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Scienze motorie, attivitą fisica e benessere psicofisico

1920 - 1948

1920 - 1948

Anversa 1920

L’edizione di Anversa fu considerata la VII edizione dei Giochi Olimpici, anche se la VI, in programma a Berlino, non era stata disputata a causa del primo conflitto mondiale; per lo stesso motivo le nazioni vinte in guerra (Austria, Ungheria, Germania, Bulgaria e Turchia) non furono invitate. Nella città belga, che era completamente sprovvista d’impianti sportivi, si assisté ad una grandiosa opera di solidarietà: lo stadio fu costruito in pochi mesi con l’aiuto ed i materiali forniti dalle truppe americane, si attrezzò un bacino marino per le gare di nuoto ed uno stretto canale per le prove di canottaggio. 2668 atleti (molti dei quali militari) rappresentarono 29 nazioni e per la prima volta il CIO accordò il proprio riconoscimento ufficiale alla partecipazione delle donne (furono 77 in totale). Fu introdotto il giuramento olimpico  e, anche se le date ufficiali d’apertura e chiusura furono 20 aprile e 12 settembre, la maggior parte delle gare si svolse la seconda quindicina di agosto. 22 le discipline contemplate, tra cui l’hokey e il pattinaggio su ghiaccio. Gli Stati Uniti dominarono il medagliere, conquistando ben 94 medaglie, di cui 41 d’oro; anche gli atleti italiani si comportarono in maniera egregia, vincendo 24 medaglie (13 ori). Lo schermidore Nedo Nadi (foto) si confermò campione, andando a vincere cinque medaglie d’oro nella scherma (due individuali e tre a squadra). La tennista Rosetta Gagliardi fu la prima italiana a prendere parte ad un’Olimpiade. Il finlandese Paavo Nurmi, al suo debutto in competizioni internazionali, si aggiudicò la medaglia d’oro nei «10.000 m» e negli 8 km di corsa campestre e quella d’argento nei «5000 m».


 
Parigi 1924

Prima di lasciare la presidenza del Comitato Olimpico, il barone De Coubertin volle far disputare un’altra Olimpiade a Parigi, per riscattare l’insipida edizione del 1900; questa volta furono fatte le cose in grande. Sul terreno dell’antico ippodromo di Colombes fu costruito uno stadio capace di 60.000 posti; lo stadio del tennis conteneva fino a 10.000 persone, mentre per il nuoto era stata edificata un’apposita piscina. Il celebre Velodrom d’Hiver ospitò le gare di scherma, lotta, sollevamento pesi e pugilato, e fu approntato il primo villaggio olimpico. Come ad Anversa, gli sport contemplati furono 19, suddivisi in 128 specialità; le gare si svolsero dal 4 maggio al 27 luglio e videro la partecipazione di 3092 concorrenti (136 donne) per 44 nazioni. Gli Stati Uniti dominarono il medagliere con 45 ori, ma per la prima volta i finnici ottennero il primato nell’atletica leggera, vincendo 12 ori contro i 10 degli yankee. L’Italia partecipò con 200 concorrenti e vinse 8 titoli, classificandosi al settimo posto della classifica generale; tra i trionfatori, Ugo Frigerio, oro nei «10.000 m». Il 10 luglio 
Paavo Nurmi (foto) vinse, nello spazio di un’ora, i «1500» e i «5000 m»; 40 ore dopo si aggiudicò una drammatica campestre che vide svenire, per il gran caldo, 24 partecipanti su 39. Johnnie Weissmuller, futuro famoso Tarzan del cinema, vinse la medaglia d’oro nei «100» e nei «200 m» stile libero.
 
Amsterdam 1928
A partire da questa edizione, la durata complessiva dei Giochi (qualificazioni escluse) fu accorciata definitivamente ad un periodo di due settimane, dal 28 luglio al 12 agosto. Prima dell’inizio della manifestazione, fu decretato ad un congresso del CIO svolto a Praga, che in concorrenti in gara sarebbero dovuti essere dilettanti al 100%. Per la prima volta fecero comparsa il fuoco olimpico e i tedofori. Con la riammissione della Germania e con la definitiva ammissione delle donne alle gare di atletica (nonostante la disapprovazione di de Coubertin), questa edizione dei Giochi vide la partecipazione di 3014 concorrenti (290 donne) per 46 Paesi. Gli Stati Uniti si aggiudicarono 22 titoli, davanti a Germania e Finlandia; l’Italia, che partecipò con una rappresentativa di 164 elementi, conquistò 19 medaglie, di cui 7 d’oro. La catena di successi statunitensi nei «100» e nei «200 m» fu spezzata dal canadese Percy Williams, ma si trattò di un fatto eccezionale, perché per i successivi 28 anni la squadra degli U.S.A. avrebbe fatto incetta di medaglie nelle due gare di velocità pura. Continuò il dominio dei finlandesi nel mezzofondo e nel fondo, grazie ancora una volta a Paavo Nurmi e Villa Ritola e trionfatori, rispettivamente sia nei «5.000» che nei «10.000 m». Per loro fu comunque l’ ultima avventura olimpica.
 
