserire l’Educazione stradale nella propria attività didattica: la strada nelle sue specifiche componenti e funzioni e le corrette modalità di circolazione a piedi, in bicicletta e in auto.

Le successive tre parti trattano invece temi piú strettamente legati alla prova d’esame: il ciclomotore e il suo corretto utilizzo, le norme comportamentali e legali che regolano la circolazione stradale (precedenza, segnaletica, rispetto ambientale), l’incidente stradale nei suoi aspetti pratici e normativi e gli obblighi assicurativi. In queste parti sono stati evidenziati in rosso i concetti che costituiranno specifico oggetto dei quiz, allo scopo di favorirne la memorizzazione da parte degli studenti.

Tutta la trattazione è corredata da numerose rubriche di approfondimento, che offrono interessanti spunti su argomenti di particolare importanza e che possono rivelarsi utili anche per chiarire problematiche di carattere privato, quali la scelta del casco piú idoneo, gli obblighi e le esenzioni nell’utilizzo delle cinture di sicurezza ecc.

A conclusione del volume sono infine riportati interamente i quiz ministeriali, seguiti dalle relative soluzioni, che consentiranno allo studente di testare realmente la propria preparazione all’esame per il certificato di idoneità.

Questa particolare struttura è stata pensata allo scopo di rendere il testo fruibile per svariate «tipologie» di studenti: da quelli non ancora in età di conseguimento del patentino, a quelli impegnati invece nella preparazione dell’esame relativo, a quelli interessati infine ad approfondire particolari e piú specifici aspetti inerenti l’educazione stradale.

L’esposizione delle diverse tematiche è condotta con uno stile semplice e chiaro, che mira a consentire un approccio immediato e informale alla materia., e che, prendendo spunto dalla comune esperienza quotidiana, cerca sempre di fornire la motivazione logica degli argomenti che costituiscono oggetto di trattazione, in modo da far comprendere e condividere la necessità del rispetto delle norme.

Pertanto il libro ha un alto valore educativo, e mira alla formazione di una mentalità che conduca gli studenti e le studentesse a vivere la strada secondo il principio della massima sicurezza propria ed altrui, e a farli sentire «parte» di un complesso sistema di diritti e doveri reciproci.


 

Approfondimenti


.: Caratteri Generali  

.: Ciclomotori e Casco

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Cintura di sicurezza

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Incidente stradale ed omissione di soccorso

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Le stragi del sabato sera

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Links


   
L’Educazione stradale giunge finalmente sui banchi di scuola, demandando cosí al fattore «educazione» la formazione di un nuovo «cittadino-utente della strada», nel tentativo di trovare un modo efficace per arginare l’inaccettabile numero di vittime (circa 8000 l’anno) e di feriti falcidiati annualmente dalla circolazione stradale. Purtroppo l’obiettivo di salvaguardare la sicurezza dei cittadini fino ad ora non è stato raggiunto nonostante il continuo adeguamento normativo che dal 1959 ad oggi ha caratterizzato i Codici della Strada, e nonostante il crescente sforzo delle case costruttrici di veicoli per realizzare mezzi sempre piú affidabili. Né vi sono riusciti coloro che dovevano essere i «formatori» dei conducenti, ovvero i responsabili delle scuole guida, da sempre ancorati ad un modello di apprendimento in cui il valore del candidato si misura in «quiz» troppo spesso finalizzati al mero superamento dell’esame teorico, cui poi segue una fase pratica che non prepara il candidato in maniera adeguata al reale mondo della circolazione. Ecco allora che in questo panorama si colloca il progetto scolastico con l’ambizione di intraprendere un nuovo percorso di conoscenza per i quattordicenni che ricoprono il semplice ruolo di utenti della strada o che intendano guidare il loro primo veicolo a motore: il ciclomotore. Il suddetto progetto scolastico, però, ha soprattutto il compito di formare l’aspetto culturale di coloro che, dopo alcuni anni, saranno aspiranti conducenti di autoveicoli, perché su queste basi potranno piú saldamente poggiare le nozioni tecniche e pratiche che verranno loro impartite dalle scuole guida.




