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Scienze motorie, attività fisica e benessere psicofisico

La didattica dei record - Capitolo 1 - Come tutto iniziò

La didattica dei record - Capitolo 1 - Come tutto iniziò

Fare esperienza su un record è la strada per il tetto del mondo, è di tutti!

La "didattica dei record" è tesa a creare una competenza nuova, spendibile tutti i giorni, senza l'obbligo di essere campioni del mondo.

Fabrizio Lo Faro è nato a Cantù il 12 Giugno 1975. Insegnante di Scienze Motorie e Sportive al Caio Plinio di COMO (scuola secondaria di secondo grado), modesto triathleta, marito perfettibile e instancabile papà.

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PREMESSA ALL’ARGOMENTO
C’è una premessa alla premessa, un evento indelebile della mia vita.
È più di un ricordo, una sensazione a cui ho cercato di rimanere coerente, fedele a uno spirito che è degli sportivi tutti, anche quelli che su un podio che conta non ci saliranno mai.

La leggendaria finale dei 100 metri ai Campionati del Mondo di Tokyo 1991
…Tutto cominciò nel luglio di troppi anni fa, scenario suggestivo il Campionato mondiale di atletica leggera di Tokyo, finale dei 100 metri piani. In pista King Carl, detto il Figlio del vento, e i migliori velocisti del pianeta. Sono lì, carichi, tesi all’inverosimile, pronti a divorare la pista con falcate possenti e perfette.

Seguo la gara pensando ai miei 80 metri piani corsi a fatica in 10”4 decimi mio personalissimo record, in grado di garantirmi il podio ai Giochi della Gioventù, il mio “Campionato mondiale”.

Intanto la gara inizia, il Figlio del Vento tentenna,  ma dopo i 60 metri vola: dove gli altri rallentano impotenti, lui si esalta e vince… Non stravince, eppure è nuovo record mondiale: 9.86 centesimi!

Le lacrime arrivano subito: solo gli sportivi appassionati (non occorre particolare talento!) sono in grado di commuoversi per un’impresa da protagonisti come questa, indimenticabile.

Ma c’è altro: sensibilizzato dal mio personale record mi accorgo che fino al sesto atleta hanno corso sotto i 10”, il confine estremo dell’eccellenza.

L’atletica mi aveva fatto dono del valore infinito dei numeri: chi corre sa che la leggenda si gioca sul filo dei decimi di secondo.

King Carl aveva vinto e intorno a lui uno stuolo di eccellenti atleti avevano dato vita a un evento epico, fatto di record, di numeri e anche di storie incredibili! Si sa che un record del mondo è la miglior prova di ogni tempo e il primatista dei 100 metri piani è sinonimo, nell’immaginario comune, di velocità e potenza; tuttavia non a tutti è chiaro che quel primato  racchiude un valore intrinseco. Infatti dietro quel numero (che in fondo è solo un numero), c’è una storia, che può addirittura diventare un’esperienza didattica. L’intento di questi articoli è proprio quello di chiarire che dietro ogni record ci sono storie di sacrifici e impegno; lo stesso primato, quando viene battuto, non si esaurisce , in quanto probabilmente è servito a motivare chi ha conquistato il nuovo record.

Questo processo di sensibilizzazione al valore dei record passa attraverso esercitazioni pratiche tese a trasformare il numero da quantità misurabile a esperienza misurata.

Non occorre, per altro, scomodare le massime performance mondiali, anche il passaggio di un atleta di medio livello alla mezza maratona, poniamo in 1h e 10’, quindi alla rispettabilissima media di 3’30” al km, dovrebbe dire molto al tredicenne che nel test sui 1000 mt fatica a chiudere sotto i 5’.

Certo pensare, o, per cominciare, sapere, che sulla mezza maratona i top runner chiudono sotto l’ora, quindi sotto la fatidica soglia dei 3’, desta ancora più impressione.

Prendiamo ad esempio i WR (record del mondo) della tabella sottostante, performance da brivido su distanza con cui i ragazzi delle secondarie inferiori familiarizzano in vista della corsa campestre o dei 1000 mt su pista.

 

1000m

Noah Ngeny (KEN)

Rieti 05/09/1999

2:11.96

1500m

Hicham El Guerrouj (MAR)

Roma 14/07/1998

3.26.00

1 miglio

Hicham El Guerrouj (MAR)

Roma 07/07/1999

3.43.13

2000m

Hicham El Guerrouj (MAR)

Berlino 07/09/1999

4:44.79 


Per un ragazzo sapere, o meglio comprendere che nello stesso tempo in cui ha dignitosamente percorso 1000 mt nel campetto della sua scuola, un ragazzo Marocchino, a Berlino, ha percorso il doppio della distanza, può destare curiosità: potrebbe  cercare il video della gara, approfondire la storia del campione e seguire qualche meeting.

Soluzioni pratiche
Vediamo quindi nelle specifico una serie di esercitazioni a carattere pratico tese a far sperimentare agli allievi il valore personale e impensabile di un record siglato lontano nello spazio e nel tempo.

L’atletica leggera (al pari delle gare di corsa campestre) fornisce spunti preziosi e di grande attinenza dato che il secondo quadrimestre, in ogni scuola, si preparano i Giochi sportivi studenteschi su pista, tappa obbligata e imperdibile.  

Qui si propone un percorso per avvicinare i ragazzi alle vite di gente sì talentosa ma dedita al sacrificio, al lavoro metodico e continuo.

Si tratta di un modo nuovo di proporre atletica a scuola che incoraggia la conoscenza oltre che le abilità sportive. Si ritiene che la consapevolezza di quello che c’è intorno a ogni record possa diventare uno spunto di riflessione, e quindi di lavoro, spendibile anche all’esame finale. Si potrebbe proporre per esempio  una discussione su un record del mondo, con un commento tecnico sulla prestazione e il confronto con l’esperienza personale, che dimostri di cogliere anche il lavoro che c’è dietro quell’impresa.

Fabrizio Lo Faro