Sblocca

logout

Inserisci qui sotto il codice di sblocco

Lorem ipsum dolor sit amet, consectetur adipiscing elit. Quisque consequat odio vel dolor volutpat et varius ligula tristique. Curabitur lacinia porttitor lorem, non venenatis massa molestie sed. Etiam nunc tellus, tempus a sagittis eu, egestas non lorem. Etiam adipiscing, turpis eu consectetur vestibulum

Lorem ipsum dolor sit amet, consectetur adipiscing elit. Quisque consequat odio vel dolor volutpat et varius ligula tristique. Curabitur lacinia porttitor lorem, non venenatis massa molestie sed. Etiam nunc tellus, tempus a sagittis eu, egestas non lorem. Etiam adipiscing, turpis eu consectetur vestibulum
imparosulweb

Edusport

Scienze motorie, attivitą fisica e benessere psicofisico

Giochiamo a beach volley

Giochiamo a beach volley

Il beach volley (letteralmente pallavolo da spiaggia) è uno sport di squadra che, nato come semplice attività ricreativa giocata sulla sabbia di località balneari, ha avuto una notevole evoluzione tant’è che adesso è annoverato fra le discipline olimpiche.

Il beach volley può essere un modo alquanto interessante di rendere attive le proprie vacanze. Tra l’altro, questa disciplina può rappresentare, nel periodo estivo, per i molti runner che seguono il nostro sito, una valida disciplina alternativa, o comunque complementare, alla corsa. 

Se prima era più raro vedere partite di beach volley nei luoghi di mare, adesso sono moltissimi gli stabilimenti balneari che hanno approntato appositi spazi per la pratica di questo sport; tornei di beach volley vengono ormai organizzati in molte località vacanziere e il loro successo è in continua ascesa.

Il beach volley è una variante della notissima pallavolo (o volley o volleyball che dir si voglia), ma, nonostante lo scopo del gioco sia di fatto lo stesso, le differenze fra le due discipline sono numerose; esse riguardano l’area dove il beach volley viene praticato, il numero dei componenti la squadra, il sistema di punteggio, le caratteristiche del tocco della palla, il cambio del campo e le caratteristiche del pallone.

Nato negli anni ’20 del secolo scorso nelle spiagge californiane, il beach volley fece la sua apparizione nel vecchio continente una decina di anni dopo. Nel nostro Paese il beach volley ha cominciato a diffondersi durante gli anni ’80. Nonostante il beach volley abbia quasi compiuto il secolo di età, si è dovuta aspettare la fine del XX secolo prima del suo inserimento fra le numerose discipline olimpiche.

Beach volley: le caratteristiche


Il beach volley è una disciplina che viene giocata fra due squadre, composte da due giocatori ciascuna, su un’area di gioco in sabbia; l’area di gioco è divisa in due da una rete. Scopi fondamentali del beach volley sono sostanzialmente due: mandare la palla sopra la rete facendola ricadere sul suolo avversario ed evitare che i propri avversari facciano altrettanto.

Una squadra può toccare la palla per tre volte allo scopo di mandarla in campo avverso; nei tre tocchi di palla è incluso anche l’eventuale “tocco a muro”.


Come nel caso della pallavolo, la palla viene messa in gioco tramite il cosiddetto servizio(o battuta); l’azione di gioco continua fino al momento in cui il pallone tocca il campo di gioco oppure ne esce fuori oppure fino a quando una squadra commette un errore (per esempio un quarto tocco del pallone).

Nel beach volley la squadra che vince l’azione di gioco conquista un punto (Rally Point System)*. Se l’azione di gioco viene vinta dalla squadra ricevente, questa conquista sia un punto sia il diritto a servire. Il giocatore che serve deve cambiare ogniqualvolta si verifichi tale condizione.

Analizziamo brevemente le varie caratteristiche che differenziano il beach volley dalla pallavolo.

Area di gioco
 – L’area di gioco del beach volley misura 16×8 metri; il rettangolo di sabbia deve avere una profondità di almeno 40 cm; il campo da beach volley deve essere circondato da uno spazio libero la cui larghezza deve essere di almeno 3 m, mentre lo spazio libero in altezza deve essere di almeno 7 m. L’area di gioco viene delimitata da linee la cui larghezza può oscillare dai 5 agli 8 cm; non si ha la presenza di linea centrale. La rete che viene usata nel beach volley ha la medesima altezza e le stesse caratteristiche di quella che si usa nel gioco della pallavolo (per l’esattezza 2,24 m per le donne e 2.43 per gli uomini).

Numero di giocatori
 – Nel beach volley sono due i giocatori che compongono la squadra; a differenza di quanto accade nella pallavolo tradizionale, non sono consentiti cambi. I giocatori giocano a piedi scalzi, a meno che non si venga autorizzati a indossare delle apposite scarpette; uno dei due membri della squadra ricopre il ruolo di capitano.