    
Il ciclomotore è l’oggetto dei desideri della stragrande maggioranza di ragazzi e ragazze quattordicenni, perché costituisce lo strumento principe di emancipazione e di acquisizione di libertà. Molteplici sono le novità relative a questa tipologia di veicolo. Prima fra tutte, l’obbligo del certificato di idoneità alla guida per coloro che non abbiano ancora 18 anni; certificato da conseguire o presso le scuole, mediante corsi di 20 ore, o presso le autoscuole per coloro che abbiano abbandonato gli studi. Il veicolo sarà munito di targa propria, e per quei tipi di ciclomotori omologati (ovvero riconosciuti idonei) sarà anche possibile il trasporto di un passeggero, limitatamente però a coloro che abbiano compiuto i 18 anni di età. La guida del ciclomotore, come peraltro di un motociclo (ovvero di un veicolo di analoga struttura, di cilindrata superiore ai 50 centimetri cubi e di velocità massima superiore ai 45 km/h), e il trasporto di passeggeri (ove previsti) sono subordinati all’utilizzo del casco protettivo, di tipo omologato. Qualora il conducente (ma anche il passeggero) non faccia uso del casco o non lo indossi correttamente allacciato, è punito con una sanzione amministrativa pecuniaria ed il fermo amministrativo del mezzo per un mese. Relativamente a questo argomento, sarà importante che il docente imposti il discorso focalizzando l’attenzione sull’aspetto della sicurezza e della protezione, evidenziando l’assurdità di alcuni frequenti comportamenti (casco indossato ma non allacciato – casco tenuto all’avambraccio), nonché la pericolosità di certe iniziative (come quelle di coloro che alterano le caratteristiche tecniche del veicolo per ottenere prestazioni piú elevate, cui conseguono, peraltro, anche pesanti sanzioni).




 

La cintura è un altro argomento per il quale il filo conduttore deve essere quello della sicurezza. È bene cioè far comprendere la finalità del giusto comportamento, che quindi non deve essere sentito come un atto coercitivo, bensí protettivo. Usare la cintura di sicurezza (obbligatoria peraltro per tutti i passeggeri dell’autovettura, compresi quelli che si trovano sui sedili posteriori) viene probabilmente sentito, soprattutto da un giovane, come l’accettazione di un limite alla propria libertà, o magari come un segno d’insicurezza nella guida; allora il ragazzo o la ragazza preferiscono evitare di allacciarla, a maggior ragione se sono in compagnia di amici. Ecco dunque la necessità di un’esauriente (e convincente) spiegazione sul funzionamento tecnico della cintura, sulla sua interazione con altri dispositivi di sicurezza presenti sull’auto, nonché sulle assurde motivazioni addotte da alcuni pur di non utilizzarle, evidenziando l’aspetto di «modernità» che tale uso implica e raffrontandolo con la «chiusura mentale» di coloro che, ormai avanti negli anni, non riescono ad accogliere le novità e quindi a stare al passo con i tempi. È poi fondamentale sgomberare il campo dall’errata convinzione che la velocità cittadina, a differenza di quella autostradale, non comporti la necessità di usare la cintura: si deve far capire che un urto a 50 km/h è paragonabile alla forza d’impatto con il suolo che subirebbe colui che cadesse dal terzo piano! La normativa sulla cintura di sicurezza è molto articolata. Qui ci si limita a ricordare che ogni passeggero maggiorenne, privo di cintura di sicurezza, è destinatario della violazione commessa (per il minorenne ne risponde il conducente), ovvero di una sanzione amministrativa pecuniaria e, per il solo conducente, di una decurtazione di 5 punti-patente.





