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Fanny Blankers-Koen

Fanny Blankers-Koen




Tra gli astri olimpici dell’atletica leggera merita un posto d’onore Fanny Blankers-Koen, nata in un paesino vicino ad Amsterdam il 26 aprile 1918 e protagonista delle prime Olimpiadi del dopoguerra disputate a Londra nel 1948. La Koen aveva già 30 anni e due figli, ma la pausa bellica non aveva fatto dimenticare i suoi successi precedenti: a 17 anni aveva battuto il record nazionale dei 100 yards e, anche se la sua presenza alle olimpiadi del 1936 era passata inosservata, due anni dopo era diventata primatista mondiale percorrendo i 100 yards in 11 secondi.

 
In realtà il successo l’aspettava alle Olimpiadi di Helsinki del 1940, ma la guerra fece rimandare l’appuntamento a Londra. Negli anni di stop forzato la Koen continuò comunque ad allenarsi, incoraggiata anche da Jahn Blankers, suo allenatore e giornalista sportivo che nel frattempo era diventato suo marito.
 
Dal 1943 al 1948 divenne primatista mondiale dei 100 m, degli 80 m ostacoli, del salto in alto e del salto in lungo.
Contro le previsioni di tutta la stampa nazionale e non, che già non vedeva di buon occhio la partecipazione femminile alle Olimpiadi, nemmeno le due maternità fermarono Fanny. Pochi mesi dopo il parto era già in pista. Fu per questo che a Londra venne nominata la "mammina volante". Portò a casa 4 medaglie d’oro: nei 100 e 200 m piani, negli 80 m a ostacoli e nella staffetta 4x100.
Fino alle Olimpiadi del 2000 comprese, solo altri tre atleti sono riusciti a vincere quattro ori nella stessa Olimpiade: Alvin Kraenzlein (1900), Jesse Owens (1936) e Carl Lewis (1984).
Al suo rientro ad Amsterdam "Amazing Fanny" ("Meravigliosa Fanny") fu accolta da una folla immensa. Sfilò per tutta la città a bordo di una carrozza tra gli applausi di tutta la l’Olanda. I suoi vicini le regalarono una bicicletta, "per prendere la vita più lentamente".

La figura di Fanny Blankers-Koen continuò a influenzare il mondo dell’atletica anche dopo il suo ritiro dalle piste, alla fine degli anni Cinquanta. Nel 1999 fu dichiarata "Atleta femminile del secolo". È morta il 25 gennaio 2004, sconfitta dall’alzheimer all’età di 85 anni.