Sistema di punteggio
 – Nel beach volley la partita si svolge al meglio dei tre set; vince la gara la squadra che si aggiudica due set. Qualora le squadre si trovino in condizione di parità, il terzo set viene giocato a 15 punti con la differenza di almeno due punti. Un set, tranne il terzo decisivo, viene vinto dalla squadra che raggiunge per prima i 21 punti con la differenza di almeno due punti. Nel caso le squadre si trovino sul punteggio di 20 a 20, il gioco dovrà continuare fino a quando le squadre non siano divise da due punti di differenza.

Una squadra vince un’azione di gioco quando l’avversario commette un fallo di servizio, quando non rinvia la palla o quando commette un qualsiasi altro tipo di fallo. Se la squadra che vince l’azione stava servendo, conquista un punto e continua a servire, mentre se stava ricevendo, conquista il punto e acquisisce il diritto al servizio.

Il tocco di palla
 – Come accennato in precedenza, la squadra di beach volley ha diritto a un numero massimo di tre tocchi per inviare la palla al di sopra della rete. Un giocatore non può toccare il pallone per due volte consecutive fatta eccezione per il tocco a muro (il regolamento ufficiale del beach volley recita infatti: “Il primo tocco dopo il muro può essere eseguito da qualsiasi giocatore, incluso colui che ha toccato la palla a muro“).

Due giocatori possono toccare la palla contemporaneamente; se i due giocatori in questione appartengono alla stessa squadra si considerano effettuati due tocchi (fatta eccezione per il muro), mentre nel caso che il tocco contemporaneo avvenga fra avversari, la squadra che rigioca la palla ha diritto a effettuare nuovamente tre tocchi.

Non è consentito giocare la palla avvalendosi del compagno di squadra o dei supporti di gioco (tocco agevolato).

Il tocco di palla deve avvenire in modo netto; la palla infatti non può essere né fermata né lanciata. Esistono alcune eccezioni a tale regola che sono contemplate nell’articolo 13 del regolamento di beach volley. I più comuni falli di tocco di palla nel beach volley sono i quattro tocchi prima del rinvio oltre la rete, il tocco agevolato, la palla trattenuta e il doppio tocco (il giocatore colpisce la palla per due volte consecutive).

Cambio di campo
 – Nel beach volley il cambio di campo viene effettuato alla fine del set, ogni sette punti e suoi multipli nel corso del primo e secondo set e ogni cinque punti e suoi multipli nel terzo set.



Caratteristiche del pallone da beach volley
 – Il pallone da beach volley, di pelle sintetica o di materiali simili, è un po’ diverso da quello che si utilizza nella pallavolo, è leggermente più grande ed è gonfiato con una minor pressione. Il peso deve però essere lo stesso (dai 260 ai 280 g).

I “segni” del beach volley
È usuale, durante una partita di beach volley, vedere i giocatori effettuare dei segni con le mani durante le fasi di muro e di difesa. Tali segni, fatti dietro la schiena per non renderli visibili ai giocatori dell’altra squadra, hanno lo scopo di comunicare al proprio compagno il tipo di giocata da effettuarsi allo scopo di contrastare i propri avversari. I segni che vengono fatti sono sostanzialmente quattro: un dito disteso della mano segnala che sul giocatore che corrisponde alla mano stessa verrà effettuato un muro lungo la linea laterale; se le dita distese sono invece due, si vuole indicare un muro diagonale sul giocatore che corrisponde alla mano stessa. Un pugno chiuso indica una situazione senza muro sul giocatore che attaccherà (pull off o finta a muro); la mano aperta segnala l’intenzione di murare la palla.

Beach volley e olimpiadi

La prima competizione di beach volley quale disciplina olimpica si svolse nel 1996 (olimpiadi di Atlanta); la medaglia d’oro fu conquistata dagli USA per quanto riguarda il torneo maschile e dal Brasile per quanto concerne il torneo femminile.

Quattro anni più tardi (olimpiadi di Sidney), la medaglia d’oro del beach volley fu vinta di nuovo dalla squadra statunitense maschile e dalla squadra australiana femminile.

La terza sfida olimpica di beach volley si svolse ad Atene nel 2004, la vittoria finale andò alla squadra brasiliana nel torneo maschile e agli USA nel torneo femminile.

Il quarto appuntamento olimpico di beach volley (2008) si svolse a Pechino; sia in campo maschile che in campo femminile furono vittoriosi gli statunitensi.

Nel 2012, a Londra, nella categoria maschile la vittoria se la aggiudicarono i tedeschi, mentre nel torneo femminile il posto più alto del podio fu ancora appannaggio degli USA.

Le prossime olimpiadi (2016) si svolgeranno a Rio de Janeiro; il torneo di beach volley sarà disputato sulla celeberrima spiaggia di Copacabana.

* Il Rally Point System è un sistema di calcolo del punteggio che viene internazionalmente utilizzato nel volley sin dal 1998 ed è stato reso obbligatorio due anni dopo.

Il sistema in questione prevede a ogni azione venga assegnato un punto, sia che esso sia stato realizzato dalla squadra che aveva la battuta sia che sia stato realizzato dalla squadra in ricezione. In passato, i punti venivano assegnati soltanto quando lo scambio veniva vinto dalla squadra che era in battuta; se lo scambio veniva vinto dalla squadra in ricezione essa otteneva il diritto di battuta.