Uno degli aspetti piú delicati dell’Educazione stradale è l’evento «incidente», sia perché può rinfrescare in qualche studente o studentessa il ricordo di un episodio magari grave, vissuto in prima persona o a livello familiare, sia per la naturale tendenza di ognuno a rifiutare mentalmente una situazione spiacevole. In caso di incidente stradale, colui che vi rimanga direttamente coinvolto (ovviamente in maniera leggera) oppure che abbia il solo ruolo di primo soccorritore, deve:

- attivare immediatamente i soccorsi adeguati tramite i numeri telefonici istituzionali (113 - 118 -115 ecc.);
- prestare aiuto anche soltanto morale alle persone ferite, e comunque sempre limitatamente alle proprie conoscenze e capacità in materia di primo soccorso;
- rimuovere dalla strada, se e quando possibile, ogni ulteriore causa di pericolo (ad esempio rottami, veicoli, tralicci ecc.), oppure fare segnalazioni di invito alla prudenza ai veicoli sopraggiungenti;
- prendere nota (nel caso sia direttamente coinvolto) dei dati essenziali della controparte, ovvero del numero di targa del veicolo, del nome, cognome, data di nascita, luogo di residenza del conducente, e degli estremi della polizza d’assicurazione.

È importante sottolineare subito ai ragazzi che l’incidente stradale non è frutto di fatalità, e che è estremamente pericoloso sopravvalutare le proprie capacità di guida, perché ciò tende a farci sentire al sicuro e al di sopra di qualsiasi disgrazia. L’incidente stradale è un fatto umanamente possibile, e come tale può capitare a ciascuno di noi. Tuttavia, comportamenti improntati ai concetti di sicurezza e prudenza (utilizzo di cintura di sicurezza e di casco, velocità moderata e rispetto della segnaletica) possono, se non azzerare le probabilità di rimanervi coinvolti, quanto meno limitarne le conseguenze. Aldilà dei consigli che in linea teorica si possono dare, è importante rimarcare l’aspetto della solidarietà verso gli altri, valorizzando al massimo il bene della vita umana: troppo spesso la cronaca ci propone episodi di omissione di soccorso, talvolta con esito mortale. Pertanto da tali episodi il docente può prendere lo spunto per intavolare discussioni con i ragazzi affinché riflettano sul senso di responsabilità e divengano piú consapevoli delle conseguenze derivanti dalle loro azioni.



      

Con questa perifrasi vengono ormai indicati non soltanto gli incidenti che si verificano tra i giovani nelle nottate fra i sabati e le domeniche lungo le strade che li riportano a casa dai luoghi di divertimento, ma anche tutti i sinistri dall’esito mortale che in qualche modo sono riconducibili a tipologie di vita giovanili, oppure che sono determinati dall’abuso di alcolici o sostanze stupefacenti, oppure dalle improvvisate gare in auto e moto. Con questo argomento il docente si trova quindi ad affrontare problematiche che coinvolgono i ragazzi in prima persona; tuttavia egli non deve criminalizzare il loro mondo, ma piuttosto evidenziarne i rischi e le contraddizioni, prendendo spunto per esempio da certi messaggi della pubblicità che molto spesso propongono un’immagine vincente di uomo o di donna subordinandola al consumo di una bevanda alcolica o alla guida di un’auto potente. Riuscire a creare nei ragazzi la consapevolezza del subdolo rischio costituito, per esempio, dal classico «bicchierino di alcol in piú» che, pur non determinando ubriachezza nel soggetto ne procura uno stato di ebbrezza con il progressivo allentamento delle facoltà mentali e di percezione del livello di rischio, è un obiettivo particolarmente importante. È altresí utile informare i giovani delle modalità di accertamento dello stato di ebbrezza alcolica con riferimento al valore massimo di alcol nel sangue che la legge attuale consente (0,50 g/l), nonché delle conseguenze penali ed amministrative per chi venga colto alla guida di un veicolo in stato di ebbrezza alcolica. Analoghe considerazioni riguardano lo stato di ebbrezza determinato dall’assunzione di sostanze stupefacenti o psicotrope. Anche questo argomento consente approfondimenti che vanno a confluire e integrarsi con altre discipline.



 

Alcuni link per ulteriori approfondimenti sulla materia possono essere i seguenti:

www.patente.it (per conoscere le pratiche di rilascio, gli esami di guida, la decurtazione dei punti) 
www.asaps.it
  (per considerazioni su problematiche attinenti alla circolazione stradale e alla normativa) 
www.poliziadistato.it
  (per aggiornamenti o chiarimenti normativi) 
www.inauto.com
  (sito dell’ACI con argomentazioni relative alla circolazione in generale)