Los Angeles 1932
L’organizzazione dei giochi di Los Angeles fu orientata verso lo spettacolo e la grandiosità. Lo stadio Olimpico, il Coliseum, fu allargato fino a poter contenere 105.000 spettatori. A Pasadena sorse il velodromo, a Long Beach il bacino per il canottaggio e in altri punti strategici di Los Angeles tutti gli altri impianti. Il movimento turistico fruttò alla città 60 milioni di dollari, grazie anche al notevole impatto mediatico creato da radio e giornali dell’epoca.

Per la prima volta fu utilizzato il podio nel corso delle premiazioni. Gli atleti di casa festeggiarono un bottino di 41 vittorie nei 15 sport in programma, tornando a dominare tutte le gare di velocità pura. L’Italia si classificò sorprendentemente seconda nella classifica per Nazioni, alle spalle degli Stati Uniti, con 12 medaglie d’oro: tre arrivarono dal ciclismo, quattro dalla ginnastica, due dalla scherma, una dalla lotta greco-romana, dal tiro e dall’atletica leggera con Luigi Beccali, il primo italiano vittorioso in una gara olimpica di corsa, i «1.500 m». La soddisfazione di Mussolini fu grande, ma il risultato fu possibile anche grazie all’assenza di numerosi campioni di altri paesi europei: parteciparono nel complesso solo 37 nazioni.
 
Berlino 1936

Con una staffetta di 3000 atleti, la fiaccola olimpica, per la prima volta, compì il suo viaggio da Olimpia alla sede dei Giochi: per l’occasione una Berlino accuratamente preparata da Adolf Hitler, salito al potere nel 1933. Il Fuhrer dettò le disposizioni affinché i giochi olimpici di Berlino si trasformassero in un formidabile mezzo di propaganda al servizio del nazionalismo; incaricò la famosa regista Leni Riefensthal di girare un film sulla manifestazione e nacque un’apposita agenzia cinematografica con il solo scopo di gestire e curare nei minimi dettagli il film (proibendo tutte le altre riprese). Parteciparono alla manifestazione 4066 atleti (328 donne) in rappresentanza di 49 paesi; fu costruito il Reichsportfield, all’interno del quale vennero concentrati tutti gli impianti sportivi principali, e due villaggi destinati agli atleti. Il programma delle gare fu dilatato e gli sport previsti furono 21 (debuttarono pallacanestro, pallamano, canoa). I tedeschi riuscirono ad imporsi sugli americani nel numero totale delle medaglie vinte (88 a 56) e in quello degli ori (33 a 24), ma ad imporsi nell’atletica non fu un «ariano», come avrebbe sperato Hitler, bensì lo statunitense nero 
Jesse Owens (foto), che si aggiudicò ben 4 medaglie d’oro («100» e «200 m», «staffetta 4 X 100» e «salto in lungo». Gli italiani conquistarono il terzo posto nella classifica generale, vincendo 8 medaglie d’oro; una di queste grazie a Ondina Valle, prima medaglia d’oro olimpica femminile italiana, negli «80 m ostacoli».
 
Londra 1948
All’uscita della seconda guerra mondiale, dopo due edizioni non disputate, la XIV Olimpiade fu caratterizzata dall’austerity. La XII edizione si sarebbe dovuta svolgere nel ’40 a Tokio, ma alla ripresa dell’attività agonistica il delegato cinese del Comitato Olimpico Internazionale chiese ed ottenne che fosse ritirata l’autorizzazione in quanto il Giappone era da ritenere un Paese invasore. E il Giappone non fu neanche invitato ai giochi di Londra, al pari della Germania; non partecipò, invece, di propria iniziativa, l’URSS, sebbene un gruppo di atleti sovietici avesse promosso un’azione per aderire alla prima grande manifestazione sportiva post bellica. A Londra l’impossibilità di costruire nuovi impianti costrinse gli organizzatori a ristrutturare quelli già presenti; così fu per il leggendario stadio di Wembley e il vecchio velodromo di Harne Hill. Alla scherma venne destinato il Palazzo dell’ingegneria e al ciclismo su strada il Parco Reale di Windsor. Le competizioni di canottaggio si disputarono sul Tamigi e le regate veliche in Cornovaglia. Parteciparono complessivamente 59 Paesi con un totale di 4099 concorrenti. Le gare si svolsero dal 29 luglio al 14 agosto, con un totale di 18 sport in programma. Gli Stati Uniti si aggiudicarono complessivamente 84 medaglie, di cui 38 d’oro. Atleta simbolo della manifestazione fu la velocista olandese Fanny Blankers-Koen, capace di vincere 4 titoli nelle gare di atletica («100» e «200 m», «4 X 100» e «80 m ostacoli») in 5 giorni. La rappresentativa italiana vinse 8 medaglie d’oro; tra queste una venne dalla vittoria della squadra di pallanuoto, battezzata per l’occasione «Settebello» dai giornalisti.